Università di Udine, nel polo scientifico nasce una piattaforma per testare le colture del futuro
Serre sperimentali, camere climatiche e un laboratorio di fenotipizzazione: l’ateneo investe 468mila euro nella ricerca su piante, clima e agricoltura sostenibile.
Nel polo scientifico dell’Università di Udine prende forma un’infrastruttura che guarda direttamente alle sfide dell’agricoltura contemporanea: capire come le piante reagiscono a caldo, carenze, stress e variazioni ambientali, per aiutare ricerca e produzioni a diventare più resilienti.
L’ateneo ha messo in funzione Pheno Lab e Pheno Space, due strutture collegate tra loro che ampliano la dotazione del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Il progetto vale complessivamente circa 468mila euro e unisce competenze che vanno dalle scienze vegetali alla sensoristica, passando per robotica, imaging e intelligenza artificiale.
L’obiettivo non è soltanto accademico. Il lavoro che verrà svolto a Udine punta infatti a offrire strumenti utili per affrontare problemi concreti: uso più efficiente di acqua e risorse, minore pressione sul suolo e capacità delle colture di adattarsi a un clima che cambia.
Una struttura pensata per osservare le piante in modo preciso
Il cuore del nuovo sistema è diviso in due ambienti con funzioni complementari. Pheno Lab comprende una serra sperimentale e tre grandi camere climatiche, progettate per riprodurre condizioni controllate e ripetibili, così da confrontare le reazioni delle piante in scenari differenti.
La serra è organizzata in sette compartimenti separati, ciascuno gestibile in autonomia per ventilazione, ombreggiamento e parametri ambientali. Questo consente di portare avanti prove parallele senza sovrapposizioni, creando contesti distinti per specie, trattamenti o livelli di stress.
Le tre camere climatiche, invece, servono a ricostruire ambienti ancora più regolati, utili soprattutto quando si vuole misurare il comportamento delle piante di fronte a squilibri nutrizionali o ad altre pressioni esterne.
Pheno Space rappresenta la parte più tecnologica della piattaforma. Qui si lavora sulla fenotipizzazione, cioè sull’analisi dei caratteri osservabili delle piante, con strumenti che permettono di valutare crescita e stato fisiologico senza danneggiare i campioni.
Che cosa cambia per la ricerca agricola a Udine
Per un territorio come quello friulano, dove la filiera agroalimentare ha un peso rilevante, la disponibilità di una struttura di questo tipo può avere ricadute importanti. I nuovi sistemi permettono di intercettare in anticipo segnali di sofferenza vegetale e di leggere meglio il rapporto tra ambiente, nutrizione e sviluppo della pianta.
In termini pratici, questo significa poter lavorare su varietà più adatte a condizioni difficili e su modelli produttivi più sostenibili. La direzione è quella di un’agricoltura capace di consumare meno risorse e, allo stesso tempo, mantenere qualità e competitività.
Il rettore Angelo Montanari ha collegato la nascita delle due infrastrutture alla necessità di rispondere a questioni sempre più complesse, come la scarsità delle risorse naturali e l’esigenza di produrre in maniera sostenibile. Per il direttore del dipartimento Edi Piasentier, l’integrazione tra i due spazi crea un centro sperimentale in grado di accelerare innovazione e progettualità nelle scienze agrarie.
La responsabile scientifica di Pheno Space, Laura Zanin, ha indicato come traguardo una ricerca sulle piante sempre meno limitata alla sola descrizione dei fenomeni e sempre più orientata a previsioni utili anche per decisioni agronomiche più accurate.
Collaborazioni con le imprese e primi filoni di studio
La nuova piattaforma non resterà confinata all’interno dell’università. L’ateneo ha già previsto aperture verso le aziende del territorio, in particolare nei comparti sementiero, orticolo e floricolo, con l’idea di trasformare i risultati scientifici in innovazione applicata.
Tra i progetti già indicati ci sono il miglioramento genetico di varietà locali di fagiolo, gli incroci tra specie diverse di grano saraceno, gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi a fanerogame marine e lo studio della risposta delle colture proteiche a differenti condizioni ambientali e nutrizionali.
L’avvio ufficiale delle nuove infrastrutture
Alla presentazione nel polo scientifico erano presenti, tra gli altri, il rettore Angelo Montanari, il prorettore Giorgio Alberti, il direttore generale Gabriele Rizzetto, il direttore del dipartimento Edi Piasentier e i responsabili delle due strutture, Alessandro Peressotti per Pheno Lab e Laura Zanin per Pheno Space.
Con questa attivazione l’Università di Udine rafforza il proprio ruolo nella ricerca vegetale avanzata, mettendo insieme serre sperimentali, camere climatiche e analisi ad alta tecnologia in un’unica piattaforma destinata a sostenere studio, innovazione e rapporti con il sistema produttivo locale.