Udine al centro del confronto sulla cooperazione: occupazione in aumento, ma pesano rincari e carenza di figure sociali
A Palazzo Florio il punto di Confcooperative FVG: crescono addetti e produzione, mentre nel welfare restano scoperti centinaia di posti tra Oss ed educatori.
Il sistema cooperativo del Friuli Venezia Giulia si presenta a Udine con numeri in espansione, ma con problemi che per molte realtà del territorio sono ormai quotidiani: costi più alti, personale difficile da trovare e mercati meno prevedibili. Il bilancio è emerso a Palazzo Florio durante l’incontro dedicato alle prospettive di Confcooperative FVG verso il 2030.
Per il capoluogo friulano, sede del confronto e snodo naturale tra università, servizi e mondo produttivo, il tema non riguarda soltanto i bilanci delle imprese cooperative. La discussione tocca infatti settori che hanno un impatto diretto sulla vita delle comunità, dall’assistenza alle persone fragili fino all’agroalimentare e alle attività culturali.
Il peso della cooperazione regionale
I dati illustrati nel corso dell’appuntamento restituiscono la dimensione del comparto: 487 cooperative aderenti, 68.385 soci e oltre 25 mila addetti nel perimetro complessivo indicato da Confcooperative FVG. L’incidenza stimata sul Pil regionale si colloca tra il 7 e l’8 per cento.
Guardando all’andamento degli ultimi dieci anni, la crescita è netta. Gli occupati delle cooperative associate sono saliti da 19.922 nel 2015 a 26.627 nel 2025, mentre il valore della produzione è passato da circa 918 milioni di euro a 1,249 miliardi. Un’espansione che conferma la tenuta del sistema, pur in una fase economica meno lineare rispetto al passato.
Fiducia più debole, ma le previsioni restano positive
Accanto ai numeri migliori, dall’incontro di Udine è emerso anche un clima meno sereno. L’indagine interna richiamata durante i lavori segnala infatti un peggioramento della fiducia negli ultimi due anni, con un saldo tra valutazioni favorevoli e sfavorevoli che rimane sotto zero da quattro anni.
Nonostante questo quadro, le cooperative continuano a indicare prospettive di crescita. Il presidente regionale Daniele Castagnaviz ha letto questo andamento come un segnale di capacità di resistenza del mondo cooperativo anche dentro una congiuntura instabile. Sul versante dei costi, nell’estate 2026 il 58% delle cooperative ha registrato ulteriori aumenti per forniture e materie prime, mentre il 51% si attende nuovi rincari nei mesi successivi.
Tra le linee di lavoro indicate dal segretario generale Nicola Galluà per i prossimi anni ci sono innovazione, rafforzamento delle competenze e maggiore integrazione tra imprese, istituzioni e territori.
Nel welfare la questione più urgente resta il personale
Il passaggio più concreto per molte famiglie e servizi locali riguarda la cooperazione sociale. Secondo quanto riferito dal presidente di Confcooperative Federsolidarietà FVG, Luca Sibilla, in regione mancano almeno 400 operatori socio-sanitari. Il deficit non interessa soltanto le strutture per anziani, ma anche centri diurni, assistenza domiciliare e servizi rivolti alle persone con disabilità.
Alla difficoltà nel reperire Oss si aggiunge quella degli educatori, con una carenza stimata in almeno 200 unità. Per un territorio come quello udinese, dove la rete dei servizi rappresenta un presidio essenziale, il tema assume un rilievo particolare perché incide direttamente sulla capacità di risposta a bisogni sociali sempre più complessi.
Sibilla ha inoltre richiamato il ruolo della cooperazione sociale nell’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate, sottolineando il valore pubblico di questi percorsi anche in termini di ritorno per la collettività.
Dalle filiere agricole alla cultura, i comparti che chiedono innovazione
Tra gli ambiti affrontati a Palazzo Florio c’è stato anche quello dell’agroalimentare e della pesca. Il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca FVG, Armando Spagnolo, ha ribadito la funzione delle cooperative nelle filiere regionali: raccolta dei prodotti dei soci, trasformazione, sbocco commerciale e continuità nella remunerazione degli agricoltori, soprattutto nelle fasi in cui i prezzi oscillano con maggiore forza.
Le criticità elencate riguardano le tensioni internazionali, l’andamento dei mercati, i costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico. In particolare, il comparto della pesca viene indicato come uno dei più esposti. Tra le priorità compaiono innovazione tecnologica e organizzativa, formazione manageriale, nuovi processi produttivi, aggregazioni tra cooperative e ricambio generazionale.
Un altro settore osservato con attenzione è quello di cultura, turismo e sport. Il presidente Federico Mansutti ha evidenziato una crescita significativa, con ricavi raddoppiati nell’arco di cinque anni e una previsione di superare nel 2026 i 60 milioni di euro aggregati. Restano però le fragilità già emerse negli anni della pandemia e la difficoltà nel reperire alcune figure professionali.
Il legame con l’Università di Udine come leva per il prossimo quadriennio
Essendo ospitato in città, l’incontro ha dato spazio anche a un nodo strategico per Udine: il rapporto tra cooperazione e ateneo. La professoressa D’Orlando ha indicato la necessità di costruire una relazione più strutturata tra Università di Udine e mondo cooperativo, basata non su un trasferimento unilaterale di saperi ma su uno scambio capace di valorizzare anche l’esperienza maturata sul campo dalle imprese.
Nel confronto è stato richiamato pure il progetto “Sistema Friuli”, pensato per mettere in connessione soggetti diversi del territorio, insieme al coinvolgimento delle cooperative nelle Officine dedicate a innovazione, sostenibilità, comunità, mobilità, digitalizzazione e resilienza territoriale.
Da parte di Confcooperative FVG è arrivata la disponibilità a trasformare questo dialogo in un percorso stabile. L’obiettivo dichiarato è accompagnare la crescita economica con una rete più forte tra competenze accademiche, imprese cooperative e bisogni reali delle comunità, un passaggio che per Udine può rappresentare uno dei terreni più concreti di sviluppo nei prossimi anni.