Minoranze linguistiche, da Udine una richiesta a Roma: risorse certe per la tutela

Il Consiglio comunale approva una mozione per rafforzare il sostegno alla legge 482. Al centro il calo dei trasferimenti statali destinati anche al friulano.

22 ottobre 2026 13:25
Minoranze linguistiche, da Udine una richiesta a Roma: risorse certe per la tutela -
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Udine prende posizione sul tema delle lingue storiche e chiede che i finanziamenti statali non restino appesi a stanziamenti sempre più ridotti. Il Consiglio comunale ha votato una mozione che punta a ottenere dal Governo e dal Parlamento fondi stabili per applicare la legge 482 del 1999, riferimento nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche.

Per il capoluogo friulano il tema non è soltanto culturale, ma riguarda servizi, progettualità e continuità delle iniziative legate in particolare alla lingua friulana. La scelta dell'aula arriva in un momento in cui, sul territorio, cresce la preoccupazione per la diminuzione delle risorse disponibili.

Il nodo dei finanziamenti in calo

Alla base dell'atto approvato a Udine c'è infatti la riduzione dei fondi statali destinati a questo ambito. In Friuli Venezia Giulia si è passati da quasi 1,2 milioni di euro nel 2022 a poco più di 546 mila euro previsti per il 2025.

Una flessione che, secondo i promotori dell'iniziativa, rischia di pesare direttamente sulle attività di valorizzazione e protezione delle comunità linguistiche storiche presenti nella regione. Tra gli effetti temuti c'è la difficoltà nel mantenere con regolarità percorsi già avviati sui territori.

Cosa chiede il documento votato a Udine

La mozione impegna l'amministrazione comunale a farsi parte attiva verso le istituzioni nazionali, chiedendo uno stanziamento adeguato e continuativo per la legge 482. Il testo punta anche a coinvolgere la Regione e il Consiglio regionale in un'azione comune.

Un altro passaggio riguarda i parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia, ai quali dovrà essere trasmesso l'atto approvato dall'assemblea cittadina, con l'obiettivo di sollecitare iniziative utili a garantire coperture più solide nel tempo.

Il ruolo di Udine nella mobilitazione

L'iniziativa è stata promossa da Stefania Garlatti-Costa, consigliera comunale delegata all'Identità friulana e al plurilinguismo, oltre che componente del direttivo del Patto per l'Autonomia. Il voto del Consiglio rappresenta uno dei primi esiti concreti della mobilitazione avviata nelle ultime settimane attorno al tema.

Prima di Udine si era già espressa Gorizia. Parallelamente è stata depositata anche una mozione in Consiglio regionale con lo stesso obiettivo: rafforzare il sostegno economico alle minoranze linguistiche storiche e rendere più effettiva l'applicazione della normativa.

Le parole di Garlatti-Costa e l'appello agli altri Comuni

Commentando il via libera del Consiglio, Garlatti-Costa ha parlato di un segnale importante da parte della città, richiamando il valore della convivenza linguistica e culturale in Friuli Venezia Giulia, elemento che caratterizza la storia del territorio e la sua autonomia speciale.

Secondo la consigliera, il problema oggi è lo scarto crescente tra le tutele previste sulla carta e le somme realmente disponibili per renderle operative. Da qui la richiesta di un impegno duraturo da parte dello Stato.

Il Patto per l'Autonomia auspica ora che anche altri Comuni friulani seguano la stessa strada, così da costruire una richiesta condivisa e più forte a difesa del patrimonio linguistico friulano, sloveno e germanofono.

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