Nel cuore di Udine la ricerca esce dall’università: all’ex San Francesco tre giorni aperti alla città
Fino a domenica 4 ottobre il festival Collega-menti porta in centro un percorso gratuito tra tecnologia, salute, sostenibilità e memoria del Friuli.
Per chi passa dal centro di Udine nel fine settimana, l’ex Chiesa di San Francesco diventa uno dei luoghi in cui l’università incontra direttamente la città. Da oggi, venerdì 2 ottobre 2026, sono visitabili le “Vetrine della Ricerca”, iniziativa del festival Collega-menti dell’Università di Udine pensata per avvicinare il pubblico ai progetti e agli studi dell’ateneo.
L’appuntamento ha preso il via con l’apertura ufficiale alla presenza del rettore Angelo Montanari e della curatrice scientifica del festival, Francesca Gallavotti. L’iniziativa rientra nel programma 2026 di Collega-menti, la rassegna dedicata alla divulgazione scientifica e culturale.
Il percorso è gratuito e propone una lettura ampia del lavoro universitario: dalle applicazioni tecnologiche alla salute, dai temi ambientali fino alla dimensione storica e culturale che riguarda da vicino anche il territorio friulano.
Quando visitare le Vetrine in centro a Udine
Le sale dell’ex San Francesco resteranno aperte anche sabato 3 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21, e domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’accesso è libero, con la possibilità per cittadini, famiglie e curiosi di costruirsi una visita in autonomia.
Per Udine è anche un’occasione per vedere da vicino come la ricerca universitaria si traduca in strumenti, esperienze e riflessioni che toccano la vita quotidiana, non soltanto gli ambienti accademici.
Tra intelligenza artificiale, medicina e nuovi linguaggi
L’allestimento mette insieme campi molto diversi. Il pubblico trova contenuti dedicati alla medicina digitale, agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, alla robotica e ai sistemi di collaborazione tra persone e macchine. Ci sono inoltre modelli tattili in 3D e proposte immersive che raccontano la città attraverso esperienze olografiche.
La scelta è quella di mostrare la ricerca in forme accessibili, con un percorso che alterna dimostrazioni, installazioni e strumenti capaci di rendere comprensibili anche temi complessi.
Il richiamo al sisma del 1976 e i temi della sostenibilità
Uno dei passaggi più legati alla memoria friulana riguarda il cinquantenario del terremoto del 1976. Nelle Vetrine trova spazio il serious game interattivo “50 Anni dall'Orcolat: Tu saresti pronto?”, ideato per far riflettere sulla percezione del rischio sismico e sui comportamenti corretti da adottare.
Accanto a questo focus, il percorso affronta anche ambiente e prevenzione, con approfondimenti che toccano le scienze agrarie del progetto One Welfare, l’uso responsabile delle risorse idriche e i contributi delle Environmental Humanities.
Spazio anche a storia, benessere e dialogo culturale
La proposta non si ferma all’innovazione tecnologica. Una parte dell’esposizione si muove nell’ambito delle scienze umane, con installazioni sensoriali dedicate al benessere nel mondo antico, letture storico-religiose supportate dall’intelligenza artificiale e contenuti orientati all’incontro tra culture diverse.
È questa varietà a rendere le Vetrine uno degli appuntamenti più accessibili del festival per il pubblico udinese: un luogo in cui la ricerca si lascia osservare senza filtri, in uno spazio cittadino riconoscibile e aperto a tutti.
L’apertura arriva nella giornata inaugurale di Collega-menti, che ha già richiamato a Udine oltre mille studenti. Fino a domenica 4 ottobre, però, l’ex Chiesa di San Francesco resta soprattutto una tappa per la cittadinanza, con un percorso che porta nel centro storico temi globali e domande molto concrete per il presente del Friuli.