Udine, cresce l’uso di “Bene in mente”: il supporto online dell’ateneo supera 600 adesioni
All’Università di Udine aumenta l’interesse per il percorso gratuito dedicato al benessere psicologico degli studenti: già un centinaio ha completato tutti i moduli.
Non solo esami e scadenze: nella vita universitaria pesano anche affaticamento mentale, difficoltà di concentrazione e pressione legata allo studio. All’Università di Udine sono ormai più di 600 gli studenti che hanno scelto di utilizzare “Bene in mente”, il percorso digitale pensato per offrire strumenti pratici contro ansia e stress. Di questi, circa 100 hanno già portato a termine l’intero programma.
Il dato conferma un’attenzione crescente, anche in ambito locale, verso i servizi che affiancano la formazione accademica con un sostegno al benessere personale. Il progetto è accessibile senza costi agli iscritti dell’ateneo friulano ed è nato all’interno di Health Mode On, iniziativa nazionale sostenuta dal Ministero dell’università e della ricerca.
Alla base dell’adesione c’è un’esigenza concreta che riguarda molti giovani: trovare un equilibrio tra lezioni, studio, lavoro e vita quotidiana, evitando che il carico universitario diventi ingestibile. Il programma si rivolge proprio a chi cerca modalità semplici e utilizzabili subito per affrontare momenti di tensione o sovraccarico.
Un percorso pensato per i ritmi degli studenti
“Bene in mente” è organizzato in 15 moduli brevi, fruibili online in autonomia. La formula prevede video, podcast, esercizi guidati e materiali operativi, con un’impostazione costruita per adattarsi ai tempi reali di chi frequenta l’università e spesso deve incastrare più impegni nella stessa giornata.
Cristiano Crescentini, docente di Psicologia clinica e referente dei servizi di supporto psicologico dell’Università di Udine, evidenzia come uno degli aspetti centrali della piattaforma sia l’utilità immediata dei contenuti proposti. L’idea è mettere a disposizione strumenti applicabili nella quotidianità, non soltanto indicazioni teoriche.
Nel percorso confluiscono metodi psicologici validati scientificamente, tra cui Acceptance and Commitment Therapy, mindfulness, psicologia positiva e terapia focalizzata sulla compassione. L’obiettivo è aiutare gli studenti a sviluppare maggiore consapevolezza e a gestire meglio le difficoltà emotive legate al percorso di studi.
Le esperienze degli studenti e i primi riscontri
Tra chi ha seguito il programma ci sono Michele e Alessia, entrambi studenti dell’ateneo udinese. Michele racconta di aver trovato un aiuto concreto per organizzare meglio il tempo tra università e lavoro, con una maggiore capacità di non sentirsi schiacciato dagli impegni. Alessia sottolinea invece l’efficacia di esercizi, meditazioni e video, che le hanno consentito di affrontare con più lucidità stress e ansia, lavorando anche sulla fiducia in sé stessa.
Le testimonianze raccolte indicano quindi un apprezzamento non solo per i contenuti, ma anche per la facilità di utilizzo del percorso. Entrambi gli studenti spiegano che rifarebbero l’esperienza e la consiglierebbero ad altri colleghi, segno di un impatto percepito come concreto nella gestione della routine universitaria.
I risultati preliminari, che saranno resi noti prossimamente, mostrano una diminuzione dell’inflessibilità psicologica e una crescita della capacità di agire in modo coerente con i propri valori. Secondo i promotori si tratta di aspetti che incidono sul benessere generale della persona, oltre che sul percorso accademico.
Alina Zenarolla, psicologa e co-autrice del progetto, mette l’accento sul valore di queste competenze trasversali e sul ruolo che strumenti digitali di questo tipo possono avere come supporto accessibile e complementare ai servizi già presenti in università. Intanto “Bene in mente” ha ottenuto anche una prima attenzione in ambito europeo, con la candidatura come good practice nella Joint action Mentor – Mental health and wellbeing, dedicata alle soluzioni innovative per la salute mentale.