Udine si racconta in 20 secondi: dagli studenti dell’Accademia mini video per i canali del Comune
Curiosità, leggende e personaggi cittadini diventano contenuti brevi in motion graphic pensati per social, monitor istituzionali e promozione della città.
La memoria meno battuta di Udine prova a trovare spazio dove oggi si forma gran parte della comunicazione pubblica: nei video brevi, rapidi da guardare e facili da condividere. Nelle prossime settimane il Comune pubblicherà una serie di contenuti animati dedicati a episodi, luoghi e figure della città, nati dal lavoro degli studenti del terzo anno di Graphic Design per l’Impresa dell’Accademia di Belle Arti Giambattista Tiepolo.
L’idea è semplice ma ambiziosa: trasformare dettagli storici e curiosità urbane in micro-racconti visivi, capaci di parlare sia a chi Udine la frequenta ogni giorno sia a chi la incontra da visitatore. Il formato scelto è quello della motion graphic, con clip molto brevi, pensate soprattutto per la fruizione da smartphone.
Un linguaggio rapido per storie poco conosciute
Ogni contenuto si aprirà con la formula “Lo sapevi che a Udine…”, pensata per agganciare il pubblico dei social e accompagnarlo dentro una narrazione immediata. I video avranno una durata massima di circa venti secondi e saranno utilizzati sui profili istituzionali del Comune, oltre che sui monitor della comunicazione pubblica.
Il progetto punta a dare una veste contemporanea a un patrimonio fatto non solo di monumenti noti, ma anche di vicende laterali, leggende e particolari che spesso restano fuori dai racconti più tradizionali sulla città. In questo senso, l’operazione guarda insieme alla divulgazione culturale e alla promozione turistica.
Dal leone di piazza Libertà a Malignani
Tra i temi scelti per questa serie compaiono la vicenda di Romeo e Giulietta, Florean e Venturin, il leone murato di piazza Libertà, la storia di Arturo Malignani e anche la casa più antica di Udine, un edificio che risale a oltre sette secoli fa. A questi si aggiungeranno altri racconti legati all’identità urbana.
La produzione è stata pensata in due versioni: una orizzontale, utile per siti, YouTube e schermi istituzionali, e una verticale, più adatta ai formati oggi usati su Instagram e Facebook, tra Reels, Stories e Shorts. Una scelta che permette ai materiali di circolare in contesti diversi senza perdere efficacia.
Presentazione in municipio con Comune e Accademia
I lavori sono stati illustrati in Comune nel corso di un incontro a cui hanno partecipato il vicesindaco Alessandro Venanzi, il direttore generale dell’Accademia di Belle Arti di Udine Tiepolo Cristian Rizzi, la vicedirettrice Serena Selva, il professor Ernesto Zanotti e gli studenti coinvolti.
Per l’amministrazione, il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di aggiornare il modo in cui Udine presenta se stessa. Venanzi ha parlato della necessità di rendere il patrimonio cittadino riconoscibile e vicino sia a chi arriva da fuori sia a chi vive la città ogni giorno.
Il vicesindaco ha inoltre sottolineato il peso della collaborazione con l’Accademia Tiepolo, definendola un’occasione utile per mettere insieme formazione e promozione del territorio. Secondo Venanzi, proprio lo sguardo dei giovani può offrire strumenti nuovi e immediati per far emergere aspetti di Udine che non sempre sono conosciuti nemmeno da molti udinesi.
Quando il lavoro in aula diventa uno strumento per la città
Dal lato dell’Accademia, la vicedirettrice Serena Selva ha evidenziato il passaggio da un’attività didattica a un prodotto concreto destinato alla comunicazione pubblica. Ha spiegato che vedere un progetto nato all’interno del percorso formativo trasformarsi in un contenuto utile per Udine rappresenta un motivo di orgoglio per l’istituto.
Selva ha anche richiamato il significato più ampio dell’iniziativa: raccontare il patrimonio locale, ma allo stesso tempo mettere in luce competenze, creatività e professionalità degli studenti. L’origine del progetto, ha aggiunto, sta proprio nella volontà del corpo docente di rispondere a un bisogno reale della città con strumenti visivi contemporanei.
Per Udine, il risultato potrà essere una piccola biblioteca digitale di storie brevi, pensata per i tempi della comunicazione di oggi ma radicata nella memoria cittadina. Un modo diverso di far circolare nomi, luoghi e simboli che appartengono alla storia locale, portandoli nei canali dove il pubblico ormai si informa e si ferma a guardare.