Linea per Cividale, l’elettrificazione resta un nodo aperto: orizzonte di due anni
Dalla risposta regionale richiamata dalla consigliera Manuela Celotti emerge che il completamento dell’intervento sulla Udine-Cividale non sarebbe imminente.
Per chi si sposta tra Udine e Cividale, la prospettiva di un ritorno alla piena normalità sulla ferrovia non appare vicina. A riaccendere il confronto politico è una risposta della Regione, richiamata dalla consigliera del Pd Manuela Celotti, secondo cui il traguardo dell’elettrificazione sarebbe ancora distante.
Il punto, nella lettura fornita dall’esponente dem, è che la scadenza di fine giugno 2026 riguarderebbe le opere coperte dai fondi Pnrr per sicurezza e aggiornamento tecnologico, ma non l’intero intervento sulla linea. Da qui la contestazione a chi aveva indicato i lavori come sostanzialmente chiusi.
Che cosa emerge dalla risposta regionale
Celotti ha diffuso il contenuto di una nota datata 20 maggio 2026, firmata dalla direzione centrale Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del servizio trasporto pubblico, mobilità e logistica. Il documento è stato richiamato dopo una sua interrogazione a risposta immediata.
Secondo quanto riferito dalla consigliera, nel testo si precisa che l’intervento di elettrificazione finanziato dalla Regione è stato avviato e che il completamento viene stimato in 24 mesi. Un passaggio che, sul piano politico, viene interpretato come la conferma di un percorso ancora lungo.
Il peso dei lavori per i pendolari del territorio
La questione riguarda direttamente anche l’area udinese, perché la tratta con Cividale rappresenta un collegamento utilizzato ogni giorno da studenti, lavoratori e utenti dei servizi. Per questo i tempi dell’opera continuano a essere osservati con attenzione da chi si muove tra il capoluogo friulano e il territorio del Cividalese.
Nella ricostruzione di Celotti, il quadro attuale si inserisce nella scia dei problemi emersi dopo la sospensione temporanea della linea avviata nel maggio 2024. Se l’elettrificazione richiederà davvero ancora due anni, sostiene la consigliera, le ricadute per l’utenza non possono essere considerate superate.
La stessa esponente del Pd afferma che i documenti in suo possesso contraddirebbero l’idea di un cantiere ormai concluso. Per questo insiste sul fatto che la fase dei disagi, per i viaggiatori, rischia di non essere affatto archiviata.
Il confronto politico sui prossimi mesi
Dal versante politico arriva quindi una richiesta di chiarezza alla Regione, chiamata a spiegare come intenda affrontare la gestione della linea nel periodo che resta da qui al completamento dell’opera. Il tema, osservato da Udine, non è solo tecnico ma riguarda la tenuta complessiva di un collegamento ferroviario importante per la mobilità locale.
Celotti chiede in particolare indicazioni precise su ciò che dovranno aspettarsi i cittadini di Cividale e, più in generale, gli utenti della tratta. Il nodo resta quello dei tempi reali e delle conseguenze pratiche per chi usa il servizio.
In attesa di ulteriori chiarimenti istituzionali, il dato politico emerso nelle ultime ore è uno: sulla Udine-Cividale l’elettrificazione continua a essere un capitolo aperto, e il traguardo indicato dalla documentazione richiamata in Consiglio regionale non sembra affatto dietro l’angolo.