Udine, il nodo caregiver torna in agenda: Capozzi chiede più aiuti stabili per le famiglie

Dopo il confronto pubblico ospitato in città, la consigliera regionale M5S sollecita più risorse, servizi continuativi e supporto psicologico.

03 ottobre 2026 14:50
Udine, il nodo caregiver torna in agenda: Capozzi chiede più aiuti stabili per le famiglie -
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A Udine il confronto sui caregiver familiari riporta sotto i riflettori una questione che tocca molte famiglie del territorio: chi assiste ogni giorno un parente fragile chiede di non essere lasciato solo, né sul piano economico né su quello umano.

Dopo l’incontro pubblico del 2 ottobre 2026 dedicato al ruolo dei caregiver, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi ha rilanciato la necessità di un intervento più forte da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Al centro, la richiesta di fondi aggiuntivi e di una rete di sostegno più strutturata.

Il peso dell’assistenza dentro le case

Il tema riguarda migliaia di persone che, spesso in silenzio, si fanno carico dell’assistenza a un familiare o a una persona cara. Un impegno quotidiano che finisce per incidere su lavoro, tempi personali ed equilibrio psicologico, soprattutto quando manca un sistema di supporto costante.

Secondo Capozzi, il problema non può essere affrontato soltanto con misure episodiche. La consigliera collega infatti la questione ai cambiamenti demografici che interessano anche il Friuli Venezia Giulia: popolazione che invecchia, più cronicità e bisogni assistenziali sempre più diffusi nelle famiglie.

La richiesta alla Regione sui contributi

Uno dei punti più critici, secondo l’esponente pentastellata, riguarda il fondo destinato al sostegno del ruolo di cura del caregiver familiare. Le risorse di provenienza statale, a suo giudizio, non sono sufficienti a coprire tutte le domande accolte.

Da qui la sollecitazione a un’integrazione regionale, con l’obiettivo di evitare che persone riconosciute come aventi diritto restino senza contributo per assenza di copertura economica. Capozzi contesta in particolare il meccanismo che porta ad ammettere le richieste senza poi garantire il sostegno previsto alle famiglie.

L’incontro ospitato a Udine

L’appuntamento organizzato in città aveva come titolo “Ruolo dei caregiver familiari - Legislazione e testimonianze di vita” ed è stato introdotto e coordinato dalla stessa Capozzi. Al tavolo del confronto sono intervenuti Giancarlo Selmi, autore del libro “In attesa del sole è venuto giù il cielo”, e Maria Donata Messina, referente per il Friuli Venezia Giulia di Caregiver familiari uniti.

In collegamento da remoto ha partecipato anche Cristian Casilli, vicepresidente della Regione Puglia e assessore a Welfare, Sport e Politiche sociali. L’iniziativa ha unito l’aspetto normativo alle esperienze dirette, riportando l’attenzione sulle difficoltà concrete vissute da chi assiste un congiunto in condizioni complesse.

Non solo denaro: servizi e sostegno psicologico

Nella posizione espressa dalla consigliera regionale, il contributo economico rappresenta solo una parte della risposta necessaria. Il punto, sostiene, è costruire una rete fatta di assistenza, ascolto e servizi continuativi, capace di accompagnare davvero i caregiver nel tempo.

Tra le richieste avanzate c’è anche quella di rafforzare il supporto psicologico, considerato essenziale per chi affronta carichi di cura prolungati e spesso pesanti. Il messaggio uscito dal confronto di Udine è netto: senza un sostegno più stabile, il peso dell’assistenza continuerà a ricadere quasi interamente sulle famiglie.

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