Udine porta a Roma il suo master strategico: cybersicurezza e alta formazione al centro
Alla chiusura del master Uniud-Casd, l’assessore ha indicato cybersicurezza, aerospazio e tecnologie emergenti come settori chiave.
ROMA - Cybersicurezza, tecnologie emergenti e formazione avanzata entrano tra le priorità indicate dal Friuli Venezia Giulia per affrontare scenari sempre più instabili. È il messaggio portato dall’assessore regionale alla Formazione Alessia Rosolen all’incontro conclusivo del master di I e II livello in “Intelligence and Emerging Technologies”, organizzato dall’Università degli Studi di Udine in convenzione con il Centro Alti Studi per la Difesa (Casd).
L’appuntamento si è tenuto ieri nella capitale e ha rimesso al centro un tema che riguarda anche il Nordest: preparare competenze capaci di leggere e anticipare i cambiamenti in ambiti come sicurezza, gestione del rischio e innovazione tecnologica. Il percorso formativo approfondisce infatti, con un approccio multidisciplinare, l’applicazione delle nuove tecnologie all’intelligence e alla sicurezza, con attenzione particolare alla cybersicurezza e alla gestione dei rischi.
Il master tra Università di Udine e Casd
Nel suo intervento Rosolen ha parlato della necessità di superare strumenti e modelli pensati per il passato. Secondo l’assessore, le istituzioni devono investire oggi sulle competenze di domani, mettendo in relazione università, ricerca, alta formazione, sistema produttivo e mondo istituzionale.
Il master Uniud-Casd si inserisce proprio in questa linea: un percorso che unisce formazione universitaria e ambiti strategici della sicurezza, con l’obiettivo di sviluppare profili capaci di muoversi in contesti complessi e in rapida trasformazione.
All’apertura dell’incontro è intervenuto anche il governatore del Friuli Venezia Giulia con un videomessaggio, nel quale ha ringraziato le Forze armate per il contributo dato nel 1976 ai primi soccorsi e alla ricostruzione delle città colpite dal terremoto.
Le priorità indicate dalla Regione
Davanti al capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale di corpo d'armata Carmine Masiello, e al presidente del Casd, il generale di corpo d'Armata Stefano Mannino, l’assessore ha descritto la fase attuale come un passaggio che cambia profondamente la società e impone di guadagnare tempo rispetto alla velocità della trasformazione tecnologica.
Per Rosolen, uno degli elementi decisivi è la multidisciplinarietà. La gestione del rischio, ha spiegato, attraversa ormai settori diversi: da quello tecnologico a quello economico e istituzionale, fino a quello legislativo. Da qui la necessità di competenze differenti capaci di convergere sulle questioni strategiche.
Nel ragionamento dell’assessore rientra anche l’esperienza storica maturata dal Friuli Venezia Giulia dopo il terremoto del 1976. Da quella crisi, ha ricordato, la Regione ha imparato a costruire risposte mettendo insieme soggetti diversi e investendo sulle infrastrutture. Tra queste, la prima resta quella delle persone, attraverso il sostegno al sistema universitario, alla ricerca e all’alta formazione.
Cybersicurezza, aerospazio e dimensione subacquea
Rosolen ha poi indicato alcuni ambiti ritenuti strategici per il futuro: tecnologie emergenti, cybersicurezza, aerospazio e dimensione subacquea. Settori che, nelle parole dell’assessore, non riguardano soltanto lo sviluppo economico, ma anche la capacità del Paese di affrontare in autonomia le nuove sfide.
Il punto, per la Regione, è rafforzare il legame tra le competenze sviluppate sul territorio e le esigenze del sistema produttivo e istituzionale, in modo da offrire risposte che non si fermino ai confini del Friuli Venezia Giulia ma abbiano una ricaduta più ampia a livello nazionale.
La chiusura del master a Roma, 29 settembre 2026, ha quindi rappresentato anche l’occasione per ribadire una linea politica: continuare a interrogare i modelli consolidati e formare figure in grado non solo di reagire ai cambiamenti, ma di anticiparli.