Udine, un foulard con la Viola come segno cittadino: l’idea rilanciata dal Fogolâr Civic

L’associazione propone un accessorio da indossare ogni giorno per richiamare identità udinese e friulana, coinvolgendo ora istituzioni e realtà private.

13 luglio 2026 00:42
Udine, un foulard con la Viola come segno cittadino: l’idea rilanciata dal Fogolâr Civic -
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Un simbolo locale da portare addosso, nella vita di tutti i giorni, senza trasformarlo in un costume d’altri tempi. Da Udine prende forma la proposta del Fogolâr Civic di Udin: realizzare foulard e fazzoletti ispirati alla Viola di Udine, fiore richiamato come emblema storico della città.

L’idea è stata messa a fuoco il 12 luglio 2026, nel giorno dei santi Ermacora e Fortunato, e punta adesso a trovare interlocutori tra soggetti pubblici e privati. L’obiettivo dichiarato è dare a Udine un segno riconoscibile, semplice e contemporaneo, capace di parlare sia alla città sia al resto del Friuli.

Un accessorio quotidiano al posto dell’abito tradizionale

Nel ragionamento dell’associazione culturale non c’è la volontà di costruire un abbigliamento cerimoniale completo. La strada scelta è molto più pratica: un elemento facile da indossare, pensato per entrare nell’uso comune.

La proposta richiama due forme diverse, una femminile e una maschile: il “façoleton” per le donne e il “façolet” per gli uomini. Entrambi dovrebbero essere caratterizzati dalla presenza della Viola di Udine, recuperata come tratto visivo elegante e immediatamente associabile al capoluogo friulano.

Il confronto nato durante la festa patronale

Il progetto ha preso corpo durante la giornata dedicata ai patroni cittadini. Una delegazione del Fogolâr Civic ha partecipato alla celebrazione solenne in cattedrale con il presidente Alberto Travain, anche camerarius dell’Arengo civico, insieme a Renata Capria D’Aronco, Maria Luisa Ranzato, Marisa Celotti e Mario Cozzi.

Successivamente, nel corso di un momento conviviale, il gruppo ha discusso di come rendere più visibile l’identità civica nella quotidianità. Da quel confronto è emersa l’ipotesi di aggiornare in chiave attuale alcuni segni della tradizione locale, guardando anche a esperienze dell’area mitteleuropea ma evitando una rappresentazione folcloristica.

In questa fase, la proposta iniziale di immaginare un vero e proprio abito popolare udinese è stata progressivamente semplificata. Travain ha richiamato il fazzolettone legato alla tradizione cittadina, mentre Celotti ha suggerito di applicare il simbolo floreale a scialli e foulard.

Il richiamo alla storia recente e ai precedenti friulani

Secondo Travain, non sarebbe la prima volta che in ambito udinese si prova a lavorare su segni esteriori di appartenenza. Un’esperienza analoga risalirebbe alla fine degli anni Novanta, nel percorso culturale che poi sarebbe confluito nel Fogolâr Civic e che allora faceva riferimento al Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”.

In quel contesto erano stati ideati i “gjacs” blu in jeans, letti come omaggio a Linussio, e i costumi “borghesan” del Borgo Sole. Tra i riferimenti citati compare anche l’Associazione Mitteleuropa, indicata come realtà pioniera in Friuli Venezia Giulia nel ripensare un abito identitario sulla scia delle tradizioni centroeuropee rinnovate.

Perché la scelta è caduta sulla Viola di Udine

Il fiore scelto dal Fogolâr Civic non è un dettaglio decorativo qualsiasi. Nella ricostruzione dell’associazione, la Viola di Udine ha accompagnato per lungo tempo l’immagine della città, anche oltre i confini locali, mantenendo un valore simbolico forte e raffinato.

Maria Luisa Ranzato ha ricordato inoltre un uso ancora presente negli anni Sessanta, quando la viola veniva donata dagli universitari veneziani di Ca’ Foscari. Nel racconto identitario richiamato dal gruppo compaiono anche Palazzo Dragoni-Florio, evocato come luogo della socialità cittadina, e il riferimento ai Savorgnan, in particolare al ramo Brazzà.

Un progetto che punta a coinvolgere la città

Per il Fogolâr Civic, il senso dell’iniziativa va oltre l’oggetto in sé. L’accessorio immaginato dovrebbe diventare un segnale di appartenenza accessibile e inclusivo, capace di unire memoria locale e uso contemporaneo, senza fermarsi alla sola dimensione celebrativa.

Travain, nel presentare il progetto, ha richiamato anche esempi europei di tradizioni rilette in modo moderno. L’associazione intende ora portare avanti la proposta cercando adesioni e collaborazioni, con l’idea di trasformare la Viola di Udine in un segno concreto e riconoscibile della comunità cittadina.

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