Udine, torna il Pali di Avrîl: ecco le regole della sfida tra i giovani di Udine e Codroipo

A Udine il Pali di Avrîl 2026: sfida tra giovani di Udine e Codroipo tra storia, cultura e tradizione.

13 aprile 2026 10:15
Udine, torna il Pali di Avrîl: ecco le regole della sfida tra i giovani di Udine e Codroipo -
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Sotto l’egida del Fogolâr Civic di Udin, derby ludico-culturale tra i Consigli Comunali dei Ragazzi delle due principali città della provincia ricordando i Comuni rustici, radici capillari di democrazia… Per Udine, in gara le Decanie Inferiore, Superiore, Grazzano e Pracchiuso; per Codroipo, le Ville di Beano, Biauzzo, Pozzo e Zompicchia. A ricevere i duellanti le allegorie delle Porte storiche udinesi di Aquileia, Cividale, Grazzano, Poscolle, S. Lazzaro e S. Quirino.

“A ridosso del 949° anniversario della Patria del Friuli e del 650° della disfida cavalleresca di Mainburg per la difesa dell’onore friulano; promotore il Fogolâr Civic di Udin insieme al Circolo Universitario Friulano ‘Academie dal Friûl’ ed al Gruppo Storico Borgo Pracchiuso nonché all’omologo Sette Stelle; con il patrocinio dell’Arengo udinese ed il plauso ARLeF oltre al concorso del Comune di Udine e dell’Istituto Comprensivo di Codroipo unitamente alla municipalità locale; ecco che sabato 18 aprile 2026 a Udine in Via Mercatovecchio ritorna la corsa del Palio di San Giorgio oggi Pali di Avrîl, rivisitazione con pedine equestri dell’antica gara nota in tutta Europa a celebrazione della cavalleria friulana, ora riproposta come gioco dell’oca ad indovinelli inerenti a storia e cultura locali e quest’anno sfida tra i Consigli Comunali dei Ragazzi di Udine e di Codroipo, primavera civica delle due principali città della provincia…”. Quelli gli intenti.

Il programma

“Scala della Loggia, ore 9.45, ostensione dello Stendardo dell’Arengo udinese contemporaneo; indirizzi di saluto; ore 10, partenza della Corsa dei Barbari: per Udine, i corsieri delle antiche Decanie Inferiore/Aquileia e Superiore/Gemona, Grazzano e Pracchiuso; per Codroipo, quelli delle storiche Ville di Beano, Biauzzo, Pozzo e Zompicchia; ore 11, conclusione dell’evento”. Locandina in quattro idiomi: friulano, italiano, “sitadin” e “udinasso” oltreché il nome di Udine anche in sloveno e tedesco, a rimarcare la pluralità e la centralità alpino-adriatiche o mitteleuropee del capoluogo friulano, asserito erede di Madre Aquileia, cerniera dei popoli tra Adriatico e Danubio.

Il regolamento

“I – Il Pali di Avrîl 2026, ispirato al Palio udinese storico di San Giorgio – Corsa dei Barbari attestata sin dal 1334 – e recuperante i valori civici delle più longeve tradizioni paliesche d’Italia ed Europa, si propone come evento ludico-agonistico nonché culturale ideato e promosso dal sodalizio Fogolâr Civic di Udin, che lo supporta culturalmente ed organizzativamente ma declina ogni altra responsabilità in merito a gestione dei partecipanti, ammesse a certame rappresentative dei Consigli Comunali dei Ragazzi di Udine e Codroipo, facenti capo rispettivamente a Comune ed Istituto Comprensivo delle principali due città provinciali, accettanti i soggetti il presente disposto e costituiti dal Cameraro dell’Arengo udinese i Giudici di gara nelle probe figure del sig. Eros Cisilino, Presidente ARLeF - Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, del sig. Raimondo Donato, Presidente del Gruppo Storico di Borgo Pracchiuso, e del sig. Victor Tosoratti, Presidente Emerito del Circolo Universitario Friulano ‘Academie dal Friûl’, i cui pareri collegiali in osservanza del suddetto disposto od eventualmente anche a sua integrazione ed innovazione saranno da intendersi come insindacabili.

