Udine, in 200 al film su Giulio Regeni: l’Università consegna il simbolo dell’Ateneo ai genitori

Nell’auditorium della Biblioteca scientifica la proiezione del documentario ha riunito circa 200 persone, con la presenza dei genitori di Giulio Regeni e l’omaggio del rettore a nome dell’Ateneo

26 maggio 2026 22:34
Udine, in 200 al film su Giulio Regeni: l’Università consegna il simbolo dell’Ateneo ai genitori -
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Circa 200 persone hanno partecipato all’Università di Udine alla proiezione del documentario su Giulio Regeni, ospitata nell’auditorium della Biblioteca scientifica alla presenza dei genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni. Nel corso dell’incontro il rettore Angelo Montanari ha consegnato loro il simbolo dell’Ateneo come segno di vicinanza e riconoscimento.

L’appuntamento udinese si inserisce in una mobilitazione che coinvolge 76 atenei italiani e circa 15 mila persone tra studenti, docenti, ricercatori, personale universitario e cittadini. Il filo conduttore è la difesa della libertà di studio e di indagine, a dieci anni dall’uccisione in Egitto del ricercatore friulano.

Prima della proiezione è intervenuto il vicesindaco Alessandro Venanzi, che ha portato il saluto della città e ha richiamato il significato pubblico dell’iniziativa ospitata dall’Ateneo friulano. Il suo intervento ha insistito sul valore della richiesta di verità e giustizia, ancora oggi irrisolta.

Udine dentro una rete nazionale di atenei

La tappa organizzata in città ha avuto un peso che va oltre il singolo evento culturale. L’incontro ha infatti collocato l’Università di Udine dentro un percorso condiviso da molte sedi universitarie italiane, costruito per tenere viva l’attenzione sul caso Regeni e sul principio di autonomia della ricerca.

Il documentario proposto in Biblioteca scientifica è diventato così anche uno strumento di riflessione civile. Non solo il ricordo di una vicenda che ha segnato profondamente il Paese, ma anche un momento di confronto sul ruolo dell’università come spazio libero, critico e aperto.

Il messaggio del vicesindaco alla città universitaria

Nel suo saluto istituzionale, Venanzi ha ricordato che a dieci anni dalla morte di Giulio Regeni la domanda di verità resta senza una risposta piena. Ha sottolineato che, nonostante i procedimenti giudiziari, l’assenza dei presunti responsabili, i depistaggi e gli ostacoli incontrati nel tempo, la famiglia e il Paese attendono ancora giustizia.

Il vicesindaco ha definito Regeni un ricercatore e una figura di grande valore, legata ai principi dello studio, dell’approfondimento e della libertà d’indagine. Difenderne la memoria, ha osservato, significa anche ribadire che l’università deve restare un luogo in cui il pensiero critico possa esercitarsi senza condizionamenti.

Nel suo intervento ha richiamato anche il contributo portato in questi anni da studenti, atenei, associazioni, amministrazioni, cittadini e giornalisti, sottolineando come attorno a questa vicenda non sia stato accettato il silenzio. Un passaggio che, in una città universitaria come Udine, assume un significato particolare.

Il docufilm e il tema della giustizia

Tra i riferimenti toccati nel corso dell’incontro c’è stato anche quello al docufilm e al dibattito legato al mancato sostegno economico iniziale da parte del ministero della Cultura, poi seguito dall’intervento del ministro Giuli. Un elemento che ha riportato l’attenzione non solo sull’opera, ma pure sul contesto pubblico e istituzionale che accompagna il caso Regeni.

La proiezione ospitata dall’Università di Udine si colloca inoltre in una fase in cui tra Udine e Pordenone erano già stati annunciati altri momenti dedicati al documentario. Segno di una sensibilità che nel territorio continua a rimanere alta attorno alla figura del giovane ricercatore friulano.

La chiusura del messaggio affidato dal vicesindaco alla platea ha rilanciato il punto centrale dell’intera iniziativa: la verità non può essere considerata scomoda e la richiesta di giustizia non perde valore con il passare del tempo. Un richiamo che, nella sede universitaria udinese, ha accompagnato l’avvio della proiezione e il senso più profondo dell’incontro.

Aggiornamento

All’auditorium della Biblioteca scientifica circa 200 persone hanno seguito la proiezione del documentario su Giulio Regeni, alla presenza dei genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni. Durante l’incontro il rettore Angelo Montanari ha consegnato loro il simbolo dell’Università di Udine, come omaggio dell’Ateneo nel decennale della scomparsa del ricercatore friulano.

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