Lignano e foce dello Stella, esito positivo dai controlli di Goletta Verde sulle acque
Nel monitoraggio di fine maggio tutti regolari i quattro punti verificati in provincia di Udine. Resta però il problema delle informazioni mancanti per i bagnanti.
Per il litorale udinese arrivano indicazioni rassicuranti dai controlli ambientali effettuati da Goletta Verde: nei quattro punti verificati tra Lignano Sabbiadoro e l’area della foce dello Stella non sono emerse irregolarità nei campioni analizzati. Il dato rientra nel quadro regionale presentato a Grado, dove l’associazione ha diffuso i risultati della campagna 2026.
La verifica risale al 28 maggio e ha interessato complessivamente dieci siti del Friuli Venezia Giulia, distribuiti tra le province di Trieste, Gorizia e Udine. Tutti i prelievi hanno dato esito entro i valori previsti dalla normativa, senza segnalazioni di criticità sul piano microbiologico.
I punti controllati nel territorio udinese
Per la provincia di Udine l’attenzione si è concentrata sia su un tratto di spiaggia frequentato dai bagnanti sia su aree considerate più esposte. I campionamenti hanno riguardato la foce del fiume Stella nel comune di Precenicco, la foce del Tagliamento a Lignano Sabbiadoro, lo scarico del depuratore sempre a Lignano e un punto a mare lungo la spiaggia di Lignano Sabbiadoro, sul lungomare Trieste all’altezza di via Gorizia.
Secondo i dati resi noti da Legambiente, tutti e quattro i siti della fascia udinese hanno superato il controllo senza sforamenti. Un risultato che riguarda dunque non solo il fronte balneare più conosciuto, ma anche zone sensibili come foci e scarichi, osservate proprio per intercettare eventuali problemi legati alla depurazione.
Buona qualità dell'acqua, ma cartelli assenti
Accanto al responso favorevole sulle analisi, resta un punto debole che tocca da vicino anche chi frequenta le spiagge: nei luoghi monitorati non sono stati rilevati i cartelli informativi sulla qualità delle acque. L’unica segnalazione presente riguardava il divieto di balneazione alla foce del Tagliamento.
Il tema non è secondario, perché la trasparenza delle informazioni per residenti e turisti fa parte della gestione ordinaria del litorale. La campagna di Goletta Verde, oltre a misurare lo stato delle acque, richiama infatti anche l’attenzione sulla comunicazione pubblica nei punti più frequentati.
Durante la presentazione dei risultati, Legambiente Friuli Venezia Giulia ha invitato a non abbassare la guardia. Tra i nodi indicati ci sono la pressione sulle falde artesiane nell’entroterra costiero, il completamento del ciclo della depurazione e il riuso delle acque reflue, con riferimento anche ai progetti che interessano l’area industriale di San Giorgio di Nogaro.
Come vengono letti i risultati
I controlli di Goletta Verde non sostituiscono quelli istituzionali destinati alla balneazione, ma rappresentano una verifica mirata su tratti costieri, foci e sbocchi considerati più delicati. L’obiettivo è individuare eventuali segnali di contaminazione riconducibili a scarichi o sistemi di trattamento non pienamente efficienti.
Le analisi vengono eseguite su parametri microbiologici, in particolare enterococchi intestinali ed Escherichia coli, e i campioni sono esaminati entro 24 ore dal prelievo. La classificazione segue i limiti fissati dalla normativa nazionale di riferimento.
La tappa regionale partita da Grado
La presentazione dei dati si è svolta a Grado, dove la campagna ha aperto anche il percorso 2026 di Goletta Verde. All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, il portavoce di Goletta Verde Stefano Raimondi, il presidente di Legambiente Fvg Sandro Cargnelutti, il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto, il Primo Luogotenente Stefano Giaquinto della Capitaneria di porto di Grado e Claudia Orlandi di Arpa Fvg.
Nella stessa giornata si è parlato anche dello stato degli ecosistemi costieri dell’Alto Adriatico, con una dimostrazione nel porto di Grado realizzata insieme all’Università di Udine. In campo anche un drone marino impiegato per osservare le praterie sommerse di Cymodocea nodosa e più in generale i fondali costieri, un tema che interessa da vicino anche il sistema ambientale della costa friulana.
Per il territorio udinese, intanto, il dato più immediato resta quello dei campionamenti: acqua promossa nei punti verificati tra Precenicco e Lignano, con il rovescio della medaglia di una segnaletica informativa ancora insufficiente proprio dove cittadini e visitatori si aspettano indicazioni chiare.