Latisana investe sulla scuola tecnica: all’Isis Mattei apre un polo per automazione e digitale

Nuovi laboratori e un’aula immersiva all’istituto di Latisana: intervento da circa 256 mila euro per rafforzare la formazione legata alle professioni tecnologiche.

23 maggio 2026 19:03
Latisana investe sulla scuola tecnica: all’Isis Mattei apre un polo per automazione e digitale -
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Un nuovo tassello per la formazione tecnica nel territorio udinese arriva da Latisana, dove l’Isis “E. Mattei” ha presentato il nuovo campus laboratoriale “Back to the Future Lab”, pensato per ampliare gli spazi dedicati alle competenze digitali e all’innovazione applicata.

L’intervento punta a rafforzare un indirizzo sempre più strategico anche per il tessuto produttivo locale: preparare studenti capaci di muoversi tra automazione, programmazione, domotica e sistemi intelligenti, con una didattica più vicina alle richieste del lavoro contemporaneo.

Alla presentazione hanno partecipato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, la dirigente scolastica Angela Napolitano, i rappresentanti di Confindustria e Confartigianato, oltre ai sindaci di Latisana e Lignano, Lanfranco Sette e Laura Giorgi. A illustrare nel dettaglio il progetto sono stati anche i docenti Andrea Picco e Christian Tam.

Un intervento che guarda alle competenze richieste dalle imprese

Il valore complessivo dell’operazione è di circa 256 mila euro. Il progetto rientra nelle misure previste dal Decreto ministeriale 215 del 25 ottobre 2024, dedicato ai campus formativi integrati per gli istituti tecnici e professionali, con l’obiettivo di costruire ambienti innovativi collegati ai modelli di Industria 4.0 e ai profili professionali del digitale.

Per l’istituto di Latisana si tratta di un passaggio rilevante anche per il rapporto con il territorio: i nuovi spazi sono stati concepiti per favorire attività pratiche e interdisciplinari, in connessione con il sistema produttivo e con la filiera degli Istituti tecnologici superiori.

Le risorse europee sono arrivate grazie all’attivazione della filiera tecnologico-professionale già nell’anno scolastico 2024/25. In questo percorso l’Isis Mattei figura tra le sole due scuole del Friuli Venezia Giulia che hanno avviato l’esperienza, collocandosi anche tra le prime realtà italiane coinvolte.

Come cambiano i laboratori dell’istituto

Il campus ha preso forma attraverso la riqualificazione di spazi già presenti nella scuola e la creazione di nuovi ambienti dedicati a una didattica più immersiva. In concreto, i fondi hanno permesso di rinnovare integralmente il laboratorio di impiantistica elettrica civile e industriale e di realizzare un nuovo laboratorio immersivo.

L’idea alla base dell’intervento è quella di offrire agli studenti luoghi di apprendimento avanzati, dove affrontare in modo diretto temi come automazione industriale, tecnologie integrate, digitale e domotica. Un’impostazione che punta a trasformare la teoria in abilità operative.

Nel suo intervento, Anzil ha richiamato il valore della scuola come leva di sviluppo per la comunità, sottolineando che la capacità di un territorio di restare competitivo passa anche dalla preparazione delle nuove generazioni davanti ai cambiamenti tecnologici.

Il ruolo della scuola nel futuro del Friuli

Il vicegovernatore ha collegato il tema dell’innovazione alla necessità di conoscere gli strumenti prima di poterli usare davvero in modo creativo. Nel suo ragionamento ha inserito automazione, intelligenza artificiale, digitale e Industria 4.0 come occasioni di crescita, a patto che la formazione di base consenta ai ragazzi di padroneggiare questi linguaggi.

Anzil ha inoltre espresso un apprezzamento specifico per l’Isis Mattei e per la dirigente Angela Napolitano, indicando l’istituto come una realtà di riferimento nella costruzione di un rapporto stabile tra scuola, istituzioni e mondo produttivo.

L’apertura del nuovo campus laboratoriale viene così letta come il risultato di un lavoro condiviso che coinvolge scuola, enti e categorie economiche. Per Latisana e più in generale per il territorio udinese, il progetto rappresenta un investimento concreto su competenze che nei prossimi anni avranno un peso sempre maggiore.

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