Udine porta sei giovani talenti della cybersicurezza alla finale di CyberChallenge.IT

Dalla selezione locale dell’Università di Udine emergono i nomi dei vincitori e della squadra che a luglio rappresenterà la città a Salerno.

10 giugno 2026 15:20
Udine porta sei giovani talenti della cybersicurezza alla finale di CyberChallenge.IT -
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Non è soltanto una premiazione universitaria: per Udine è anche la conferma di una filiera locale che continua a far crescere competenze molto richieste, dalla scuola superiore fino ai corsi accademici più avanzati. La fase udinese di CyberChallenge.IT ha indicato i tre migliori classificati e, insieme, il gruppo che a luglio difenderà i colori della città nella finale nazionale di Salerno.

Al vertice della gara locale si sono piazzati Francesco Viciguerra e Michele Ongaro, entrambi studenti di Informatica all’Università di Udine, insieme a Tommaso Sbrugnera dell’Isis Malignani. Accanto a loro sono stati scelti per la squadra anche Francesco Graziano, Marco Del Pio Luogo e Lorenzo Bonotto. La riserva sarà Xhulia Palaj.

La composizione del team racconta bene il profilo della cybersicurezza oggi: un ambito che mette insieme informatica, matematica, intelligenza artificiale e formazione tecnica, con percorsi diversi che convergono su una stessa specializzazione.

Una selezione che coinvolge università e scuole

L’edizione udinese della competizione ha coinvolto 57 studenti. La maggioranza, 43 partecipanti, proveniva dall’Ateneo friulano; altri 14 arrivavano dalle scuole superiori. Un dato che segnala quanto il tema della protezione digitale stia attirando interesse anche prima dell’ingresso all’università.

In Friuli Venezia Giulia il progetto viene curato dal 2020 dall’Università di Udine attraverso il Laboratorio di Cybersecurity del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. La formula unisce allenamento pratico e preparazione teorica, con un approccio che usa la sfida come strumento didattico, senza ridurre tutto a una semplice gara.

Che cosa si studia in CyberChallenge.IT

Il percorso affronta alcuni dei temi centrali della sicurezza informatica: crittografia, malware analysis, open source intelligence e sicurezza delle applicazioni web. L’obiettivo non è formare figure improvvisate, ma giovani in grado di riconoscere vulnerabilità e contribuire a rafforzare sistemi e reti con metodo e responsabilità.

La figura dell’hacker etico, infatti, riguarda professionisti che mettono le proprie competenze al servizio della difesa digitale. Un profilo sempre più richiesto da aziende, enti pubblici e infrastrutture che lavorano ogni giorno con dati, piattaforme e processi connessi.

La cerimonia a Palazzo Antonini

La consegna dei riconoscimenti si è svolta a Palazzo Antonini, sede dell’Università di Udine. Erano presenti il rettore Angelo Montanari, il direttore del Dipartimento Alberto Marcone, il coordinatore locale Marino Miculan e Gian Luca Foresti, direttore del master in Intelligence and emerging technologies.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti delle realtà che sostengono l’iniziativa, Paolo Canzian e Stefano Martinis di Danieli Automation, insieme a Matteo Tiussi e Francesco Maria Crosato di Karmasec. Un passaggio che mette in evidenza il rapporto stretto tra formazione specialistica e domanda di competenze dal mondo produttivo.

Le parole dell’Ateneo e il lavoro costruito negli anni

Il rettore Angelo Montanari ha rimarcato il valore di un progetto capace di far crescere competenze in un settore ormai decisivo. Ha ricordato anche l’esperienza dei MadrHacks, la squadra di hacking etico nata all’Università di Udine durante l’edizione 2020 della competizione e poi affermatasi anche in contesti internazionali.

Montanari ha richiamato inoltre il percorso formativo sviluppato dall’Ateneo nel campo della sicurezza informatica, compreso il corso di laurea magistrale internazionale e interateneo in Artificial intelligence & cybersecurity realizzato con l’Università di Klagenfurt.

Anche Alberto Marcone ha sottolineato come i risultati ottenuti confermino la presenza, a Udine, di un terreno favorevole per i talenti dell’informatica e della matematica. L’offerta comprende, oltre ai corsi magistrali, anche il dottorato di interesse nazionale in Cybersicurezza, di cui il dipartimento udinese è tra le sedi fondatrici.

La rete locale che prepara la finale di Salerno

Secondo Marino Miculan, coordinatore locale di CyberChallenge.IT e responsabile del nodo udinese del Cybersecurity National Lab, i risultati arrivano da un lavoro avviato nel 2019 e consolidato nel tempo. Attorno a questo percorso è cresciuta una comunità che riunisce studenti delle superiori, universitari ed ex allievi già entrati nel settore.

Su scala nazionale, CyberChallenge.IT è rivolta ai giovani tra i 16 e i 24 anni. L’edizione 2026 ha raccolto oltre 3000 candidature in 40 sedi; dopo la selezione, ogni sede ha formato il proprio gruppo di allievi, per un totale di circa 750 partecipanti. Il programma, giunto alla decima edizione, è organizzato dal Cybersecurity National Lab del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e il patrocinio del Garante per la protezione dei dati personali.

Per Udine, però, il dato più immediato è quello che guarda avanti: sei studenti e una riserva pronti a rappresentare la città nella finale nazionale. In un territorio che punta su formazione tecnica, ricerca e innovazione, la cybersicurezza si conferma sempre meno materia di nicchia e sempre più competenza strategica per il futuro prossimo.

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