Scuola dell’infanzia a Baldasseria, il Comune punta su un unico polo: progetto da 2,18 milioni

La proposta riguarda le cinque sezioni oggi divise tra due sedi. L’intervento dipende dal bando regionale e sarà condiviso anche con il quartiere.

11 agosto 2026 18:09
Scuola dell’infanzia a Baldasseria, il Comune punta su un unico polo: progetto da 2,18 milioni -
Condividi

Per le famiglie della zona di Baldasseria l’obiettivo indicato dal Comune è chiaro: riportare in un’unica struttura tutte le cinque sezioni della scuola dell’infanzia, oggi distribuite tra la sede principale e quella distaccata. La soluzione scelta dalla Giunta vale 2,18 milioni di euro e interessa complessivamente circa 125 bambini.

Non si tratta ancora dell’avvio del cantiere, ma della proposta che l’amministrazione ha deciso di candidare per ottenere un finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito degli interventi di edilizia scolastica. Solo dopo l’esito di questo passaggio potranno arrivare gli atti successivi e l’eventuale inserimento dell’opera nella programmazione comunale.

Prima di proseguire, il progetto sarà presentato anche al Consiglio di quartiere, in un confronto annunciato con il territorio e con la scuola. Un passaggio che per una realtà come Baldasseria pesa, perché l’intervento tocca direttamente l’organizzazione quotidiana di bambini, insegnanti e genitori.

Perché si vuole superare la divisione attuale

Alla base della scelta c’è la volontà di chiudere l’esperienza della sede CAS, dove oggi sono collocate due sezioni dell’infanzia. Quegli spazi, ricavati in un ex ambulatorio, non dispongono di giardino e vengono considerati meno adatti rispetto alle esigenze educative e pratiche di una scuola per i più piccoli.

Anche nella documentazione tecnica vengono evidenziati limiti legati sia alla funzionalità sia alle dimensioni della sede distaccata. Parte delle attività, inoltre, viene già svolta nella struttura di via Baldasseria Media, segno di un’organizzazione che nel tempo ha mostrato elementi di fragilità.

L’idea del Comune è quindi concentrare tutto in un solo polo, così da semplificare la gestione per il personale scolastico e rendere più lineare la vita delle famiglie, oltre a garantire ambienti più coerenti con le necessità didattiche.

Come sarà l’intervento previsto

L’ipotesi ritenuta preferibile dalla Giunta è quella più ampia tra le alternative esaminate nel documento di fattibilità. Prevede un’estensione dell’edificio verso nord-est, con nuovi spazi per le attività educative e i momenti liberi, una mensa più capiente e una redistribuzione delle aree di servizio e dei collegamenti interni.

Tra gli elementi considerati più importanti c’è la salvaguardia del giardino scolastico esistente, aspetto ritenuto centrale per mantenere il legame tra attività in aula e tempo all’aperto. Nella valutazione tecnica pesa anche un altro fattore: questa soluzione consentirebbe di mantenere operativa la sede principale durante i lavori, evitando di spostare temporaneamente i bambini altrove.

Il tempo stimato per realizzare l’intervento è di circa un anno.

La richiesta della scuola e i prossimi passaggi

La spinta a rivedere l’assetto della scuola arriva anche dal Consiglio d’istituto, che da tempo segnala la necessità di superare l’attuale frammentazione. L’assessore all’Istruzione Federico Pirone ha richiamato proprio questa esigenza della comunità scolastica: riunire le sezioni, offrire spazi più completi e con aree verdi, rendendo più semplice l’organizzazione di tutti i giorni.

Lo stesso assessore ha confermato che il confronto con il quartiere farà parte del percorso prima dei successivi passaggi amministrativi. In questa fase, infatti, il documento esaminato dalla Giunta rappresenta uno strumento tecnico previsto nella fase iniziale della programmazione delle opere pubbliche, utile a confrontare diverse opzioni prima dell’avvio della progettazione vera e propria.

Per Baldasseria, dunque, la partita è appena iniziata: la direzione politica è stata indicata, ma il futuro della scuola dell’infanzia di via Baldasseria Media dipenderà ora dal sostegno regionale e dagli sviluppi del confronto sul territorio.

Segui Prima Udine