A Udine fa tappa “Balkan Tour”: musica e parole per raccontare il confine orientale
Mercoledì 29 aprile alle 20.45 nella chiesa di S. Maria Assunta un nuovo appuntamento a ingresso libero con Angelo Floramo e l’Orchestra Tita Marzuttini.
Udine si prepara ad accogliere una nuova serata di Balkan Tour, il progetto che intreccia racconto storico e musica per esplorare il legame tra Friuli e area balcanica. L’appuntamento è fissato per mercoledì 29 aprile alle 20.45 nella chiesa di S. Maria Assunta, in viale Cadore, con ingresso libero.
Dopo la recente tappa di San Daniele del Friuli, il percorso prosegue quindi nel capoluogo friulano e il giorno precedente farà sosta anche a Pordenone, all’ex convento di S. Francesco di via della Motta, sempre allo stesso orario. Il format mantiene la sua impostazione originale, costruita come un viaggio tra culture, memorie e sonorità che attraversano l’Est Europa e tornano a dialogare con il nostro territorio.
Lo spettacolo è ideato e diretto artisticamente da Andrea Miola ed è prodotto dall’Orchestra a plettro Tita Marzuttini di Udine, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Al centro della scena ci saranno la voce narrante dello storico e scrittore Angelo Floramo e l’ensemble guidato dal maestro Luca Zuliani.
Un progetto che mette il Friuli al centro del dialogo con l’Est
L’idea da cui nasce Balkan Tour è quella di leggere il Friuli come terra di passaggio, incontro e scambio. In questa chiave, il confine non viene presentato come una linea che separa, ma come uno spazio capace di mettere in relazione storie, identità e tradizioni diverse.
Andrea Miola spiega infatti che il progetto prende avvio dal desiderio di raccontare il Friuli come una porta aperta verso Oriente, da cui partire per addentrarsi nel mondo sloveno, bosniaco e serbo, fino a ritrovare un legame anche con le radici locali. L’intenzione è quella di costruire un percorso culturale prima ancora che un semplice concerto.
Per il pubblico udinese, la serata si annuncia quindi come un’occasione per rileggere il territorio dentro una prospettiva più ampia, dove la vicinanza geografica con i Balcani diventa anche vicinanza storica e umana.
Tra repertorio popolare, memoria e nuove voci
Il programma musicale attraversa danze, canti e melodie popolari balcaniche e friulane, accostandole a pagine di musica antica del Seicento. La struttura dello spettacolo alterna così momenti sonori e passaggi narrativi, con l’obiettivo di dare profondità al racconto e accompagnare lo spettatore lungo un itinerario fatto di richiami culturali e storici.
Non mancano riferimenti a vicende che hanno segnato in modo forte la memoria collettiva europea. Tra i temi evocati ci sono l’esodo istriano, da cui nasce anche un omaggio alla canzone di Sergio Endrigo, e il ricordo delle donne di Srebrenica, richiamate come simbolo di dignità e resistenza dopo una delle tragedie più dolorose del continente negli ultimi decenni.
Nelle nuove tappe del tour trovano spazio anche due giovani interpreti. Per la data di Udine è prevista la partecipazione della cantante bosniaca Danka Ilić, mentre a Pordenone sarà protagonista la friulana Margherita Zuccato. Una scelta che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole offrire un’opportunità artistica a voci emergenti e rafforzare il dialogo culturale che sostiene l’intero progetto.
Una serata a ingresso libero nel capoluogo friulano
L’appuntamento udinese del 29 aprile si inserisce dunque in un percorso che punta a unire emozione, ascolto e consapevolezza. La formula scelta da Balkan Tour mette insieme intrattenimento e riflessione, usando musica e narrazione come strumenti per avvicinare il pubblico a pagine di storia, identità e memoria condivisa.
Per la città sarà un’occasione per assistere gratuitamente a uno spettacolo che parla di confini, ma soprattutto di relazioni tra popoli e culture. Un tema che a Udine, per posizione e storia, conserva un significato particolare e continua a interrogare il presente attraverso l’arte.