Udine porta il Friuli Venezia Giulia nella rete nazionale dei Distretti del Cibo

La realtà nata nel capoluogo è la prima della regione a entrare nel registro ministeriale: coinvolge 19 Comuni, enti, università e imprese agricole.

05 agosto 2026 14:50
Udine porta il Friuli Venezia Giulia nella rete nazionale dei Distretti del Cibo -
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Per l’agroalimentare udinese si apre una fase nuova: il Distretto del Cibo di Udine è stato inserito nel registro nazionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. È un risultato che dà al territorio un ruolo apripista, perché si tratta del primo riconoscimento di questo tipo ottenuto in Friuli Venezia Giulia.

L’iscrizione arriva dopo il passaggio regionale concluso a giugno e rende ora pienamente operativo il percorso avviato nei mesi scorsi. Per la rete costruita attorno a Udine significa poter accedere agli strumenti previsti per i distretti del cibo, comprese opportunità di sostegno economico a livello ministeriale ed europeo.

Una rete che parte da Udine e coinvolge 19 Comuni

Il progetto è stato promosso dal Comune di Udine e ha preso forma come alleanza territoriale tra amministrazioni, mondo produttivo, università e rappresentanze del settore. L’obiettivo è consolidare le filiere locali e creare iniziative condivise su innovazione, sostenibilità e mercato di prossimità.

Oltre al capoluogo, fanno parte del distretto Basiliano, Buttrio, Campoformido, Codroipo, Cividale del Friuli, Mariano del Friuli, Mereto di Tomba, Mortegliano, Pasian di Prato, Povoletto, Pradamano, Reana del Rojale, Remanzacco, Pozzuolo del Friuli, Ruda, Stregna, Talmassons e Tavagnacco.

Alla rete aderiscono anche la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, l’Università degli Studi di Udine, Udine Mercati, la Federazione provinciale Coldiretti Udine, Confagricoltura Udine, Confcooperative Alpe Adria e il Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Sono già presenti inoltre 13 aziende agricole del territorio.

Cosa comporta il via libera ministeriale

Il riconoscimento nazionale non ha solo un valore formale. Inserisce infatti il sistema udinese nella rete italiana dei distretti del cibo e offre una cornice più solida per presentare investimenti e progetti che, per molte singole imprese, sarebbero più difficili da sostenere in autonomia.

Il percorso era partito a dicembre con la nascita dell’associazione e si è chiuso in pochi mesi con due passaggi decisivi: prima il riconoscimento da parte della Regione, poi l’ingresso nell’elenco del ministero. Da qui in avanti il distretto potrà muoversi su basi operative più definite.

Distretto del Cibo di Udine nel registro nazionale: primo in Friuli Venezia Giulia

Secondo il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Alessandro Venanzi, si conclude adesso la fase amministrativa e si entra in quella delle iniziative concrete. Il riferimento, ha spiegato, è a un comparto che ha un peso centrale nell’economia friulana e che può trovare in Udine un punto di coordinamento tra istituzioni, imprese, università e categorie economiche.

Il significato per il Friuli Venezia Giulia

Con l’ingresso del distretto udinese, il Friuli Venezia Giulia compare per la prima volta nella mappa nazionale aggiornata al 21 luglio. Nell’elenco del ministero risultano complessivamente 249 realtà riconosciute, con una presenza più ampia in regioni come Toscana, Calabria, Sardegna, Campania e Lombardia.

Per questo il risultato ottenuto a Udine ha anche un valore regionale: colma un’assenza e inserisce il sistema agroalimentare friulano in una rete già strutturata nel resto del Paese. Il presidente del Distretto del Cibo di Udine, Cristiano Shaurli, ha evidenziato come il progetto non ruoti attorno a un solo prodotto simbolo, ma a un insieme territoriale più ampio, pensato per mettere in relazione istituzioni, imprese e ricerca.

La presentazione ufficiale del riconoscimento si è tenuta a Udine alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari Stefano Zannier, del vicesindaco Alessandro Venanzi e dello stesso Shaurli. Il passaggio formale è completato: ora la partita si sposta sulla capacità del distretto di trasformare questa rete in interventi concreti per il territorio.

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