Scuole udinesi dentro il progetto di Cinemazero: in classe il documentario diventa laboratorio
Nel percorso tra Udine, Pordenone e Treviso coinvolti più di 2.230 ragazzi: oltre 110 i corti prodotti, con attività avviate da novembre 2025
Per molte classi del territorio udinese il cinema non è rimasto sullo schermo, ma è diventato un esercizio concreto di lettura del presente. Si chiude così il percorso “In scena la realtà”, iniziativa promossa da Cinemazero all’interno del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, sostenuto dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il progetto ha toccato anche la provincia di Udine, coinvolgendo complessivamente più di 2.230 studenti e studentesse appartenenti a oltre 110 classi di 25 istituti tra Pordenonese, Udinese e Trevigiano. Il bilancio finale parla di un’attività ampia, costruita lungo mesi di lavoro tra visioni, confronto e produzione audiovisiva.
Uno dei risultati più evidenti è nei numeri dei lavori realizzati: 110 cortometraggi nati nei laboratori, spesso dedicati a questioni vicine alla vita scolastica e sociale, dall’inclusione alla tutela dell’ambiente, fino alla memoria e al contrasto al bullismo.
Un’esperienza che ha coinvolto anche il territorio udinese
L’iniziativa, partita nel novembre 2025, ha messo insieme più di 500 ore di attività legate al documentario e all’educazione all’immagine. Non solo proiezioni, ma anche incontri e momenti pratici in cui gli studenti hanno potuto misurarsi con le fasi di costruzione di un racconto audiovisivo.
Per le scuole coinvolte, comprese quelle dell’area udinese, il valore del progetto è stato soprattutto nella possibilità di usare il cinema come strumento didattico e non soltanto come occasione di visione. L’obiettivo era offrire ai ragazzi strumenti per osservare la realtà con maggiore consapevolezza e restituirla attraverso immagini e montaggio.
Cosa hanno raccontato studenti e insegnanti
Dalle testimonianze emerse durante il percorso arriva un giudizio largamente positivo. Un’alunna della scuola secondaria di primo grado ha spiegato che l’esperienza è stata coinvolgente perché ha permesso al gruppo di lavorare insieme e di sentirsi protagonista, aggiungendo di aver scoperto in modo concreto anche il montaggio e la nascita di un film.
Analogo il commento di uno studente della secondaria di secondo grado, che ha raccontato di essersi avvicinato al documentario proprio grazie al laboratorio, comprendendone meglio il linguaggio e l’interesse nel momento in cui si passa dalla visione alla realizzazione diretta.
Positivo anche il riscontro dal mondo della scuola. Una docente ha sottolineato l’importanza dei video nei percorsi educativi e ha spiegato che, dopo questa esperienza, intende utilizzarli ancora di più in classe, con una consapevolezza maggiore delle loro possibilità formative.
La rete che ha sostenuto il percorso
Il progetto è stato sviluppato con il contributo di diversi partner: CG Entertainment, Università degli Studi di Udine, Soroptimist Club di Pordenone, Voce Donna e Pordenone Docs Fest. Una collaborazione che ha dato struttura a un’attività estesa su più territori e rivolta a fasce scolastiche differenti.
Nel momento conclusivo sono stati presentati alcuni dei corti nati durante i laboratori, davanti a famiglie, insegnanti e cittadini. È stato anche un passaggio pubblico utile a mostrare come il documentario possa diventare, per gli studenti, uno spazio di espressione personale e insieme di riflessione collettiva.
La chiusura del progetto non esaurisce però il lavoro avviato. Venerdì 29 maggio, alla Mediateca di Cinemazero, è previsto un incontro dedicato all’offerta formativa per l’anno scolastico 2026/2027, pensato per i docenti interessati a inserire cinema e sperimentazione creativa nella didattica.