Savogna, premio a due fratelli che hanno segnalato un ordigno nel torrente: esempio per le Valli del Natisone

Aire e Ariel, 8 e 11 anni, hanno visto un residuato bellico nell’Alberone, si sono allontanati e hanno chiamato i genitori. Riconoscimento a Trieste.

07 settembre 2026 16:06
Savogna, premio a due fratelli che hanno segnalato un ordigno nel torrente: esempio per le Valli del Natisone -
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Nelle Valli del Natisone una storia di prudenza e lucidità arriva fino a Trieste e porta con sé un messaggio utile per tutto il territorio udinese. Protagonisti sono Aire e Ariel Baricchi Bombardier, fratelli di 8 e 11 anni di Savogna, premiati per aver fatto la cosa giusta davanti a un oggetto pericoloso trovato vicino all’acqua.

Il riconoscimento ricevuto è il Diploma di Eccellenza per il senso civico, consegnato durante la terza edizione del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze. Un attestato che valorizza non un gesto eclatante, ma una scelta semplice e decisiva: fermarsi, non toccare nulla, cercare subito un adulto.

È proprio questo l’aspetto che rende la vicenda significativa anche per l’area montana e di confine dell’Udinese, dove la memoria della Grande Guerra continua a riaffiorare talvolta anche nei luoghi della vita quotidiana.

Il riconoscimento arrivato a Trieste

La premiazione si è tenuta venerdì 28 agosto 2026 nel Salone di Rappresentanza del Palazzo del Lloyd Triestino. Ai due bambini è stato assegnato il diploma dedicato al senso civico, consegnato da Paola Lorena Bucovaz per la Scuola della Pace.

Per Savogna e per l’intera provincia di Udine si tratta di una presenza che ha dato visibilità a un episodio concreto, nato lontano dai riflettori e diventato poi un esempio pubblico di comportamento responsabile.

Alla manifestazione è stato valorizzato anche un altro nome legato al territorio udinese, quello di Aran Cosentino, 24 anni, già premiato nell’edizione 2025 per la fotografia e per l’impegno ambientalista collegato al torrente Alberone.

Che cosa era successo lungo l’Alberone

L’episodio risale al 12 giugno 2025. I due fratelli si trovavano con un’amica nei pressi del torrente Alberone, alle pendici del Matajur, quando hanno notato un oggetto anomalo poi identificato come residuato bellico della Prima Guerra Mondiale.

La loro reazione è stata immediata: hanno smesso di giocare, si sono tenuti a distanza e hanno riferito tutto ai genitori. Da lì è partita la segnalazione che ha permesso agli specialisti di mettere in sicurezza l’area e di procedere al brillamento dell’ordigno.

In una zona dove la storia del Novecento ha lasciato tracce profonde, il loro comportamento diventa anche un richiamo molto concreto alla cautela, soprattutto per chi frequenta sentieri, corsi d’acqua e aree boschive.

Una regola imparata in famiglia

Dietro quella prontezza c’era anche un percorso educativo preciso. Il padre Andrea aveva già affrontato con i figli il tema dei residuati bellici, mostrando loro alcuni video sulla vicenda di Nicolas Marzolino, rimasto gravemente ferito da ragazzo dopo l’esplosione di un ordigno.

Da quel racconto era passata una consegna chiara: se si incontra qualcosa di sospetto, non bisogna avvicinarsi né spostarlo, ma avvertire immediatamente un adulto. Quando il pericolo si è presentato davvero, Aire e Ariel hanno seguito esattamente quella indicazione.

È un dettaglio che dà ancora più peso alla loro storia, perché mostra quanto l’informazione e la prevenzione possano fare la differenza anche tra i più piccoli.

Un segnale che riguarda tutto l’Udinese

Nel corso del festival è stato premiato, come detto, anche Aran Cosentino, che nell’ultimo anno ha collaborato con lo staff dell’Atelier di Creatività occupandosi di ufficio stampa e documentazione fotografica dell’evento. Per questo impegno ha ricevuto il riconoscimento speciale “Premiando Incitat” insieme a una delle tre borse di studio messe a disposizione dal conte Alexander Graff de Pancsova.

Ma il passaggio più forte resta quello consegnato dalla vicenda dei due fratelli di Savogna: a oltre un secolo dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il rischio legato ai residuati non appartiene soltanto ai libri di storia. In alcuni angoli del Friuli può ancora presentarsi in modo imprevedibile.

Per questo il gesto di Aire e Ariel ha un valore che va oltre il premio ricevuto: ricorda a famiglie, bambini ed escursionisti che la prudenza non è un dettaglio, ma la prima forma di sicurezza.

Da Savogna arriva così una lezione semplice e concreta per tutto il territorio: davanti a un possibile ordigno, fermarsi e chiedere aiuto può evitare conseguenze gravissime. Ed è anche per questo che quel comportamento oggi viene indicato come un esempio civico da ricordare.

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