Tumore ovarico, prima piattaforma IA in FVG per ridurre le diagnosi tardive: ecco OvAi

In Friuli Venezia Giulia parte la sperimentazione OvAi: intelligenza artificiale per ridurre le diagnosi tardive di tumore ovarico.

03 gennaio 2026 12:10
Tumore ovarico, prima piattaforma IA in FVG per ridurre le diagnosi tardive: ecco OvAi -
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FVG – Ridurre le diagnosi tardive di tumore ovarico grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. È questo l’obiettivo della sperimentazione della piattaforma OvAi, sviluppata da SynDiag, avviata nel mese di dicembre presso la Struttura operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

Il progetto è seguito sotto la supervisione del professor Giuseppe Vizzielli e coinvolge l’ospedale Santa Maria della Misericordia, il CRO di Aviano e la Direzione centrale Salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia.

Una prima applicazione regionale dell’intelligenza artificiale

La sperimentazione rappresenta un passaggio di rilievo per la sanità regionale. Come sottolineato dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, OvAi sarà la prima piattaforma di intelligenza artificiale implementata su scala regionale, grazie al contributo dei principali centri di eccellenza del Friuli Venezia Giulia.

Se i dati raccolti confermeranno le aspettative cliniche, il progetto potrebbe diventare un modello di riferimento a livello nazionale, aprendo la strada a nuove modalità di prevenzione e diagnosi precoce in ambito oncologico.

Il ruolo di Insiel e la validazione clinica

L’iniziativa è finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e coordinata da Insiel. L’obiettivo è validare sul campo l’efficacia della soluzione OvAi, che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per l’analisi automatica delle ecografie ginecologiche, supportando il medico nell’individuazione di situazioni potenzialmente a rischio.

La sperimentazione prevede una prima fase di on-boarding, durante la quale il personale di Asufc utilizza dati simulati forniti da SynDiag, al fine di testare le funzionalità della piattaforma e acquisire familiarità con lo strumento. Successivamente, ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, verrà avviata la fase di validazione clinica su dati reali, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di privacy e protezione dei dati.

Verso una rete regionale di prevenzione

Secondo l’assessore Riccardi, la sperimentazione rappresenta il primo passo verso la costruzione di una rete regionale integrata di prevenzione. Un sistema in cui, già dalla prima visita ginecologica, sia possibile attivare un secondo consulto esperto, anche attraverso strumenti di telemedicina, garantendo equità di accesso e maggiore tempestività diagnostica su tutto il territorio.

Il punto di vista clinico

Per il professor Giuseppe Vizzielli, referente per la Ginecologia oncologica dell’Ostetricia e Ginecologia di Asufc – diretta dalla professoressa Lorenza Driul – l’utilizzo dell’intelligenza artificiale può rappresentare un supporto concreto per l’identificazione precoce delle pazienti a maggior rischio oncologico, migliorando l’accuratezza della valutazione ecografica e affiancando l’esperienza clinica degli specialisti.

Sicurezza e tutela dei dati

Sul fronte tecnologico e della protezione dei cittadini, l’amministratore unico di Insiel Diego Antonini ha ribadito che l’intera sperimentazione verrà condotta nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei dati sanitari, elemento considerato centrale per l’adozione responsabile di soluzioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario.

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