Udine, l’addio a Renzo Travanut: città e istituzioni riunite per l’ex presidente della Regione
Alla Casa Mansutti il commiato a Renzo Travanut, scomparso a 80 anni. Presenti amministratori, rappresentanti politici, amici e familiari.
Udine ha reso omaggio a Renzo Travanut con una cerimonia partecipata e composta alla Casa Mansutti, dove nel tardo pomeriggio si è svolto il saluto finale all’ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, morto all’età di 80 anni.
Nel corso della giornata molte persone avevano già voluto fermarsi per un ultimo pensiero davanti alla salma. Al momento della commemorazione si sono ritrovati cittadini, amici, esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni, a conferma del segno lasciato da Travanut nella vita pubblica friulana e regionale.
Tra le presenze istituzionali c’erano il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Presente anche una delegazione numerosa del Partito democratico del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla segretaria regionale Caterina Conti.
Il ricordo politico e umano
Ad aprire gli interventi è stato Luca Braidotti, segretario provinciale del Pd di Udine, che ha tracciato un profilo in cui dimensione pubblica e personale si sono intrecciate. Nel suo ricordo, la politica per Travanut è stata il centro di un’intera esistenza, vissuta con energia, curiosità e una costante attenzione alla realtà.
Braidotti ha sottolineato il legame tra valori, principi e concretezza amministrativa, descrivendo Travanut come un uomo delle istituzioni capace di guardare al Friuli Venezia Giulia dentro una prospettiva più ampia, regionale ed europea. In questa visione, il potere non era un fine, ma uno strumento da mettere al servizio della collettività.
Molto sentito anche l’intervento di Debora Serracchiani, che ha ricordato il rapporto costruito nel tempo con Travanut sul piano politico e personale. Nel suo saluto ha richiamato il ruolo che ebbe nel sostenere un gruppo dirigente e nel trasmettere fiducia nella politica regionale, con un pensiero rivolto anche a Bertilla.
Le voci di amici, familiari e compagni di strada
A guidare la commemorazione è stato l’amico Maurizio Ionico, che ne ha ricordato l’autorevolezza unita a una popolarità costruita nel tempo, insieme al senso di responsabilità e al coraggio dimostrato nelle scelte pubbliche.
Durante la cerimonia hanno preso la parola anche le nipoti Giulia e Valentina. Accanto ai familiari sono intervenuti Michele Tibald, segretario del Pd di Terzo d’Aquileia, paese natale di Travanut, l’economista ed ex presidente di Friulia Flavio Pressacco e Martina Andenna, giovane dirigente del Pd friulano.
Proprio il rapporto con le nuove generazioni è stato uno dei temi emersi con maggiore forza. Andenna ha ricordato l’attenzione che Travanut riservava ai giovani, uno sguardo capace di trasmettere vicinanza e profondità anche negli ultimi tempi.
Il saluto delle istituzioni udinesi e regionali
Nel suo intervento, Riccardo Riccardi ha parlato di una figura rispettata ben oltre gli schieramenti, sottolineando la considerazione che Travanut sapeva riservare alle persone indipendentemente dal loro percorso politico. Ha richiamato anche il valore del confronto tra avversari, distinto dalla logica del nemico.
L’assessore regionale ha ricordato inoltre alcune scelte difficili affrontate da Travanut, tra cui il voto espresso dall’opposizione sulla riforma della sanità, indicando in quella esperienza riformista di sinistra un passaggio ancora utile per leggere il presente.
Il sindaco Alberto Felice De Toni ha portato alla famiglia l’abbraccio della città di Udine, ricordando una personalità che ha attraversato fasi importanti della storia politica regionale. Nel suo ricordo sono tornati la sobrietà, la capacità di ascolto, l’attenzione ai territori e alle persone, insieme a una forte passione per la conoscenza. Un ritratto che, nel giorno dell’addio, ha raccolto attorno a Travanut una comunità ampia e partecipe.