Udine, controlli ambientali in un ex stabilimento: sequestrati 170 metri cubi di scarti

Verifiche dei Carabinieri con il Centro Anticrimine Natura: una denuncia, multe per circa 19mila euro e patente sospesa all’amministratore.

07 ottobre 2026 09:38
Udine, controlli ambientali in un ex stabilimento: sequestrati 170 metri cubi di scarti -
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In un’area produttiva del territorio udinese dove l’attività era già stata spostata altrove, i controlli ambientali hanno fatto emergere una gestione irregolare di materiali di scarto e reflui. Il risultato dell’operazione è il sequestro di circa 170 metri cubi di rifiuti, tra pericolosi e non pericolosi, con una denuncia a carico del legale rappresentante dell’azienda.

L’intervento è stato svolto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Udine insieme al Centro Anticrimine Natura. Oltre al profilo penale, sono state contestate violazioni amministrative per un totale vicino ai 19mila euro.

Verifiche partite all’inizio dell’anno

Gli accertamenti risalgono allo scorso gennaio e hanno riguardato un impianto industriale che in passato era stato utilizzato per la produzione di vernici, pitture e inchiostri. La produzione, nel frattempo, era stata trasferita, ma all’interno del sito erano rimasti i materiali di scarto.

Dai sopralluoghi e dalle successive verifiche, i militari hanno ricostruito sia le modalità di deposito dei rifiuti sia il sistema di gestione delle acque provenienti dai piazzali esterni, concentrando l’attenzione su più aspetti della conduzione ambientale dell’area.

Rifiuti lasciati nel sito e non separati per tipologia

Secondo quanto emerso, gli scarti sarebbero rimasti nell’impianto per oltre un anno senza essere distinti in modo corretto per categorie omogenee. Da qui la contestazione di deposito incontrollato di rifiuti.

Per il rappresentante legale della società è quindi scattata la denuncia in stato di libertà. Tra gli addebiti contestati compare anche quello relativo allo scarico non autorizzato di acque reflue industriali.

Il nodo delle acque meteoriche dei piazzali

Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda le acque di dilavamento dei piazzali esterni. Gli accertamenti hanno rilevato che venivano convogliate senza il necessario trattamento depurativo.

L’azienda le aveva indicate come reflui domestici, ma le verifiche hanno invece evidenziato una contaminazione collegata al contatto con i rifiuti depositati all’aperto ed esposti agli agenti atmosferici. Un elemento che ha aggravato il quadro delle irregolarità riscontrate.

Multe, documentazione carente e patente sospesa

Le contestazioni non si fermano al sequestro e alla denuncia. I controlli hanno infatti portato anche a sanzioni amministrative per circa 19mila euro, legate a una serie di inadempienze nella parte documentale.

Fra le violazioni figurano registri di carico e scarico compilati in modo incompleto, l’assenza delle dichiarazioni MUD per gli ultimi due anni e la mancata trasmissione dei dati di autocontrollo previsti dall’Autorizzazione Unica Ambientale.

Proprio una delle irregolarità sui registri ha comportato per l’amministratore anche una conseguenza ulteriore: la sospensione della patente di guida per tre mesi. Dopo gli accertamenti, il gruppo proprietario dell’impresa ha avviato le procedure per classificare e smaltire i materiali rimasti nell’ex sito produttivo.

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