Scuole udinesi nel progetto sul documentario: chiuso il percorso che ha portato in aula 110 corti

Coinvolti anche gli istituti della provincia di Udine nel programma coordinato da Cinemazero: più di 2.230 studenti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.

28 maggio 2026 17:51
Scuole udinesi nel progetto sul documentario: chiuso il percorso che ha portato in aula 110 corti -
Condividi

C’è anche la partecipazione delle scuole della provincia di Udine nel bilancio finale di “In scena la realtà”, il percorso dedicato al cinema documentario che ha appena concluso il suo ciclo di attività dopo mesi di laboratori, proiezioni e lavoro in classe.

L’iniziativa, promossa da Cinemazero nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, ha unito istituti di Udine, Pordenone e Treviso, raggiungendo più di 2.230 tra studenti e studentesse, con oltre 110 classi coinvolte e 25 scuole partecipanti.

Per il territorio udinese il progetto ha rappresentato un’occasione concreta per portare nelle aule un uso non passivo delle immagini: non soltanto visione di film, ma anche scrittura, riprese e montaggio, fino alla realizzazione di cortometraggi costruiti dai ragazzi.

Un lavoro condiviso tra scuole e territorio

Il programma era partito nel novembre 2025 e, nel suo sviluppo, ha messo insieme più di 500 ore di attività. Il documentario è stato scelto come strumento per leggere temi vicini alla quotidianità degli studenti, dall’inclusione alla tutela dell’ambiente, passando per la memoria storica e il contrasto al bullismo.

Accanto a Cinemazero hanno collaborato CG Entertainment, Università degli Studi di Udine, Soroptimist Club di Pordenone, Voce Donna e Pordenone Docs Fest. Un intreccio di competenze che ha dato al progetto una dimensione ampia, ma con ricadute molto concrete anche nelle scuole del Friuli.

I cortometraggi e la risposta degli studenti

Nell’appuntamento conclusivo sono stati mostrati alcuni dei 110 lavori prodotti durante i laboratori. Alla presentazione hanno preso parte non solo gli studenti, ma anche insegnanti, famiglie e cittadini, in un momento pubblico pensato per restituire il senso del percorso svolto.

Dalle testimonianze raccolte emerge un coinvolgimento diretto dei ragazzi. Una studentessa della secondaria di primo grado ha spiegato di aver vissuto l’esperienza come qualcosa di inclusivo e stimolante, sottolineando in particolare la possibilità di sentirsi parte attiva del progetto e di scoprire da vicino il lavoro di montaggio.

Anche tra i più grandi il laboratorio ha lasciato un segno. Uno studente della scuola secondaria di secondo grado ha raccontato di essersi avvicinato al documentario con curiosità nuova proprio grazie alla possibilità di capirne i meccanismi dall’interno, realizzandolo in prima persona.

Il valore formativo per docenti e classi

Riscontri positivi sono arrivati pure dagli insegnanti, che hanno letto il progetto come uno strumento utile per parlare ai più giovani con linguaggi vicini alla loro esperienza quotidiana. Una docente ha evidenziato come il video possa diventare un mezzo didattico ancora più efficace se utilizzato con maggiore consapevolezza.

Il percorso, in questo senso, non si è limitato alla produzione finale dei corti, ma ha offerto agli studenti strumenti critici per osservare la realtà e interpretarla attraverso l’audiovisivo. Un aspetto che interessa da vicino anche il mondo scolastico udinese, sempre più attento ai linguaggi digitali e alle forme di educazione all’immagine.

La chiusura del progetto non ferma il lavoro avviato: venerdì 29 maggio, alla Mediateca di Cinemazero, è previsto anche un incontro dedicato all’offerta formativa per l’anno scolastico 2026/2027, rivolto ai docenti interessati a inserire cinema e sperimentazione creativa nei percorsi educativi futuri.

Segui Prima Udine