Via Eritrea, il quartiere vede da vicino i nuovi alloggi Ater: edificio in classe A e rientri entro l’anno

A Udine presentato il complesso riqualificato di via Eritrea 3: 39 appartamenti, spazi comuni ripensati e certificazione CasaClima per l’intero stabile.

21 maggio 2026 22:48
Via Eritrea, il quartiere vede da vicino i nuovi alloggi Ater: edificio in classe A e rientri entro l’anno -
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Non solo appartamenti rinnovati, ma un intervento che a Udine punta a rimettere insieme qualità dell’abitare, efficienza energetica e vita di quartiere. In via Eritrea 3 Ater Udine ha aperto le porte del complesso appena riqualificato, un edificio da 39 alloggi che ha ottenuto la certificazione CasaClima in classe A.

La presentazione pubblica si è svolta nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile e ha permesso ai residenti della zona, alle scuole e alle realtà coinvolte di vedere da vicino gli spazi recuperati. Per gli ex inquilini, se sceglieranno di tornare, si prospetta il rientro in case profondamente rinnovate e in un contesto abitativo ripensato anche negli spazi condivisi.

Un progetto che guarda al quartiere

L’iniziativa non è stata impostata come una semplice inaugurazione. Il cuore della giornata è stato infatti il rapporto con la comunità che ruota attorno a via Eritrea, con una passeggiata narrativa nel cortile e cinque momenti dedicati ai temi della memoria, della sostenibilità, dell’inclusione e delle testimonianze raccolte durante il percorso di rigenerazione.

La presidente di Ater Udine, Vanessa Colosetti, ha richiamato proprio questo aspetto, spiegando che il recupero del complesso è stato costruito insieme a una rete fatta di istituzioni, associazioni e scuole cittadine. L’obiettivo indicato è quello di affiancare alla riqualificazione dell’edificio una nuova idea di abitare, più partecipata e attenta ai bisogni attuali.

Tra i segni più evidenti di questa continuità tra passato e futuro c’è il roseto storico dell’area, conservato durante il cantiere e poi ripiantumato. Un elemento simbolico, perché mantiene un tratto identitario del luogo dentro un complesso oggi più moderno e più efficiente dal punto di vista ambientale.

Case visitabili e spazi comuni ripensati

Durante la mattinata sono state mostrate tre tipologie di abitazione: monolocali, bicamere e tricamere. Accanto agli interni, l’attenzione si è concentrata anche sugli spazi esterni e sulle soluzioni nate dal riuso dei materiali del cantiere.

Fra queste spicca la scacchiera all’aperto, ricavata recuperando la piattaforma della gru. Il direttore di Ater Udine, Lorenzo Puzzi, ha sottolineato che il valore dell’intervento non si esaurisce nell’aspetto edilizio: anche la scelta dei colori delle facciate, il disegno del giardino e altre soluzioni progettuali sono passati attraverso momenti di confronto pubblico.

I pezzi degli scacchi consegnati durante l’evento sono stati ottenuti dalle vecchie recinzioni di cantiere, lavorate dagli studenti dell’ISIS Malignani e poi decorate con il contributo di altre realtà del quartiere. Un dettaglio che racconta bene la volontà di trasformare un’opera pubblica in un’esperienza condivisa, non limitata alla sola fase costruttiva.

Il contributo di scuole e associazioni udinesi

La partecipazione degli istituti scolastici ha avuto un ruolo visibile anche all’interno degli edifici. Nei vani scala sono stati installati in modo permanente i disegni degli alunni della primaria San Domenico, segno concreto del legame costruito con il territorio durante il progetto.

Maria Elisabetta Giannuzzi, dirigente scolastica del Malignani, ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa, mettendo l’accento sulla presenza nello stesso spazio di ragazzi, famiglie e adulti. Un’immagine che, nel suo intervento, è stata letta come espressione di una sostenibilità intesa anche come rete di relazioni e sostegno reciproco.

Accanto alle scuole hanno collaborato anche diverse realtà sociali della città e del quartiere: dal Consiglio di Quartiere Partecipato n. 2 a Udine Solidale Anteas ODV, fino alla Comunità Piergiorgio, alla Casa dell’Immacolata e alla parrocchia di San Domenico.

Certificazione energetica e tempi previsti

Nel corso dell’incontro l’architetto Ugo Urru di APE FVG ha consegnato ufficialmente ad Ater Udine il riconoscimento energetico dell’intero stabile, certificato in classe A CasaClima. Un passaggio che conferma il livello raggiunto dall’intervento sotto il profilo dell’efficienza.

Per il Comune di Udine è intervenuto l’assessore alla Pianificazione territoriale Andrea Zini, che ha ribadito il peso della collaborazione con Ater nel rispondere al fabbisogno abitativo cittadino. Zini ha ricordato come il termine Pnrr per la consegna sia fissato al 30 giugno, aggiungendo che l’ingresso negli alloggi è previsto entro la fine dell’anno.

Lo stesso assessore ha richiamato anche un altro punto: accanto al recupero materiale degli edifici resta decisivo il lavoro sulla dimensione sociale, con il coinvolgimento del consiglio di quartiere nel confronto con i residenti e nella costruzione di nuove occasioni di convivenza. Alla giornata era presente anche l’assessora comunale all’Ambiente e all’Energia, Eleonora Meloni.

Per il quartiere di via Eritrea, quindi, l’intervento non rappresenta soltanto la consegna di 39 appartamenti riqualificati. È anche un passaggio che prova a tenere insieme edilizia pubblica, sostenibilità e relazioni di comunità, in un’area di Udine che si prepara ad accogliere nuovamente i suoi abitanti e nuovi residenti.

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