Tolmezzo rilancia la rete dei musei della Carnia: la Mappa Parlante sale a 34 tappe
Nuovo aggiornamento per il progetto coordinato dal Museo Carnico: entrano sei realtà del territorio e cresce il percorso digitale tra storia, natura e tradizioni.
La Carnia aggiunge nuove tappe al suo racconto digitale. Con la quinta edizione della Mappa Parlante, il sistema culturale coordinato da Tolmezzo mette ora in rete 34 sedi museali ed espositive su 39 complessive, ampliando uno strumento pensato per accompagnare residenti, famiglie e visitatori alla scoperta del territorio.
L’aggiornamento riguarda un progetto nato attorno al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, che insieme alla Comunità di montagna della Carnia porta avanti il lavoro di valorizzazione condivisa attraverso CarniaMusei. Accanto a questi soggetti partecipano anche Comuni, associazioni che gestiscono le diverse esposizioni e PromoTurismoFVG, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La formula resta quella che ha caratterizzato le edizioni precedenti: una mappa consultabile in versione digitale e cartacea, costruita per offrire contenuti accessibili a pubblici diversi. Ogni luogo inserito nel percorso propone racconti, curiosità e materiali fruibili in audio oppure in formato testuale scaricabile, con un taglio adatto sia agli adulti sia ai più giovani.
Sei ingressi allargano il percorso culturale
La novità principale di questa quinta edizione è l’ingresso di sei nuove realtà. Tra queste c’è l’Antiquarium della Pieve di Santo Stefano, che custodisce testimonianze archeologiche legate alla storia della comunità, e la mostra permanente Planeles e Scugjelas di Cella, in comune di Ovaro, dedicata a un elemento caratteristico dell’edilizia tradizionale locale.
Entra anche l’esposizione permanente “Rosso Verzegnis”, centrata sulla pietra che prende il nome dal paese e che si trova soltanto sul monte Verzegnis, in una cava a cielo aperto di origine molto antica. Un tassello che aggiunge alla mappa il tema della geologia e delle lavorazioni legate alla materia prima del territorio.
Completano l’aggiornamento l’esposizione naturalistica “Preone – 200 milioni di anni”, con approfondimenti sugli pterosauri di cui nell’area sono state rinvenute tracce, il Centro visite del Geoparco delle Alpi Carniche di Paluzza con il focus sul Fontanone di Timau, e l’antica Segheria Veneziana Siê di Toni da Fuce, che riporta al centro la memoria della lavorazione e del trasporto del legname.
Un itinerario tra musei, storie e identità locali
La mappa non si limita a elencare luoghi da visitare, ma prova a collegarli in una narrazione unica della Carnia. Tra i contenuti già disponibili figurano, per esempio, il fogolâr del Museo Carnico di Tolmezzo, il Presepe di Teno a Sutrio, i mosaici di Cercivento e la figura dell’arrotino raccontata nella mostra permanente “Segni nel tempo” di Colza, a Enemonzo.
Il senso dell’iniziativa è proprio questo: rendere più leggibile il patrimonio culturale ed etnografico dell’area con un percorso lento, adatto a chi vuole conoscere i paesi anche attraverso piccoli musei, raccolte locali ed esposizioni meno note, ma fortemente legate all’identità delle comunità.
Chi ha curato il progetto
La realizzazione della Mappa Parlante è stata affidata a Fondazione Radio Magica ETS, mentre l’immagine illustrata del territorio porta la firma dell’artista carnico Adriano Fruch. La parte digitale è stata sviluppata dal Sasweb Lab dell’Università degli Studi di Udine, elemento che rafforza anche il legame con il capoluogo friulano sul piano della collaborazione accademica e tecnologica.
La consultazione online avviene attraverso il sito dedicato, mentre la versione cartacea rimanda ai contenuti tramite QR code. La presentazione del nuovo aggiornamento è indicata per il 28 maggio 2026 a Tolmezzo, passaggio che segna un ulteriore ampliamento di una rete culturale ormai centrale nella promozione della Carnia.
Per il territorio udinese si tratta di un progetto che continua a crescere senza perdere il radicamento locale: mette insieme istituzioni, competenze e piccoli presìdi culturali, trasformando musei ed esposizioni in una porta d’ingresso concreta per leggere la storia, il paesaggio e le tradizioni della montagna friulana.