Prepotto, il vino come eredità e scelta quotidiana: Francesco Novello racconta Ronco dei Pini

Dalla storia familiare arrivata nei Colli Orientali alle sfide del clima e del mercato: il volto giovane di Ronco dei Pini si racconta in video.

17 ottobre 2026 08:45
Prepotto, il vino come eredità e scelta quotidiana: Francesco Novello racconta Ronco dei Pini -
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Nei Colli Orientali il vino non è soltanto produzione agricola, ma memoria di famiglia, paesaggio e visione per gli anni che verranno. È da Prepotto che arriva il racconto di Francesco Novello, giovane rappresentante di Ronco dei Pini, intervenuto nella puntata de L’Intervista andata in onda venerdì 16 ottobre alle 20.30 su tv, Facebook e YouTube con Monica Bertarelli.

La conversazione ha messo al centro un tema molto vicino anche al territorio udinese: come si porta avanti una tradizione vitivinicola senza restare fermi al passato. Nel dialogo con la conduttrice, Novello ha ripercorso la storia dell’azienda, soffermandosi sullo Schioppettino di Prepotto, sul valore della qualità e sulle trasformazioni che oggi incidono sul lavoro in vigneto.

Per l’area orientale della provincia di Udine, dove il legame tra identità locale e viticoltura è fortissimo, la testimonianza di una realtà come Ronco dei Pini offre anche uno spaccato su come stanno cambiando il mestiere del vignaiolo e le aspettative di chi il vino lo acquista e lo beve.

Una famiglia arrivata a Prepotto e diventata parte del territorio

Le radici dei Novello sono in Veneto, ma il capitolo decisivo della loro storia si apre in Friuli. Prima del trasferimento, la famiglia lavorava tra campi di cereali e vigne; il rapporto con questa zona nacque anche grazie agli scambi commerciali, con il grano portato in Friuli e il vino riportato verso il Veneto.

A intuire le potenzialità di Prepotto fu il nonno di Francesco, che nel 1968 scelse di stabilirsi qui insieme ai fratelli. Da quel passaggio è partita una vicenda imprenditoriale cresciuta nel tempo, fino ad arrivare all’assetto attuale della cantina.

Negli anni Duemila il percorso è stato rafforzato dal padre di Francesco e da suo fratello. Oggi, nella gestione dell’azienda, lavorano Francesco e il cugino: sono la quarta generazione di viticoltori della famiglia e la terza attiva stabilmente a Prepotto.

Lo Schioppettino come simbolo della zona

Tra i temi più rilevanti affrontati durante l’intervista c’è stato naturalmente lo Schioppettino, vino che identifica in modo particolare questo lembo dei Colli Orientali. Novello ha spiegato la differenza tra il vitigno in senso generale e lo Schioppettino di Prepotto, espressione legata a una sottozona precisa e a regole produttive definite.

È un passaggio importante anche per capire il valore del territorio: non si parla solo di un’uva, ma di un vino che porta con sé un’origine specifica, un contesto agricolo e una precisa idea di produzione. In questo senso, la bottiglia diventa il risultato di scelte su rese, tempi di lavorazione e investimenti.

Ronco dei Pini ha preso parte nel 2025 anche a Le Grandi Verticali di Prepotto, iniziativa condivisa con altre cantine locali e dedicata proprio allo Schioppettino, alle annate e alle diverse interpretazioni produttive.

Premi, qualità e un mercato sempre più esigente

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del WineHunter Award ottenuto dallo Schioppettino di Prepotto della cantina. Per Novello, il riconoscimento non è stato raccontato come un punto di arrivo, ma piuttosto come una conferma del lavoro svolto e uno stimolo a fare meglio.

Il produttore ha definito il premio «un motore in più per continuare a lavorare e a progredire», sottolineando come oggi distinguersi richieda continuità e attenzione costante. In un contesto in cui il livello medio della qualità si è alzato, la differenza la fanno la precisione e la capacità di crescere senza perdere identità.

Nel dialogo si è parlato anche del valore economico di questo vino: è stata indicata una fascia orientativa tra 20 e 45 euro per uno Schioppettino di buon livello, come riferimento generale utile a spiegare il rapporto tra prezzo finale e lavoro necessario per arrivare alla bottiglia.

Il clima pesa sempre di più sul lavoro in campagna

Uno dei passaggi più concreti dell’intervista ha riguardato gli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura. Novello ha descritto una vendemmia segnata da siccità prolungata, temperature elevate e condizioni di stress per le viti, elementi che impongono attenzione continua e capacità di adattamento.

Nel suo ragionamento, la gestione del vigneto non può trasformarsi in una forzatura. «Non dobbiamo snaturare la pianta, dobbiamo semplicemente aiutarla nel suo percorso», ha detto, spiegando un approccio che cerca equilibrio tra intervento umano e rispetto della vite.

Dai primi riscontri emersi nel racconto, i bianchi avrebbero dato segnali incoraggianti, mentre per i rossi un aiuto è arrivato dalle piogge finali e dal calo delle temperature. Un bilancio comunque prudente, perché il risultato definitivo dipende dall’intera stagione e dal successivo lavoro in cantina.

Consumi più consapevoli e territorio da conoscere da vicino

Nella parte conclusiva, Novello ha osservato che cresce l’interesse verso ciò che si beve, la provenienza del vino e le ragioni che stanno dietro a una scelta d’acquisto. Un cambiamento che riguarda anche i più giovani e che, secondo lui, nasce prima di tutto dal pubblico. «Non è partito dai produttori, è partito dalla popolazione», ha spiegato.

La riflessione tocca da vicino anche l’area udinese, dove il vino resta una componente importante dell’identità locale e dell’economia. Visitare aziende, parlare con chi lavora tra vigneto e cantina, capire differenze e caratteristiche di una zona come Prepotto significa leggere meglio il territorio nel suo insieme.

Nel racconto di Ronco dei Pini emerge così un’idea chiara: il futuro del vino passa dalla capacità di tenere insieme eredità familiare, qualità produttiva e ascolto di un consumatore più attento. Nei Colli Orientali, questa sfida ha il volto di chi continua una storia iniziata decenni fa, ma prova a scriverne una pagina nuova.

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