Udine riscopre il Novecento del tessile: al Museo Etnografico una giornata dedicata a quattro protagoniste
Sabato 30 maggio a Palazzo Giacomelli un appuntamento di studio mette al centro figure femminili che hanno inciso tra arte, sartoria, ricerca e impresa
Un pezzo importante della storia creativa udinese e friulana torna al centro dell’attenzione sabato 30 maggio 2026, quando il Museo Etnografico del Friuli ospiterà una giornata di approfondimento dedicata a quattro donne che hanno lasciato un segno nel mondo del tessile e della moda del Novecento.
L’iniziativa, promossa dal CIRT – Centro Internazionale di Ricerca Tessile APS di Villa Santina, si svolgerà nel Salone del piano nobile di Palazzo Giacomelli, in via Grazzano 1. Il titolo scelto per l’incontro è “Protagoniste del tessile e della moda del Novecento”.
Il taglio dell’appuntamento guarda da vicino al patrimonio culturale del territorio, ma allarga lo sguardo anche a esperienze che hanno dialogato con il panorama italiano ed europeo. Al centro ci sono i percorsi di Anita Tosoni Pittoni, Elda Pavan Cecchele, Gina Morandini e Lina Di Dominissini, lette attraverso il loro contributo artistico, artigianale e imprenditoriale.
Un programma che parla anche a Udine
I lavori inizieranno alle 9.30 e proseguiranno fino alle 12.30, per poi riprendere nel pomeriggio dalle 13.30 alle 15.30. L’ingresso è previsto da via Grazzano 1, sede del museo cittadino che accoglierà l’intera giornata di studio.
Per Udine l’appuntamento assume un significato particolare, perché intreccia storie personali e professionali che hanno avuto ricadute dirette sulla vita culturale locale, sulla formazione artistica e sul valore riconosciuto al saper fare tessile come linguaggio contemporaneo oltre che tradizione.
Due figure legate in modo diretto alla città
Tra i nomi in programma spicca quello di Gina Morandini, nata a San Giorgio di Nogaro nel 1931 e scomparsa a Udine nel 2021. A presentarla sarà la professoressa Annamaria Poggioli, presidente di Le Arti Tessile aps di Maniago. Il suo percorso viene ricordato come quello di una docente innovativa, ricercatrice e Fiber Artista capace di diventare un riferimento ben oltre i confini regionali.
Dopo il diploma all’Istituto Tecnico Femminile Bianchini di Udine, nei primi anni Cinquanta aprì in città un laboratorio di tessitura a mano, dove progettava tessuti per arredo e abbigliamento con un’impronta originale. Nel 1960 iniziò anche l’esperienza di insegnamento alla Sezione Arte del Tessuto, Tappeto e Arazzo della Scuola d’Arte, oggi Liceo Artistico “Giovanni Sello”.
Negli anni successivi si avvicinò alla Fiber Art, lavorando su materiali e forme espressive nuove. A lei vengono inoltre ricondotte la nascita dell’Associazione Le Arti Tessili nel 1987 e l’istituzione del Premio Valcellina Concorso Internazionale di Arte Tessile Contemporanea destinato agli under 35.
L’altra figura che parla in modo diretto alla città è quella di Lina Di Dominissini, che sarà illustrata dalla dottoressa Lucrezia Armano, presidente del DARS di Udine. Nata a Udine, si formò nell’atelier di famiglia di via Codroipo, conosciuto con il cognome materno Dominissini.
Nel profilo tracciato per la giornata emerge il passaggio di testimone dalla madre, tra le sarte più note in città a partire dagli anni Cinquanta, fino alla guida dell’attività assunta da Lina nel 1980. Le sue creazioni arrivarono sulle passerelle del Friuli, ma anche a Roma, Milano e all’estero, da Budapest a Rio de Janeiro, fino a New York e al Canada. Accanto alla sartoria, portò avanti attività formative nelle scuole e un impegno nella rappresentanza dell’artigianato.
Le altre protagoniste del confronto
La giornata riserverà spazio anche ad Anita Tosoni Pittoni, affidata all’intervento della storica dell’arte Rossella Cuffaro. Triestina, nata nel 1901 e morta nel 1982, fu artista, artigiana e promotrice culturale. Il suo lavoro trasformò tecniche tradizionalmente associate all’ambito domestico in strumenti di ricerca moderna, con esiti che la portarono a esporre in sedi di rilievo in Italia e fuori dal Paese.
Tra gli anni Venti e Trenta insegnò al Laboratorio Artigiano Triestino e aprì nella propria casa uno studio dedicato all’arte decorativa e alla moda. Realizzò arazzi, tappeti, pannelli, costumi teatrali e accessori, collaborando anche con architetti razionalisti. In una fase successiva si dedicò all’editoria con Le edizioni dello Zibaldone.
A Elda Pavan Cecchele sarà invece dedicato l’intervento della dottoressa Chiara Squarcina, direttrice scientifica MuVe Venezia. Nata nel 1915 a San Martino di Lupari e morta nel 1998 a Cittadella, sviluppò un percorso originale nell’artigianato tessile veneto del Novecento, lavorando con telai manuali e sperimentando materiali inconsueti.
La sua attività la portò a confrontarsi con moda, arredamento e arti decorative, con esposizioni in varie città e collaborazioni con nomi importanti del design e dello stile italiano, tra cui Roberta di Camerino e Salvatore Ferragamo. Nel 1965 registrò il marchio “Cecchele” e dieci anni più tardi ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
Un’occasione per rileggere il ruolo delle donne nel tessile
L’incontro udinese propone quindi una rilettura ampia del Novecento attraverso biografie che uniscono invenzione, competenza tecnica, insegnamento e impresa. Non solo moda, dunque, ma anche identità culturale, trasmissione dei saperi e capacità di innovare partendo da pratiche artigiane.
Per il pubblico cittadino sarà un’opportunità per avvicinarsi a vicende poco note o da riscoprire, dentro uno spazio museale che conserva e racconta la memoria del territorio. L’appuntamento è al Museo Etnografico del Friuli, sabato 30 maggio, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30.