Scuole medie di Udine, più spazio a piedi e bici: ecco la mappa dei tragitti da rendere sicuri
Studio su Manzoni, Valussi e Fermi: studenti già spesso autonomi, ma traffico e attraversamenti restano i punti più critici.
A Udine il tema non è soltanto come arrivare a scuola, ma in quali condizioni farlo ogni mattina. Dallo studio presentato dal Comune con Arpa FVG e il supporto di Aiforia emerge infatti una richiesta precisa che arriva da studenti e famiglie: poter contare su percorsi più protetti, leggibili e adatti anche a chi si muove senza essere accompagnato.
L’indagine ha riguardato tre scuole secondarie di primo grado della città, la Manzoni, la Valussi e la Fermi, considerate come poli capaci di intercettare quartieri diversi e abitudini di spostamento non omogenee. Il lavoro è servito a capire dove si concentrano gli ostacoli quotidiani e quali interventi possono essere tradotti in misure concrete.
Che cosa chiedono ragazzi e famiglie
Uno dei dati più interessanti emersi dai questionari riguarda il grado di autonomia già presente. In base alle risposte raccolte, tra la metà e circa due terzi degli studenti raggiunge abitualmente la scuola da solo oppure insieme ai compagni. La quota di chi arriva con genitori o familiari resta comunque significativa, collocandosi tra un terzo e la metà.
Ancora più netto è il dato sulle preferenze: in tutte e tre le scuole una larga parte di ragazze e ragazzi dice che vorrebbe andare a scuola in autonomia. Sommando le risposte positive, la percentuale varia da circa il 66% fino all’83%. Un segnale che per il Comune indica non solo un desiderio di indipendenza, ma anche la necessità di creare condizioni urbane più favorevoli.
L’assessore alla Mobilità Ivano Marchiol ha sintetizzato così il senso dell’indagine: dai più giovani arriva una domanda di spazio, fiducia e sicurezza. L’amministrazione, nelle intenzioni espresse durante la presentazione, punta a ridurre la distanza tra questa richiesta e la realtà di strade e incroci cittadini.
Come ci si muove oggi verso Manzoni, Valussi e Fermi
Tra chi già si sposta senza accompagnamento prevalgono gli spostamenti a piedi e l’uso del trasporto pubblico. Nei tre istituti la quota di studenti che va a scuola camminando oscilla tra il 44,3% e il 51,9%, mentre i mezzi pubblici arrivano fino al 55,7%.
Molto più contenuto l’utilizzo della bicicletta, che non supera l’11,1%. È un dato che lo studio collega alla qualità ancora insufficiente dei collegamenti ciclabili: continuità dei tracciati, riconoscibilità dei percorsi e percezione di protezione restano elementi decisivi se si vuole allargare davvero questa modalità di spostamento.
L’assessore all’Istruzione Federico Pirone ha richiamato il valore educativo del progetto, legandolo al diritto dei più giovani di partecipare alla vita della città. Raggiungere la scuola in modo sicuro, nel ragionamento illustrato, è anche un passaggio di crescita e responsabilizzazione.
I punti deboli segnalati nello studio
Il nodo più delicato resta la sicurezza percepita lungo i tragitti. Nelle risposte fornite da studenti e famiglie, il traffico motorizzato viene valutato in modo poco rassicurante in tutti e tre i contesti scolastici.
Le criticità ricorrono con una certa chiarezza: velocità dei veicoli ritenuta eccessiva, attraversamenti pedonali non sempre rispettati, tratti pedonali e ciclabili giudicati poco efficaci o poco sicuri. È su questi elementi che si concentra la parte operativa del piano consegnato all’amministrazione.
La proposta del Comune per i quartieri scolastici
La linea di lavoro indicata prevede una rete di collegamenti più sicuri tra i quartieri e gli istituti, non limitata alle aree immediatamente davanti agli ingressi. L’idea è costruire corridoi casa-scuola più protetti, con particolare attenzione agli studenti che abitano tra 1,5 e 5 chilometri dalla sede scolastica.
Le azioni ipotizzate si muovono su tre fronti: rendere più visibili e sicuri gli attraversamenti, rafforzare la ciclabilità con percorsi riconoscibili e segnalati, e intervenire sulla moderazione della velocità nelle strade vicine alle scuole. Accanto a questo, il piano contiene anche misure puntuali nelle zone d’accesso ai plessi, dove oggi si concentrano le maggiori interferenze tra auto, pedoni e biciclette.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a soluzioni realizzabili nel breve e nel medio periodo. Per Udine la ricaduta attesa non riguarda soltanto l’ingresso e l’uscita degli studenti: meno traffico attorno alle scuole, minore pressione sulle strade di quartiere e una qualità urbana migliore sono gli effetti che l’amministrazione lega a questo percorso. La sfida, adesso, sarà trasformare lo studio in interventi visibili nella vita quotidiana della città.