Università di Udine e Lignano, la pineta diventa un laboratorio: censiti più di 7mila alberi

Presentati i primi esiti del lavoro con il Dipartimento dell’Ateneo udinese: avviato anche il percorso per certificare il verde della pineta costiera.

31 luglio 2026 18:27
Università di Udine e Lignano, la pineta diventa un laboratorio: censiti più di 7mila alberi -
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C’è anche l’Università di Udine dietro uno dei progetti ambientali più ambiziosi avviati a Lignano Pineta: il monitoraggio della storica area verde ha già portato al censimento di oltre 7mila alberi su 11 ettari di superficie demaniale, con l’obiettivo di trasformare quei dati in strumenti concreti di gestione, tutela e fruizione.

I risultati iniziali sono stati illustrati oggi, 31 luglio 2026, al PalaPineta, durante un incontro dedicato al futuro della pineta come spazio naturale capace di intrecciare ricerca, salute pubblica e sviluppo turistico. Il lavoro nasce dalla collaborazione tra la Società Lignano Pineta e il Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’Università di Udine.

Per il territorio udinese il progetto ha un rilievo particolare proprio per il ruolo dell’Ateneo, chiamato a fornire basi scientifiche a un percorso che punta a misurare i servizi ecosistemici dell’area e a definire criteri di gestione più strutturati. Tra i dati già emersi, anche la capacità di stoccaggio del carbonio: mediamente circa 75 tonnellate per ettaro.

Lignano, oltre 7.000 alberi censiti nella pineta: parte la prima certificazione in Italia

Un progetto nato dal lavoro dell’Ateneo friulano

Ad aprire il focus è stata Ivana Bassi, coordinatrice del progetto, che ha ricostruito l’avvio dell’intesa tra la società che gestisce la pineta e l’Università di Udine. Attorno a questa collaborazione è stato costruito un gruppo multidisciplinare composto da Luca Iseppi, Andrea Tomao, Camilla Costa, Alessandro Braida, Alessandro Ricetto, Elisa Tomasinsig e Francesca Visintin.

L’idea, emersa nel corso dell’incontro, è quella di superare una gestione affidata solo all’esperienza o alla manutenzione ordinaria, per passare a un modello supportato da rilievi, analisi e indicatori misurabili. La Società Lignano Pineta, concessionaria dell’area demaniale, ha inoltre indicato la volontà di ampliare nel tempo il raggio del monitoraggio anche ad altre zone della località.

Un primo quadro conoscitivo era già stato presentato in precedenza, ma la giornata di oggi ha aggiunto contenuti tecnici e ricadute operative, inserendo la pineta in una prospettiva più ampia che riguarda ambiente, accessibilità e utilizzo durante tutto l’anno.

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Verso una certificazione del verde urbano

Uno dei passaggi più significativi riguarda l’avvio dell’iter per la certificazione del verde urbano applicata alla pineta costiera. Secondo quanto illustrato durante il convegno, si tratterebbe del primo caso in Italia per una realtà di questo tipo.

Luca Iseppi ha richiamato tre assi del lavoro: protezione dell’ambiente, benessere delle persone e sostenibilità sia ecologica sia economica. Francesca Visintin di eFrame ha invece approfondito il valore di un percorso capace di valutare qualità, funzioni e modalità di gestione del patrimonio verde.

Il senso dell’operazione non è solo simbolico. Una certificazione, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe servire a programmare gli interventi futuri con parametri più chiari e a dare continuità a una gestione che tenga insieme conservazione e uso pubblico.

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Dalla pineta al benessere: le attività previste in autunno

Accanto alla parte scientifica, il progetto guarda anche agli effetti sulla salute e sull’offerta turistica. Durante l’incontro è stato affrontato il tema del rapporto tra ambienti naturali e prevenzione, con l’intervento di Paolo Pischiutti, medico di ISDE – Medici per l’Ambiente, che ha sottolineato il peso crescente della natura nei percorsi di promozione del benessere.

In questo quadro si inserisce il programma sperimentale annunciato per ottobre e novembre 2026. Sono previste attività di Forest Bathing e Forest Therapy, con un’attenzione specifica rivolta a persone fragili e con disabilità, così da rendere la pineta più accessibile e più vissuta anche fuori dalla stagione estiva.

Dal punto di vista turistico, la pineta viene letta come una risorsa in grado di intercettare una domanda orientata a esperienze legate al benessere. Per trasformare questo potenziale in un’offerta stabile, è stata però evidenziata la necessità di una progettazione condivisa e di servizi organizzati in modo coerente.

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Il sostegno regionale e il possibile valore di modello

Nella parte conclusiva dei lavori è intervenuto il consigliere regionale Alberto Budai, che ha confermato l’interesse della Regione Friuli Venezia Giulia verso iniziative capaci di mettere in relazione ambiente, turismo, salute e ricerca. Secondo quanto riferito, sono già coinvolte diverse direzioni regionali.

I dati raccolti nella pineta di Lignano potranno diventare una base utile anche per ragionare su strumenti normativi futuri dedicati alla valorizzazione dei benefici prodotti da una gestione sostenibile di queste aree. È uno degli aspetti che dà al progetto una dimensione che va oltre il solo contesto balneare.

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Per l’Università di Udine, e più in generale per il sistema territoriale friulano, l’esperienza di Lignano rappresenta così un banco di prova concreto: dagli oltre 7mila alberi censiti alle prime attività già fissate per l’autunno, la pineta entra in una fase nuova, dove la tutela passa anche dalla misurazione scientifica e da una fruizione più inclusiva.

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