Università di Udine al centro del progetto sulla pineta di Lignano: mappati più di 7 mila alberi

L’ateneo friulano lavora su 11 ettari di pineta a Lignano Pineta: rilievi 3D, monitoraggio continuo e test autunnali dedicati al benessere.

31 luglio 2026 20:43
Università di Udine al centro del progetto sulla pineta di Lignano: mappati più di 7 mila alberi -
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C’è anche il lavoro dell’Università di Udine dietro uno dei progetti ambientali più rilevanti avviati in questi mesi a Lignano Pineta. Nella fascia verde costiera sono stati registrati oltre 7 mila alberi all’interno di un’area di 11 ettari, con l’avvio di un percorso che punta a misurare in modo scientifico qualità, funzioni e stato di salute della pineta.

I risultati sono stati presentati il 31 luglio 2026 al PalaPineta, durante un incontro dedicato al rapporto tra ambiente, salute e sviluppo turistico. Per il territorio udinese l’aspetto più significativo è il ruolo svolto dal Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’ateneo, coinvolto nella costruzione del modello di analisi e gestione.

Il contributo dell’ateneo friulano

L’attività viene portata avanti insieme alla Società Lignano Pineta, che gestisce in concessione la pineta demaniale. Il gruppo di lavoro è coordinato da Ivana Bassi e riunisce competenze diverse: con lei collaborano Luca Iseppi, Andrea Tomao, Camilla Costa, Alessandro Braida, Alessandro Ricetto, Elisa Tomasinsig e Francesca Visintin.

L’obiettivo dichiarato è trasformare quest’area in un caso applicato di gestione sostenibile del verde, fondato su rilievi tecnici, indicatori misurabili e osservazione nel tempo. In questo quadro si inserisce anche la procedura per la certificazione del verde urbano, passaggio che renderebbe la pineta lignanese un riferimento nazionale tra gli ambienti costieri italiani.

Rilievi tecnologici e numeri della pineta

Tra i dati emersi dal monitoraggio c’è la capacità media di accumulo del carbonio, stimata in circa 75 tonnellate per ettaro. Un elemento che rafforza il valore ambientale della pineta non solo come spazio paesaggistico, ma anche come ecosistema con effetti concreti e quantificabili.

Andrea Tomao ha illustrato i primi esiti tecnici del lavoro: grazie all’uso di droni con sensori LiDAR è stata costruita una restituzione tridimensionale dell’intera superficie. I rilievi indicano una presenza media di 680 alberi per ettaro, con piante che arrivano fino a 20 metri di altezza.

Accanto alla fotografia iniziale dell’area è previsto anche un sistema stabile di controllo della crescita vegetale. Il progetto, quindi, non si limita a una ricognizione una tantum, ma punta a seguire nel tempo l’evoluzione della pineta e a orientarne le scelte gestionali su basi scientifiche.

Dalla tutela ambientale al benessere delle persone

Uno degli sviluppi più immediati riguarda l’utilizzo della pineta come luogo dedicato alla salute e alla prevenzione. Tra ottobre e novembre è in programma una fase sperimentale di forest bathing e forest therapy, pensata in particolare per persone fragili e con disabilità.

Secondo Luca Iseppi, la strategia si muove lungo tre linee principali: difesa dell’ambiente, qualità della vita delle persone e sostenibilità sia ecologica sia economica. Anche il tema dell’accessibilità rientra tra i punti indicati per la gestione futura dell’area.

Lignano Pineta, censiti oltre 7.000 alberi: prima certificazione nazionale

Durante l’incontro è intervenuto anche Paolo Pischiutti, medico di ISDE – Medici per l’Ambiente, che ha richiamato il valore degli ambienti naturali nei percorsi di medicina preventiva e promozione della salute. In questa prospettiva, la frequentazione consapevole della pineta può diventare parte di attività personalizzate rivolte al benessere.

Un modello che può avere ricadute più ampie

Francesca Visintin di eFrame ha spiegato che la certificazione considera la pineta come un sistema vivente, da valutare con indicatori scientifici capaci di leggere qualità della gestione, condizioni ambientali e ricadute sociali ed economiche. È un approccio che può offrire parametri utili anche oltre il singolo caso di Lignano.

In chiusura, il consigliere regionale Alberto Budai ha confermato l’interesse della Regione Friuli Venezia Giulia per un progetto che mette insieme ricerca, turismo, salute e tutela del territorio. I dati raccolti, è emerso, potrebbero anche diventare una base tecnica per future regole dedicate alla gestione sostenibile delle pinete. Per Udine, intanto, resta centrale il contributo scientifico dell’università, chiamata a dare metodo e continuità a un’esperienza che guarda oltre la stagione estiva.

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