Udine entra nella disputa tra CMC Ravenna e CONPAT: nel dossier anche i lavori sul 9° Tronco

La società quantifica in oltre 3 milioni di euro i crediti contestati al consorzio. Tra le commesse richiamate figura anche la manutenzione affidata da Autostrade per l’Italia.

02 ottobre 2026 19:39
Udine entra nella disputa tra CMC Ravenna e CONPAT: nel dossier anche i lavori sul 9° Tronco -
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C’è anche un intervento che riguarda il territorio udinese nella contestazione economica aperta da CMC Ravenna nei confronti del Consorzio CONPAT S.c.a.r.l. Al centro della vicenda ci sono crediti che la società indica in più di 3 milioni di euro e che, secondo quanto reso noto, deriverebbero da fatture non saldate e da somme legate all’IVA non trasferite.

Per Prima Udine il punto di maggiore interesse è il richiamo ai lavori di manutenzione sul 9° Tronco di Udine, inseriti dalla società tra le commesse pubbliche coinvolte nel contenzioso. La presa di posizione di CMC colloca quindi anche un cantiere con riflessi sul nostro territorio dentro una partita più ampia che interessa opere distribuite in varie aree del Paese.

Il riferimento al cantiere udinese

Nell’elenco diffuso dall’azienda compaiono infatti gli interventi affidati da Autostrade per l’Italia S.p.A. lungo il 9° Tronco di Udine. Assieme a questi vengono richiamate altre opere pubbliche, ma per il Friuli il dato rilevante è proprio la presenza di una commessa locale tra quelle su cui CMC sostiene di vantare importi già maturati.

La società afferma che una parte dei crediti sarebbe collegata a lavori già eseguiti, con stati di avanzamento e certificazioni di pagamento già emessi oppure autorizzati. In alcuni casi, sempre secondo la ricostruzione fornita da CMC, le stazioni appaltanti avrebbero già versato gli importi a CONPAT, senza che queste somme siano poi arrivate all’impresa esecutrice.

Che cosa contesta CMC Ravenna

La contestazione riguarda non solo il saldo delle fatture, ma anche quote IVA che la società ritiene dovute. CMC sostiene inoltre che, per una parte di queste poste, il consorzio avrebbe già ottenuto i relativi rimborsi, elemento che viene indicato come ulteriore punto del confronto aperto tra le parti.

Nel documento diffuso oggi, 2 ottobre 2026, l’azienda respinge anche l’idea che eventuali rallentamenti o difficoltà operative nei cantieri possano esserle imputati. La tesi sostenuta è che le criticità nascerebbero invece dalla mancata disponibilità delle risorse economiche attese.

Le altre opere finite nella contestazione

Accanto al cantiere del tronco udinese, CMC richiama commesse assegnate da ANAS S.p.A. per la messa in sicurezza della Potenza-Melfi e per la variante alla S.S. 1 Aurelia, terzo lotto, nell’ambito dell’Hub di La Spezia. Nell’elenco compare anche la nuova sede succursale del liceo Russell di Cles, in Trentino.

La società cita inoltre l’intervento di rigenerazione urbana della periferia est del Comune di Mantova, indicato come Mantova HUB, e la pista ciclopedonale del Comune di Imperia. Il quadro, quindi, non riguarda un singolo appalto ma una serie di lavori pubblici distribuiti su più territori.

I rapporti con i committenti

CMC precisa che l’iniziativa è indirizzata esclusivamente verso CONPAT e non verso le stazioni appaltanti. Nella sua comunicazione, la società sottolinea di voler mantenere la collaborazione con gli enti committenti per limitare possibili ricadute operative sui lavori in corso.

Secondo l’azienda, trattenere somme maturate per attività già svolte produrrebbe effetti non solo sull’impresa, ma anche sull’intera filiera coinvolta, dai lavoratori ai fornitori fino ai subappaltatori. Per il territorio udinese resta quindi da seguire l’evoluzione della vicenda, visto che tra le opere richiamate compare anche il 9° Tronco.

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