Martignacco, una nuova rete per chi resta solo dopo un incidente: nasce l’associazione Cuori di Luce
Presentato a Udine il progetto avviato a Martignacco: ascolto, supporto psicologico e orientamento per famiglie e sopravvissuti ai traumi della strada.
Non c’è soltanto l’emergenza dell’incidente. Per molte famiglie del territorio udinese il momento più duro comincia dopo, quando bisogna affrontare dolore, pratiche, disorientamento e domande senza risposta. Da Martignacco prende forma proprio per questo Cuori di Luce, una nuova associazione di promozione sociale pensata per affiancare chi vive le conseguenze di un trauma stradale.
Il progetto è stato illustrato a Udine, nella sede della Regione in via Sabbadini, con l’obiettivo di costruire un punto di riferimento concreto per chi si trova improvvisamente a fare i conti con una perdita o con gli effetti pesanti di un sinistro.
Un aiuto pratico oltre al sostegno umano
L’iniziativa guarda a un bisogno molto preciso: offrire ascolto, orientamento e accompagnamento nei giorni immediatamente successivi a un incidente, ma anche nel periodo successivo, quando emergono necessità psicologiche, organizzative e informative.
Tra gli strumenti annunciati ci sono uno sportello di ascolto sul territorio, un numero dedicato per le famiglie nei momenti più delicati, attività di sensibilizzazione e percorsi rivolti alla prevenzione. L’intenzione è quella di mettere insieme professionalità diverse, dai consulenti ai volontari, per non lasciare sole le persone nel passaggio più difficile.
Da una vicenda personale a un progetto per il territorio
All’origine dell’associazione c’è la storia della presidente Laura Sommaro, che ha perso il marito in un incidente mentre stava tornando dal lavoro. Da quell’esperienza, segnata dal vuoto e dalla necessità di trovare punti di appoggio affidabili, è nata la scelta di trasformare il dolore in un servizio utile ad altri.
L’idea, spiegata durante la presentazione, è quella di dare alle famiglie ciò che spesso manca nei primi momenti: una presenza, un indirizzo chiaro, un sostegno capace di tenere insieme l’aspetto emotivo e quello pratico. Nello stesso percorso si inserisce anche la vicepresidente Cinzia Michelini, che ha condiviso un’esperienza personale segnata a sua volta da un trauma stradale.
Dal confronto tra le due promotrici è maturata la volontà di creare una struttura che possa essere riconoscibile e accessibile per chi si sente smarrito e non sa da dove cominciare.
Il ruolo del supporto psicologico
Accanto all’attività associativa c’è anche il contributo della psicoterapeuta Elisabetta Mottino, che ha richiamato l’importanza di intervenire in tempi rapidi dopo un evento traumatico. Il sostegno, è stato spiegato, riguarda sia chi è sopravvissuto all’incidente sia i familiari, perché le conseguenze psicologiche possono manifestarsi subito oppure emergere nei mesi successivi.
Quando il trauma è già radicato, diventa fondamentale accompagnarne l’elaborazione. Per questo il progetto non punta solo all’assistenza nell’immediato, ma anche a un affiancamento nel tempo, con attenzione ai segnali di sofferenza che possono trasformarsi in disturbi post-traumatici.
Prevenzione e sicurezza, il secondo fronte
Cuori di Luce non vuole fermarsi al solo aiuto dopo gli incidenti. Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche il lavoro sulla prevenzione, con iniziative dedicate all’educazione stradale, alla gestione dello stress e alla consapevolezza alla guida.
Il tema riguarda i più giovani, ma non soltanto. Durante l’incontro è stato sottolineato come l’attenzione alla sicurezza debba coinvolgere anche adulti e anziani, in un’ottica di responsabilità condivisa che parte ben prima del momento dell’emergenza.
Le presenze istituzionali all’incontro di Udine
Alla presentazione è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, che ha evidenziato il valore di una realtà capace di accompagnare le famiglie verso gli aiuti necessari e di trasformare un’esperienza dolorosa in un servizio per la comunità.
In rappresentanza del Comune di Martignacco era presente anche l’assessore Giuseppe Montalto. Il percorso avviato dall’associazione punta ora a consolidare contatti e collaborazioni sul territorio udinese, così da costruire una rete stabile per chi, dopo un incidente, ha bisogno di non restare senza riferimenti.
Per Martignacco e per l’area udinese si tratta di un’iniziativa che prova a colmare un vuoto concreto: quello che si apre quando finisce l’emergenza e comincia, spesso in silenzio, il tratto più complesso da attraversare.