Udine porta l’archeologia nel Mediterraneo: sette missioni all’estero ottengono il sostegno del Maeci

Riconosciuti e cofinanziati tutti i progetti dell’Università di Udine tra Iraq, Libano, Giordania e Grecia: 84 mila euro per scavi, ricerca e tutela.

A cura di Web Team Web Team
02 novembre 2026 11:13
Udine porta l’archeologia nel Mediterraneo: sette missioni all’estero ottengono il sostegno del Maeci -
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Sette progetti presentati, sette approvati. Per l’Università di Udine arriva un risultato pieno sul fronte dell’archeologia internazionale: il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha assegnato 84 mila euro di cofinanziamento a tutte le missioni candidate dall’ateneo friulano.

Per la realtà universitaria udinese il dato ha un peso particolare anche in chiave territoriale: tra gli atenei del Nord-Est, quello friulano è il primo per numero di missioni sostenute dalla Farnesina. Un segnale che rafforza il profilo scientifico costruito negli anni dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale.

Le attività si distribuiscono tra Grecia, Libano, Giordania e Iraq e coprono periodi storici molto diversi, dalle fasi più antiche della preistoria fino all’età islamica e ottomana. Accanto agli scavi trovano spazio ricognizioni, documentazione dei siti, studio dei materiali e impiego di strumenti digitali, insieme alla formazione di giovani ricercatori e al lavoro condiviso con istituzioni e autorità locali.

Un riconoscimento che parte da Udine

La direttrice del Dipartimento, Linda Borean, legge l’esito come la conferma di un impegno consolidato fuori dai confini nazionali. Sottolinea infatti come l’approvazione di tutti i progetti premi una presenza scientifica costruita nel tempo e la capacità di un ateneo radicato nel proprio territorio di sviluppare relazioni accademiche e istituzionali di respiro internazionale.

Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine
Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine

Anche Matteo Cadario, delegato alla ricerca del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, evidenzia il valore complessivo del traguardo: le missioni, osserva, mostrano una ricerca che dal Friuli si estende verso alcuni dei principali snodi storici del Mediterraneo e del Vicino Oriente. Il cofinanziamento ottenuto da tutti i progetti viene indicato come un riconoscimento della qualità scientifica delle singole iniziative e, insieme, della capacità competitiva dell’ateneo a livello internazionale.

Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine
Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine

Il fronte più ampio è in Iraq

La presenza più consistente dell’Università di Udine si concentra in Iraq, dove sono attivi cinque progetti. Nel Kurdistan iracheno il Land of Nineveh Archaeological Project, diretto da Daniele Morandi Bonacossi, ha esplorato dal 2012 un’area di circa 3.000 chilometri quadrati attorno all’antica Ninive, individuando oltre 1.200 siti archeologici. Il lavoro è ora orientato anche alla nascita di un grande parco archeologico dedicato alla protezione del sistema di canali e dei rilievi rupestri fatti realizzare da Sennacherib nel VII secolo avanti Cristo.

Nella piana di Navkur, nei siti di Asingeran e Kanispan, l’Asingeran Excavation Project guidato da Marco Iamoni studia invece l’evoluzione delle prime comunità agricole, con particolare attenzione alla comparsa di forme di complessità sociale e disuguaglianza. La missione è attiva dal 2018.

Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine
Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine

Tra i progetti più recenti c’è poi il Nimrud Lower Town Archaeological Project, avviato nel 2025 nei pressi di Mossul. L’obiettivo, ancora sotto la direzione di Morandi Bonacossi, è ricostruire l’assetto urbano della città bassa di Nimrud, sito Unesco e antica capitale dell’impero assiro, analizzandone viabilità, fortificazioni, quartieri abitativi e spazi pubblici.

A Samarra, altra città irachena iscritta nella lista del patrimonio mondiale, Valentina Vezzoli coordina attività di documentazione, tutela e valorizzazione dell’antica capitale del califfato abbaside. Sempre Vezzoli dirige dal 2023 il progetto di Bazhera, nel Kurdistan iracheno, dove le ricerche si concentrano sui resti di un caravanserraglio e sulla storia dell’insediamento in epoca islamica.

Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine
Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine

Dal Levante alla Grecia, una rete di ricerche che continua

In Libano settentrionale il progetto Palis, affidato a Marco Iamoni insieme a May Haider dell’Università Libanese di Tripoli, ricostruisce l’occupazione dell’area di Koura lungo un arco temporale molto esteso, dalle epoche più antiche fino al periodo ottomano. In Giordania, invece, la missione a Gerasa diretta da Antonio Dell’Acqua studia il Ninfeo monumentale della città e le trasformazioni che lo hanno interessato dall’età romana fino alla conquista abbaside dell’VIII secolo, in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità giordano.

Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine
Archeologia internazionale, finanziate tutte le 7 missioni dell’Università di Udine

Completa il quadro la Grecia, dove l’Università di Udine partecipa dal 2010 agli scavi alla Trapezà di Eghion, in Acaia, nel Peloponneso occidentale. Qui il lavoro riguarda il patrimonio protostorico dell’area della polis di Rhypes, dalla necropoli micenea all’insediamento sviluppatosi tra la media età del Bronzo e la prima età del Ferro.

Dal 2025 la missione, diretta da Elisabetta Borgna, si concentra sullo studio dei materiali e dei contesti pre-protostorici nell’ambito di una convenzione con la Scuola archeologica italiana di Atene. Per Udine, il finanziamento a tutte le missioni conferma così una proiezione internazionale che parte dal Friuli ma continua a misurarsi su alcuni dei siti più rilevanti del Mediterraneo e del Vicino Oriente.

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