Montasio, l’unico ghiacciaio del Friuli perde forza: neve ridotta e nuovi cedimenti in quota

Il monitoraggio nelle Alpi Giulie evidenzia un equilibrio più fragile: spessore in calo, temperature elevate e trasformazioni visibili attorno al ghiacciaio.

30 agosto 2026 01:30
Montasio, l’unico ghiacciaio del Friuli perde forza: neve ridotta e nuovi cedimenti in quota -
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Il cambiamento climatico lascia tracce sempre più nette anche sul Montasio, il solo ghiacciaio presente in Friuli Venezia Giulia. I rilievi effettuati durante la tappa friulana della Carovana dei Ghiacciai 2026 raccontano un ambiente che, pur avendo resistito più di altri settori alpini, oggi mostra segnali di maggiore vulnerabilità.

La ricognizione è stata condotta nelle Alpi Giulie da Legambiente insieme a esperti dell’Università di Udine e al Corpo Forestale Friuli Venezia Giulia. Al centro dell’osservazione c’è il ghiacciaio occidentale del Montasio, da anni considerato un caso particolare per la sua capacità di contenere le perdite rispetto a molte altre masse glaciali dell’arco alpino.

Un equilibrio che si sta assottigliando

Negli ultimi due decenni il bilancio complessivo resta meno pesante rispetto a quello di tanti altri ghiacciai alpini, ma il dato non basta più a rassicurare. Sul Montasio la riduzione stimata dello spessore è compresa tra 2 e 3 metri, mentre la sua tenuta appare oggi meno solida che in passato.

Uno degli indicatori più importanti riguarda l’accumulo nevoso. Nel bilancio invernale realizzato a maggio dall’Università di Udine sono stati rilevati fino a 20 metri di neve, lontani però dai 30-40 metri che avevano caratterizzato le stagioni migliori.

Ghiacciaio del Montasio in sofferenza: meno neve, caldo anomalo e un crollo osservato in

Che cosa hanno visto i tecnici sul ghiacciaio

Il Montasio si trova a circa 1900 metri di quota media, occupa una superficie di sette ettari ed è il ghiacciaio più basso delle Alpi. La sua esposizione a nord, la protezione offerta dalle pareti dello Jôf di Montasio, l’apporto delle valanghe e la copertura di detriti hanno finora contribuito a rallentarne il degrado.

Proprio per questo le differenze registrate rispetto a pochi anni fa vengono lette come un campanello d’allarme. Durante i sopralluoghi il ghiacciaio è apparso più livellato, con parti scurite, meno protette dai detriti nella zona superiore e con evidenze di instabilità rocciosa.

Nel corso della visita è stato osservato anche il cedimento di una porzione della grande cavità nel settore alto del ghiacciaio. Il crollo è avvenuto mentre il gruppo impegnato nel monitoraggio si trovava in quota.

Il peso di un’estate fuori scala

Alla riduzione della neve si sommano temperature molto elevate per l’area del Montasio. Nel giorno precedente al sopralluogo sono stati registrati 14 gradi di minima e 22 di massima, valori coerenti con il fine settimana segnato da caldo intenso anche in montagna.

Secondo quanto emerso dal monitoraggio, l’inverno 2025-26 si colloca a metà tra due annate, il 2022 e il 2023, considerate tra le più sfavorevoli per i ghiacciai alpini. Un quadro che conferma come anche il ghiacciaio friulano stia entrando in una fase più delicata.

Non cambia solo il ghiaccio

Attorno al Montasio si stanno modificando anche gli ecosistemi d’alta quota. Vicino al ghiacciaio compaiono licheni e altre specie pioniere, mentre più in basso la vegetazione tende a risalire, con presenza di aceri, abeti rossi e betulle. È un’evoluzione che riguarda il paesaggio alpino nel suo insieme e che in Friuli trova uno dei suoi osservatori più significativi.

Durante la tappa è stato organizzato anche un momento pubblico ai piedi dello Jôf di Montasio, con lo striscione “Non è caldo, è crisi climatica”, il saluto al ghiacciaio e un accompagnamento musicale curato da Paolo Forte. Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il video dedicato alla tappa friulana.

La tappa friulana nel percorso della Carovana

L’iniziativa rientra nella campagna promossa da Legambiente con CIPRA Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana. Prima dell’appuntamento in Friuli Venezia Giulia, la Carovana dei Ghiacciai 2026 aveva già toccato Francia, Valle d’Aosta e Lombardia.

Per il passaggio nelle Alpi Giulie sono stati citati il Comune di Malborghetto Valbruna, la Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale, il Corpo Forestale Friuli Venezia Giulia e Paolo Forte. Dopo il monitoraggio sul Montasio, il programma dell’edizione 2026 si concluderà in Piemonte, sul ghiacciaio di Coolidge-Monviso, tra il 31 agosto e il 3 settembre.

Ghiacciaio del Montasio in sofferenza: meno neve, caldo anomalo e un crollo osservato in

Per il territorio udinese, il quadro che arriva dal Montasio ha un valore che va oltre il dato scientifico: racconta come anche uno degli ambienti più protetti e resilienti della montagna friulana stia cambiando con rapidità crescente.

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