Lignano e Marano spingono l’asse udinese del mare: Bandiera Blu 2026 confermata, cresce anche la nautica
Per il territorio udinese arrivano la conferma di Lignano Sabbiadoro e il nuovo segnale da Marano Lagunare con Portomaran tra gli approdi premiati.
Il dato che interessa più da vicino il territorio udinese arriva da Roma e parla di continuità, ma anche di un sistema costiero che prova ad allargare il proprio raggio d’azione. Nelle assegnazioni Bandiera Blu 2026, Lignano Sabbiadoro mantiene il riconoscimento per il mare e la spiaggia, mentre sul fronte della portualità turistica si registra anche l’ingresso di Portomaran di Marano Lagunare tra gli approdi premiati a livello nazionale.
Per la provincia di Udine il risultato ha un peso specifico evidente: da una parte la conferma di una località che da decenni rappresenta uno dei motori del turismo balneare dell’Alto Adriatico, dall’altra un segnale che valorizza la laguna e il comparto nautico come parte integrante dell’offerta turistica friulana.
La cerimonia ufficiale si è svolta nella sede del CNR, dove la Foundation for Environmental Education ha assegnato i vessilli ai Comuni rivieraschi e agli approdi che rispondono ai parametri richiesti su qualità delle acque, gestione ambientale, servizi, sicurezza e sostenibilità.
Nel quadro nazionale i Comuni premiati salgono a 257, undici in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 525 spiagge riconosciute. Gli approdi turistici che ottengono la Bandiera Blu sono invece 87. In Friuli Venezia Giulia restano due le località premiate sul versante balneare: Lignano Sabbiadoro e Grado.
Il peso di Lignano per l’estate friulana
Per Lignano Sabbiadoro si tratta della 37esima conferma consecutiva, un traguardo che racconta una continuità rara e che va oltre l’immagine da cartolina della località. La valutazione, infatti, non riguarda soltanto il mare pulito, ma un insieme più ampio di elementi che incidono direttamente sulla qualità della stagione turistica.
Tra i criteri presi in esame rientrano depurazione, raccolta differenziata, accessibilità, sicurezza in spiaggia, informazione ambientale e organizzazione dei servizi. Per una realtà ad alta intensità turistica come Lignano, mantenere questi standard significa misurarsi ogni anno con numeri importanti e con una pressione estiva che mette alla prova l’intero sistema locale.
A margine della cerimonia, il consigliere delegato al turismo Massimo Brini ha sottolineato il valore del risultato per la comunità, definendolo il frutto di un lavoro quotidiano orientato a standard ambientali elevati, servizi efficienti e turismo sostenibile. Un passaggio che lega il riconoscimento non solo alla promozione turistica, ma anche alla capacità amministrativa e operativa della località.
Non solo spiaggia: il segnale che arriva da Marano Lagunare
Per il territorio udinese, però, la novità più interessante dell’edizione 2026 è probabilmente legata agli approdi. Tra le strutture inserite nell’elenco nazionale compare infatti Portomaran di Marano Lagunare, elemento che amplia la lettura del risultato regionale e accende l’attenzione su un comparto spesso meno visibile rispetto alle spiagge, ma sempre più strategico.
La Bandiera Blu assegnata agli approdi non premia semplicemente l’ormeggio o l’efficienza tecnica di un marina. La valutazione considera la gestione ambientale, la qualità dei servizi, l’attenzione alla sicurezza e la compatibilità con contesti delicati, come quello lagunare. Nel caso di Marano, il riconoscimento si inserisce in una cornice territoriale che unisce nautica, paesaggio, turismo lento e tutela ambientale.
È un passaggio importante anche perché rafforza l’idea di una costa friulana non limitata alla sola dimensione balneare. Tra Lignano, laguna di Marano e collegamenti con l’area gradese, il sistema turistico locale mostra una fisionomia più articolata, dove il mare dialoga con portualità, natura e fruizione sostenibile.
Le due conferme regionali e il ruolo dell’area udinese
Il Friuli Venezia Giulia conserva dunque le sue due Bandiere Blu per le località di mare: Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, e Grado, in provincia di Gorizia. Un numero contenuto rispetto ad altre regioni, ma che per il turismo regionale continua ad avere un valore forte, perché riguarda due destinazioni centrali per l’economia dell’estate.
Nel caso udinese, Lignano resta il punto di riferimento più immediato. La località balneare rappresenta da anni uno degli snodi principali dell’accoglienza del Nordest e continua a giocare un ruolo decisivo anche sul piano dell’immagine. La conferma 2026 consolida questa posizione e rafforza la percezione di affidabilità della destinazione in un mercato sempre più attento agli standard ambientali.
Accanto al vessillo assegnato alla spiaggia, pesa anche il riconoscimento agli approdi turistici collegati al sistema lignanese, aspetto che contribuisce a valorizzare la vocazione nautica della località. In questo senso, il risultato complessivo dell’area udinese appare più ampio della sola Bandiera Blu sul litorale.
Cosa misura davvero il riconoscimento
La Bandiera Blu viene spesso letta dal pubblico come un giudizio sul colore del mare o sulla pulizia dell’arenile, ma il programma FEE ha un perimetro molto più esteso. I parametri comprendono la qualità delle acque di balneazione, la corretta gestione delle acque reflue, la presenza di servizi, la sicurezza, l’accessibilità e le attività di educazione ambientale.
Nell’edizione 2026 assume rilievo anche il Piano di Azione per la Sostenibilità richiesto alle amministrazioni, cioè uno strumento di programmazione che misura la capacità di costruire interventi nel medio periodo. Non basta, quindi, presentarsi bene all’inizio della stagione: il riconoscimento richiede coerenza, monitoraggio e scelte verificabili.
Per realtà come Lignano e, in modo diverso, per l’area lagunare di Marano, questo significa confrontarsi con temi molto concreti: pressione turistica, gestione dei rifiuti, mobilità, equilibrio ambientale e qualità dell’accoglienza. È su questi aspetti che il vessillo diventa qualcosa di più di un simbolo estivo e si trasforma in un indicatore di tenuta del territorio.
Per l’estate che si apre, il risultato offre alla costa udinese una base solida su cui presentarsi: una località balneare storica che mantiene il suo profilo d’eccellenza e un approdo lagunare che entra tra le strutture premiate. Due segnali diversi, ma complementari, che raccontano come il mare del Friuli occidentale continui a giocarsi la sua competitività sulla qualità e non soltanto sui numeri.