II – Le due rappresentative ammesse andranno a costituire due squadre che si affronteranno disponendo ciascuna di una quaterna di pedine equestri di legno o Barbari, di proprietà del Fogolâr Civic di Udin, simulacri intitolati idealmente a quattro tra i Comuni rustici più antichi inclusi nelle rispettive municipalità capoluogo, quindi, per Udine, le Decanie o Ville Inferiore/Disot (detta anche Aquileia/Olee) e Superiore/Disore (detta anche Gemona/Glemone), Grazzano/Graçan e Pracchiuso/Praclûs; per Codroipo, le Ville di Beano/Bean, Biauzzo/Blauç, Pozzo/Poç e Zompicchia/Çupicje. Ogni squadra assegnerà ciascuna delle proprie pedine ad un delegato ovvero Barbaresco, anche eventualmente coadiuvato da staff di Aiutanti nel numero massimo di 6, di cui è necessario elenco numerato.

III - La pista di gara sarà costituita dal corso ovvero, in caso di maltempo od altra evenienza, dal porticato di Via Mercatovecchio, procedendo dalla Scala Pubblica della Loggia, quale odierna Mossa, sino all’angolo di Vicolo Pulesi, meta storica dell’antico Palio movente da ancona fuori Porta Aquileia. La competizione avrà luogo su pista costituita da 12 poste preventivamente segnate a terra.

IV – I Barbari muoveranno a turno, su responso di dado, seguendo l’ordine alfabetico friulano dei Comuni rustici rappresentati ovvero Codroip: 1-Bean, 2-Blauç, 3-Çupicje, 4-Poç; Udin: 1-Disore, 2-Disot, 3-Graçan, 4-Praclûs. Allo stesso responso, ad inizio gara, si riferiranno, una volta per tutte, le precedenze di squadra ai turni.

V – Su responso di dado dal 4 al 6, il Barbaresco sarà tenuto, prima di muovere, a sorteggiare, con un primo lancio, dama o Madonna personificante una delle sei Porte cittadine attestate agli albori del Palio storico di Udine ovvero Aquileia/Olee, Cividale/Cividât, Grazzano/Graçan, Poscolle/Puscuel, S. Lazzaro/S. Lazar e S. Quirino/S. Cuirin. Ciascuna Madonna recherà plico con sei quesiti ovvero indovinelli numerati, di cui ad entrambe la squadre preventivamente si distribuirà generale prontuario a fini di studio, documento questo che sarà vietato alle squadre stesse introdurre in campo, pena retrocessione di 5 poste per tutti i Barbari della squadra inadempiente. Quando il Barbaresco summenzionato non si ritenesse in grado di rispondere, potrà sorteggiare un Aiutante a farlo. In caso di errore, il relativo Barbaro salterebbe il turno. I quesiti posti non saranno espunti dai relativi questionari e potranno di nuovo essere selezionati.

VI – Qualora un Barbaro dovesse affiancarsi ad un suo omologo della squadra avversa, sarebbe chiamato a sfidarlo ai dadi, restando il perdente sospeso un turno.

VII – Il Barbaro che, a fine turno, raggiungesse o maggiormente superasse la Meta o traguardo prefissato sarebbe, insieme alla sua squadra, proclamato vincitore della gara, entro i cui termini temporali massimi, dalle ore 10 alle ore 11 di sabato 18 aprile 2026, verrebbe altrimenti accreditata la vittoria alla pedina ed alla squadra più avanzate. Il premio, come da antica data, consisterà in un Palio ovvero drappo rosso, nello specifico recante l’aquila di Madre Aquileia, matrice di Udine che della metropoli ancora conserva la più antica insegna mentre Codroipo ne custodisce prezioso emblema rinascimentale.

VIII – Accreditato il vincitore, la competizione potrà proseguire, a discrezione dei Giudici ed in base ai tempi di gara prefissati, sino a raggiungimento del traguardo da parte di tutti i concorrenti per definizione di classifica completa, altrimenti redatta sulle posizioni occupate dai Barbari al momento della constatazione della vittoria.

IX – Al secondo Barbaro classificato verrà assegnato il tradizionale premio della ‘Civuite’ o ‘Çus’, antica metafora di giovane bovino oggi volto in forma di salvadanaio.

X – L’ultimo Barbaro classificato riceverà la tradizionale ‘Purcite’, anticamente maialino da latte oggi trasposto in forma di salvadanaio.

