Udine accoglie 12 discendenti di famiglie friulane dal Sudamerica: formazione e tappe simbolo in regione
A Palazzo Florio è partita la nuova edizione del percorso dell’Università di Udine per giovani provenienti da Argentina e Brasile con radici friulane.
Palazzo Florio torna a essere il punto d’incontro tra Udine e le comunità friulane oltre oceano. In città è iniziata la diciassettesima edizione del corso di perfezionamento “Valori identitari e imprenditorialità”, rivolto quest’anno a 12 giovani arrivati da Argentina e Brasile e legati al Friuli per storia familiare e appartenenza culturale.
Il gruppo è composto da 10 partecipanti argentini e 2 brasiliani. Per loro il programma mette insieme attività universitarie, approfondimento linguistico e momenti dedicati alla conoscenza diretta del territorio, con l’obiettivo di consolidare un rapporto concreto con il Friuli Venezia Giulia.
L’iniziativa è promossa dall’Università di Udine con il sostegno della Regione e dell’Ente Friuli nel Mondo. Il progetto guarda in particolare al valore della lingua italiana e del friulano nelle comunità dei corregionali residenti in Sudamerica, ma si inserisce anche in una prospettiva più ampia di scambio tra il territorio e i suoi discendenti all’estero.
Udine come luogo di incontro con le radici
All’apertura del corso è intervenuto l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, che ha portato il saluto dell’amministrazione regionale e del presidente Massimiliano Fedriga. Nel suo intervento ha indicato questo percorso come uno degli strumenti più significativi nel rapporto tra il Friuli Venezia Giulia e le comunità emigrate, richiamando il lavoro svolto in rete con le associazioni che operano fuori dall’Italia.
Roberti ha ricordato come la storia della regione sia stata segnata dalle partenze tra Otto e Novecento e, successivamente, dagli esodi del secondo dopoguerra che hanno interessato la Venezia Giulia. Un’eredità che continua a pesare in modo positivo sull’identità del territorio e che oggi viene riletta anche attraverso iniziative rivolte ai giovani di origine friulana nati e cresciuti all’estero.
Nel ragionamento dell’assessore è entrato anche il tema del presente: una regione che cresce sul piano economico, ma che deve misurarsi con il calo delle nascite e con la difficoltà di trovare nuove energie da inserire nel mondo del lavoro. In questo quadro, percorsi come quello partito a Udine possono favorire relazioni, competenze e occasioni utili sia per i partecipanti sia per il sistema locale.
Un’edizione che incrocia la memoria del 1976
Tra i riferimenti richiamati durante l’inaugurazione c’è stato anche il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Roberti ha definito quel passaggio uno spartiacque per il Friuli Venezia Giulia, sottolineando come dalla ricostruzione sia nata una spinta alla modernizzazione che ha coinvolto anche l’Università di Udine, considerata uno dei segni più evidenti della rinascita del territorio.
Il legame con quella stagione storica non resta solo sul piano simbolico. Nel gruppo dei corsisti, infatti, cinque giovani hanno origini gemonesi, un dettaglio che rende ancora più significativo il collegamento con una delle comunità più rappresentative della ricostruzione friulana.
Le tappe previste tra città e luoghi simbolo
Accanto alle lezioni, il calendario prevede una serie di visite in alcune località centrali per la storia e l’identità regionale. Una giornata sarà dedicata a Gemona del Friuli e Venzone, due centri che continuano a rappresentare la memoria del sisma e della ripartenza.
Nel percorso rientrano anche Aquileia, le Gallerie del Tiepolo, il Castello di Udine, il Comune del capoluogo friulano e la Società filologica friulana. Un itinerario pensato per offrire ai partecipanti non soltanto contenuti accademici, ma anche un contatto diretto con istituzioni, patrimonio artistico e riferimenti culturali del territorio.
Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop e la direttrice vicaria del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale Laura Pani. Per Udine, che ospita il corso, l’iniziativa si conferma così uno spazio concreto di relazione con le comunità friulane nel mondo e con una nuova generazione chiamata a riscoprirne lingua, storia e opportunità.