Udine, maxi intervento al Santa Maria: asportata dal torace una rara massa di 4 chili

Percorso combinato tra ospedale di Udine e CRO di Aviano per un caso ad altissima complessità, con chirurgia toracica e radioterapia di precisione.

14 maggio 2026 14:34
Udine, maxi intervento al Santa Maria: asportata dal torace una rara massa di 4 chili -
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Un’operazione fuori dall’ordinario, costruita passo dopo passo tra Udine e Aviano, ha permesso di rimuovere dal torace di un paziente una neoplasia rara dal peso di circa 4 chili. Il risultato è stato ottenuto al Santa Maria della Misericordia, dove la chirurgia toracica di ASUFC ha affrontato un caso reso particolarmente delicato dalla sede della massa e dalle condizioni respiratorie dell’uomo.

A guidare l’intervento è stato il professor Andrea Zuin, direttore della Chirurgia toracica di ASUFC, con la propria équipe. La presa in carico, però, non si è limitata alla sala operatoria: per arrivare all’asportazione è stato necessario un percorso clinico articolato, basato sull’integrazione di competenze diverse e su una pianificazione molto accurata.

Un caso che conferma il ruolo del polo udinese

Per la sanità udinese si tratta di un episodio che mette in evidenza la capacità di affrontare procedure ad altissima complessità. La massa occupava una porzione importante della cavità toracica e interferiva in modo pesante con la respirazione del paziente, rendendo indispensabile un trattamento su misura.

La difficoltà non dipendeva soltanto dalle dimensioni eccezionali della neoplasia. Il tumore si trovava infatti a ridosso di strutture anatomiche cruciali, con spazi di manovra ridotti e con la necessità di bilanciare con precisione rischi operatori e benefici terapeutici.

Prima della chirurgia, il passaggio al CRO di Aviano

Prima dell’operazione il paziente è stato seguito dal dottor Federico Navarria, referente per sarcomi e tumori rari dell’Oncologia radioterapica del CRO di Aviano, diretta dal dottor Maurizio Mascarin. In questa fase è stato impostato un trattamento radioterapico preparatorio, pensato per colpire la massa e favorire il successivo intervento.

È stata utilizzata la tecnica avanzata VMAT-IGRT, effettuata con il nuovo acceleratore lineare ad alta precisione entrato in funzione da gennaio 2025 nel centro avianese. La tecnologia ha consentito di concentrare la terapia con grande accuratezza, limitando il più possibile l’esposizione degli organi sani vicini.

Un aspetto decisivo in questo caso, perché il sistema ha permesso di contenere in modo significativo la dose diretta al cuore e soprattutto al polmone destro. L’altro polmone era già compromesso dalla malattia, elemento che ha reso ancora più delicata tutta la fase preparatoria.

Monitoraggio continuo per condizioni cliniche fragili

Le condizioni del paziente imponevano prudenza in ogni passaggio. L’enorme massa toracica causava serie difficoltà respiratorie e, proprio per questo, durante il trattamento radioterapico è stato necessario un controllo costante, accompagnato da terapie di supporto calibrate sulle sue necessità.

In situazioni di questo tipo non esiste un percorso standard. Ogni scelta viene modulata in base alla risposta clinica della persona e all’obiettivo finale, cioè arrivare all’intervento nelle condizioni più favorevoli possibili nonostante un quadro già fortemente compromesso.

In sala operatoria un lavoro di alta precisione

L’intervento si è svolto nel gruppo operatorio cardio-toracico del presidio udinese. Durante la procedura, la massa tumorale è stata progressivamente separata dal polmone sinistro, dal cuore, dal diaframma e dalla parete toracica, in un contesto chirurgico che richiedeva massima accuratezza e tempi decisionali rapidi.

Accanto ai chirurghi toracici hanno lavorato il team anestesiologico, il personale infermieristico e la componente cardiochirurgica, presente in sala per ogni eventualità. Nei casi in cui possano essere coinvolte strutture cardiovascolari, infatti, può diventare necessario ricorrere anche all’assistenza circolatoria extracorporea, con il supporto degli specialisti dedicati e dei tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare.

Tumori rari, perché servono centri specializzati

I sarcomi dei tessuti molli sono neoplasie poco frequenti e rappresentano circa l’1 per cento di tutti i tumori. Possono comparire in diversi distretti del corpo e, proprio per la loro rarità, richiedono esperienza specifica, tecnologie adeguate e una collaborazione stretta tra discipline differenti.

In Italia si stimano ogni anno circa 2.300 nuovi casi. Numeri contenuti rispetto ad altre patologie oncologiche, ma sufficienti a spiegare perché la gestione debba essere concentrata in strutture abituate a trattare quadri complessi e non ordinari.

Il caso seguito tra Udine e Aviano va in questa direzione: un percorso personalizzato, costruito attorno al paziente, che conferma il valore della rete oncologica regionale e la centralità del Santa Maria della Misericordia quando si tratta di affrontare interventi chirurgici di frontiera.

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