Tagliamento, nuovo scontro politico: da Udine il M5S chiede una linea netta su diga e tutela
Rosaria Capozzi chiama in causa l’area vicina a Vannacci: nel dibattito sul fiume pesano sicurezza idraulica, manutenzioni e futuro del Medio Friuli.
Il Tagliamento torna a dividere la politica regionale e, per il territorio udinese, il tema resta tutt’altro che secondario. A riaccendere il confronto è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che invita l’area politica vicina a Roberto Vannacci a dire con chiarezza quale strada intenda sostenere: salvaguardia del fiume oppure apertura a opere come uno sbarramento.
La presa di posizione arriva dentro una discussione che riguarda da vicino anche il Medio Friuli e l’asse del Latisanese, dove da anni si intrecciano tutela ambientale e difesa del territorio. Secondo Capozzi, proprio su questi nodi starebbero emergendo orientamenti diversi all’interno dello stesso schieramento.
Il caso politico attorno al partito di Vannacci
Nel suo intervento, la consigliera pentastellata richiama alcune figure che, in tempi diversi, hanno preso posizione sul futuro del Tagliamento e oggi vengono accostate a Futuro nazionale. Il riferimento è a Maddalena Spagnolo, a Leonardo Barberio e a Ugo Rossi, indicati come esempi di sensibilità non sempre coincidenti su sicurezza idraulica, protezione del fiume e grandi opere.
Per Capozzi, il punto non è soltanto il confronto tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, ma la difficoltà di leggere una linea univoca su una questione che tocca aree delicate della provincia di Udine. Da qui la richiesta di un chiarimento politico esplicito.
Medio Friuli e Latisanese nel cuore del confronto
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il tema del rischio idraulico. Capozzi collega infatti la discussione al territorio di Latisana, spesso al centro delle preoccupazioni per possibili piene del Tagliamento, e richiama anche il capitolo delle opere di laminazione ancora attese.
Nel ragionamento della consigliera M5S, la sicurezza delle comunità locali non può tradursi automaticamente nell’avallo a interventi considerati troppo invasivi sul corso del fiume. È su questo equilibrio, tra prevenzione e conservazione, che si concentra la distanza rispetto ad altre posizioni emerse nel centrodestra e nell’area che guarda a Vannacci.
Le manutenzioni e il rimpallo sulle competenze
Capozzi contesta anche il quadro delle responsabilità amministrative legate alla manutenzione del Tagliamento. Nel mirino finisce il percorso seguito da Maddalena Spagnolo per individuare chi debba occuparsi concretamente del tema, tra assessorato regionale e Commissione Paritetica.
Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, questo passaggio avrebbe messo in evidenza incertezze e rinvii che non aiutano a dare risposte su una questione così delicata per il territorio friulano. La critica, in sostanza, è rivolta a una gestione politica giudicata poco lineare.
I nomi citati: Spagnolo, Barberio e Rossi
Nel ricostruire il quadro, Capozzi richiama anzitutto Maddalena Spagnolo, recentemente passata dalla Lega al Gruppo Misto del Consiglio regionale. La consigliera M5S osserva che le preoccupazioni espresse da Spagnolo sul Tagliamento si sovrappongono solo in parte a quelle del suo movimento, perché diverso sarebbe l’approccio sulle soluzioni da adottare.
C’è poi il riferimento a Leonardo Barberio, ex assessore provinciale leghista di Udine, che nei giorni scorsi ha aderito alla nuova formazione politica legata a Vannacci. Capozzi ricorda che Barberio aveva lasciato la Lega già nel 2019, indicando tra le ragioni anche le lentezze sul fronte della sicurezza territoriale del Medio Friuli e i timori rispetto all’ipotesi di una diga.
A completare il quadro compare anche Ugo Rossi, citato per la sua passata posizione a favore del riconoscimento Unesco per il Tagliamento. Per la consigliera pentastellata, la presenza di orientamenti così differenti dentro la stessa area politica rende inevitabile una domanda di fondo: quale idea di futuro si vuole davvero per il fiume che attraversa una parte cruciale del Friuli?