Palazzolo saluta Tullio Serpillo, volto storico di “Da Michele”: funerali a Muzzana

Aveva 60 anni. Era alla guida del locale di famiglia a Palazzolo dello Stella. Il cordoglio coinvolge tutta la Bassa friulana, tra clienti, collaboratori e amministratori.

08 maggio 2026 09:31
Palazzolo saluta Tullio Serpillo, volto storico di “Da Michele”: funerali a Muzzana -
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Un malore improvviso ha colpito Tullio Serpillo, 60 anni, titolare del ristorante-pizzeria Da Michele di Palazzolo dello Stella. Trasportato all’ospedale di Monfalcone, è morto martedì 5 maggio, lasciando nel lutto la famiglia e una comunità della Bassa friulana che lo conosceva come riferimento della ristorazione locale.

La sua scomparsa ha lasciato un segno che va oltre il solo ambito familiare. Attorno al suo nome, infatti, si riconoscevano clienti abituali, lavoratori stagionali, fornitori e tante persone che in quel locale avevano trovato non solo un servizio, ma una presenza costante nel tempo.

Serpillo era conosciuto come imprenditore, ma soprattutto come uomo di sala e di relazioni, uno di quei titolari che in un paese finiscono per diventare parte della vita quotidiana della comunità.

Tullio Serpillo
Tullio Serpillo

L’addio tra Muzzana e Palazzolo

L’ultimo saluto sarà celebrato sabato 9 maggio 2026 alle 14 nella chiesa di Muzzana del Turgnano. Sempre a Muzzana, venerdì 8 maggio alle 17.15, è in programma il rosario.

Prima delle esequie sarà possibile rendere omaggio a Tullio Serpillo nella camera mortuaria del cimitero del paese. La scelta di Muzzana richiama un legame stretto con un territorio che, insieme a Palazzolo, vive rapporti quotidiani, familiari e di lavoro.

Accanto al dolore pubblico c’è quello della famiglia: la moglie Donatella, i figli Simone, Beatrice, Ginevra e Samuele, oltre alla madre Trofimena. In queste ore sono molti i messaggi di vicinanza arrivati da amici, conoscenti e da chi ha condiviso con lui una parte del percorso professionale.

Una storia di ristorazione costruita nel tempo

Il nome Serpillo è legato da decenni al settore dell’accoglienza. La vicenda imprenditoriale della famiglia nasce dall’iniziativa del padre Michele, in un cammino che ha unito le origini della Costiera Amalfitana alla costruzione di una nuova vita lavorativa in Friuli.

Da quella esperienza è cresciuta una rete di attività conosciute anche fuori da Palazzolo dello Stella. Oltre a Da Michele, la famiglia ha legato il proprio percorso ad altre realtà come Al Gallo a Precenicco, Alla Vecchia Fattoria di Cesarolo e l’albergo ristorante pizzeria da Michele a Venzone.

Non si tratta soltanto di insegne commerciali, ma di un pezzo di economia locale costruito con continuità, stagione dopo stagione, attraverso il lavoro quotidiano e il rapporto diretto con il territorio.

Il ruolo di Tullio nella comunità

Dopo gli studi al liceo scientifico Marini, Tullio Serpillo aveva assunto progressivamente un ruolo sempre più importante nell’attività di famiglia a Palazzolo. Dal 2004 aveva preso in mano la gestione dell’azienda fondata dal padre, affiancando alla ristorazione anche l’attività immobiliare e commerciale.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona disponibile, generosa e instancabile. Un profilo che, in realtà di paese, pesa ancora di più: il ristorante diventa luogo di ritrovo, primo impiego per molti giovani, spazio dove si intrecciano ricorrenze, abitudini e rapporti umani.

Lo ha sottolineato anche il sindaco di Palazzolo dello Stella, Franco D’Altilia, che lo ha ricordato come un amico e una persona corretta, sempre pronta a dare una mano. Nelle sue parole emerge anche il valore sociale dell’attività della famiglia Serpillo, che negli anni ha offerto occasioni di lavoro a tanti ragazzi, soprattutto nel periodo estivo.

Per questo la notizia della morte di Tullio Serpillo non riguarda soltanto un’azienda conosciuta del territorio. Riguarda un volto familiare per la comunità, una presenza che aveva accompagnato per anni la vita di Palazzolo dello Stella e di una parte importante della Bassa friulana.

Sabato, nella chiesa di Muzzana del Turgnano, ci sarà il momento del commiato. Resterà però il segno lasciato da una storia fatta di lavoro, relazioni e accoglienza, cresciuta in Friuli e diventata parte del tessuto quotidiano di questo territorio.

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