Mercato di Udine, forniture ridotte: saltano molte consegne di ortaggi
Nel polo agroalimentare cittadino manca una parte consistente della merce attesa. I ritardi dal Sud mettono in allerta anche la distribuzione sul territorio.
La prima ricaduta si vede a Udine, nel mercato agroalimentare all’ingrosso che rifornisce buona parte della rete commerciale locale: una quota rilevante dei carichi previsti non ha raggiunto la città. Il dato emerso nelle ultime ore parla di circa il 40% della merce attesa rimasta fuori dai cancelli.
Per il capoluogo friulano il problema non è secondario, perché da questo snodo passa una parte importante dei prodotti destinati a negozi e attività del territorio. A mancare sono soprattutto verdure molto richieste, con arrivi dal Sud Italia che risultano compromessi ormai da diversi giorni.
I banchi attendono soprattutto gli arrivi dal Sud
Tra i prodotti che non stanno arrivando regolarmente ci sono pomodori, peperoni, zucchine, finocchi, cavoli, biete, insalate e altre varietà a foglia o a gambo verde. Si tratta di referenze di uso quotidiano, che normalmente dal mercato all’ingrosso prendono poi la strada dei punti vendita della provincia e del resto della regione.
Secondo quanto riportato da Rai FVG, il rallentamento delle consegne pesa già in modo concreto sull’operatività del mercato udinese, il principale del Friuli Venezia Giulia per questo comparto. Il nodo, al momento, è la quantità di merce che non riesce ad arrivare nei tempi previsti.
Il blocco dura da venerdì e preoccupa la distribuzione
Le difficoltà negli approvvigionamenti non riguardano soltanto la giornata odierna. Da venerdì, infatti, i flussi di ortaggi provenienti dal Mezzogiorno stanno subendo forti limitazioni, con effetti che a Udine si riflettono direttamente sulla disponibilità di prodotto all’ingrosso.
Se la protesta degli autotrasportatori dovesse protrarsi, le conseguenze potrebbero estendersi oltre il mercato e toccare anche i supermercati del Friuli Venezia Giulia. Per ora il dato verificabile resta quello delle consegne mancate, ma la tenuta della catena distributiva dipenderà dalla rapidità con cui i collegamenti torneranno regolari.
Le ragioni della protesta e i riflessi sulla logistica
Alla base della mobilitazione c’è il peso crescente del carburante, una voce che incide in maniera diretta sui costi del trasporto su gomma. È un tema che coinvolge non solo i vettori impegnati sulle tratte lunghe, ma l’intero sistema della logistica che serve anche il Friuli Venezia Giulia.
Tra le aziende che stanno seguendo con apprensione l’evoluzione della situazione c’è anche Autamarocchi di Trieste, che ha mezzi bloccati a Bari. La società, attiva nel trasporto merci, container e nella logistica, dispone di 750 camion di proprietà e 2.500 semirimorchi impiegati nei collegamenti europei via strada, mare e ferrovia.
Il quadro che emerge conferma quanto il sistema degli approvvigionamenti del territorio sia legato alla continuità dei trasporti. Per Udine, in questa fase, il segnale più evidente è nei carichi che non arrivano e in un mercato all’ingrosso costretto a fare i conti con forniture ridotte proprio su prodotti di largo consumo.