XI – Sarà fatto obbligo a tutti i concorrenti di schierare i Barbari dopo la gara nell’ordine stesso di arrivo alla Meta, in ossequio a storica tradizione della città, che prevedeva analogo corteo sino a domicilio del vincitore.

XII – Gli otto Barbari in campo, di proprietà del Fogolâr Civic di Udin, recanti sigle ed insegne storiche riferite ai soci donatori, avranno gualdrappe ostentanti simboli rimandanti alle tradizioni di due quaterne di Comuni rustici del passato aggregati alle odierne municipalità di Udine e Codroipo e rimasti bagaglio di esperienza storica di comunità e di repubblicanesimo, radice profonda anche certamente per una Repubblica come quella italiana pervenuta oggi al suo 80° anniversario di fondazione. I simboli proposti ricalcheranno gli attuali stemmi urbani laicizzando remoti attributi patronali o recuperando riferimenti a toponimi ed elementi identitari del paesaggio. Il simbolo del tiglio, l’albero sacro delle democrazie rustiche nella Mitteleuropa viene riproposto come fil rouge della manifestazione, il cui fine ultimo è quello senz’altro di contribuire ad incrementare capillarmente una cultura storica democratica radicata nei territori d’esperienza dei giovani.

Elencazione dei simboli in campo

A) CODROIPO/CODROIP (squadra CCR): scudo di rosso, al decusse d’argento, accompagnato da quattro tigli al naturale. Colori: bianco e rosso; A.1) Codroipo/Codroip – BEANO/BEAN: scudo rosso, al decusse d’argento, caricato di mura (→ cortina) ed accompagnato da tiglio al naturale; A.2) Codroipo/Codroip – BIAUZZO/BLAUÇ: scudo rosso, al decusse d’argento, accompagnato da conchiglia (→ S. Giacomo) , oca (→ S. Martino) e tiglio al naturale; A.3) Codroipo/Codroip – POZZO/POÇ: scudo rosso, al decusse d’argento, caricato di pozzo (→ toponimo latino) ed accompagnato da tiglio al naturale; A.4) Codroipo/Codroip – ZOMPICCHIA/ÇUPICJE: scudo rosso, al decusse d’argento, caricato di cespuglio (→ toponimo slavo) ed accompagnato da tiglio al naturale. B) UDINE/UDIN (squadra CCR)): scudo d’argento, allo scaglione di nero, accompagnato da quattro tigli al naturale. Colori: bianco e nero; B.1) Udine/Udin – GRAZZANO/GRAÇAN: scudo d’argento, allo scaglione di nero, accompagnato da due rane dello stesso (→ S. Giorgio) e tiglio al naturale; B.2) Udine/Udin – INFERIORE/DISOT: scudo d’argento, allo scaglione di nero, accompagnato da due paia di chiavi cruciformi incrociate dello stesso (→ S. Pietro) e tiglio al naturale; B.3) Udine/Udin – PRACCHIUSO/PRACLÛS: scudo d’argento, allo scaglione di nero, accompagnato da due chiavi cuoriformi dello stesso (→ S. Valentino) e tiglio al naturale; B.4) Udine/Udin – SUPERIORE/DISORE: scudo d’argento, allo scaglione di nero, accompagnato da due occhi (→ S. Lucia) e tiglio al naturale”. Una proposta nuova di simbologia araldica per realtà di lunga e spesso dimenticata tradizione civica. L’iniziativa, promossa – come si è detto – dal Fogolâr Civic di Udin è entrata in questi ultimi giorni in fase di grande fermento.

Fermento tra lo staff sociale che si appresta all’organizzazione sotto la guida del presidente prof. Alberto Travain e della vicaria prof.ssa Maria Luisa Ranzato. Fermento tra i ragazzi delle due comunità, la città dei Savorgnan e quella dei Cossio, che riscoprono così anche le radici di antiche democrazie comunali oggi corrispondenti al livello rionale ovvero frazionale.

Mobilitati i Servizi educativi comunali a Udine; a Codroipo, in campo Dirigenza scolastica e Amministratori. Tutto pronto! Il cavallo cimiero sullo stemma di Udine, richiamo all’idea di una Nuova Aquileia oltreché a razza equina locale connessa a matrici epiche prestigiose venetiche e longobarde, in una contrada ben nota in passato per la valentia dei suoi cavalieri ma anche per essere laboratorio di convivenza e armonia tra i popoli al quadrivio d’Europa, senz’altro sorride.

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