Sentieri, manutenzione e cultura di montagna: a Sappada il confronto della Dolomiti Mountain School
Al museo di Cima Sappada una tappa della rassegna ha messo al centro cammini, sicurezza e futuro della rete escursionistica friulana.
La montagna come luogo da attraversare, conoscere e custodire. È da questa idea che a Cima Sappada si è sviluppato l’incontro della Dolomiti Mountain School ospitato al Museo etnografico “Giuseppe Fontana”, appuntamento che ha riportato l’attenzione su un tema molto concreto anche per il territorio udinese: il valore dei cammini e la tenuta dei sentieri che collegano vallate, paesi e quote alte.
L’iniziativa, inserita nella decima edizione della rassegna, ha proposto una riflessione sui lunghi percorsi in montagna non solo come tracciati per escursionisti, ma come strumenti capaci di tenere insieme comunità, memoria locale e frequentazione consapevole dell’ambiente alpino.
Ad aprire la mattinata sono stati Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il sindaco di Sappada Alessandro De Zordo e Gianpaolo Carbonetto, coordinatore della Dolomiti Mountain School.
Cammini che tengono insieme comunità e territori
Tra i passaggi più legati alla realtà della montagna friulana c’è stato quello dedicato al pellegrinaggio di Sappada verso Maria Luggau. Valerio Piller lo ha indicato come un’esperienza nata dentro l’identità della comunità locale e divenuta negli anni occasione di apertura e incontro con altri territori.
Lo stesso Piller ha ricordato i numeri di una partecipazione ampia, con oltre 500 persone coinvolte da diverse parti d’Italia e con la presenza anche delle vicine comunità di Sauris e Ampezzo. Un segno, ha sottolineato, del valore che questo appuntamento continua ad avere per Sappada.
Nel confronto si è parlato anche del Cammino di San Martino in Carnia. Fides Banelli ne ha illustrato il percorso, suddiviso in sette tappe, pensato per unire i luoghi sacri dedicati al Santo presenti in Carnia. Il progetto è stato presentato come una leva per far conoscere il territorio, alimentare iniziative culturali e promuovere un modo lento di vivere la montagna.
Chiara Aviani, per GAL di Montagna Leader, ha invece richiamato l’esperienza del Cammino di San Cristoforo, soffermandosi sulla dimensione personale e relazionale del camminare: un gesto che mette in rapporto con i luoghi, con gli altri e anche con sé stessi, dove pure la fatica può assumere un significato positivo.
Frequentare la quota con preparazione e rispetto
Un altro tema centrale dell’incontro ha riguardato la sicurezza. Massimo Laurencig, guida alpina e maestro di alpinismo, ha insistito sulla necessità di affrontare la montagna con preparazione adeguata e piena consapevolezza dei contesti in cui ci si muove.
Nel suo intervento ha ricordato che la prudenza resta prioritaria, ma ha legato il discorso anche a un principio più ampio: chi percorre un ambiente montano entra in un ecosistema delicato e complesso, che richiede attenzione e rispetto. Un messaggio che riguarda da vicino anche l’uso corretto dei sentieri e la conoscenza delle loro caratteristiche.
Il peso della manutenzione sulla rete escursionistica regionale
Accanto all’aspetto culturale e formativo, a Sappada è emerso con forza un nodo pratico: mantenere percorribile una rete di itinerari molto ampia. Giovanni Duratti, presidente del Comitato Direttivo Regionale del CAI FVG, ha ricordato che in Friuli Venezia Giulia il Club alpino gestisce 664 sentieri ufficialmente riconosciuti, per circa 4.600 chilometri complessivi.
Una rete estesa, fondamentale anche per l’attrattività delle aree montane dell’Udinese, che vive però soprattutto grazie all’impegno dei volontari. Duratti ha richiamato la necessità di nuove energie e di sostegni adeguati per garantire nel tempo la cura dei percorsi, tema decisivo per chi punta su escursionismo, turismo lento e presidio del territorio.
Le prossime date della rassegna
Dopo l’appuntamento sappadino, la decima edizione della Dolomiti Mountain School proseguirà venerdì 19 giugno a Venzone, nella sala consiliare del municipio, con un incontro dedicato agli insegnamenti del terremoto per la difesa delle terre alte.
Il programma riprenderà poi dopo l’estate, venerdì 11 e sabato 12 settembre a Forni di Sopra, alla Ciasa dai Fornés, con un appuntamento dedicato al bilancio dei primi dieci anni della rassegna e alle nuove sfide della montagna. La chiusura è prevista venerdì 9 ottobre a Claut, con una riflessione sul rapporto tra cultura della montagna e cibo.