L’Università di Udine ricorda Giulio Regeni: sala piena e un riconoscimento ai genitori

Nell’auditorium della Biblioteca scientifica una serata tra documentario, riflessione sui diritti umani e il gesto simbolico dell’Ateneo verso la famiglia Regeni.

A cura di Web Team Web Team
27 maggio 2026 01:52
L’Università di Udine ricorda Giulio Regeni: sala piena e un riconoscimento ai genitori -
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Una sala partecipata, con studenti, docenti e cittadini, ha accompagnato a Udine l’incontro dedicato a Giulio Regeni nel decimo anniversario della sua scomparsa. All’auditorium della Biblioteca scientifica dell’Università friulana si sono riunite circa duecento persone per una serata costruita attorno al documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” e a un momento pubblico di vicinanza alla famiglia.

Nel corso dell’iniziativa il rettore Angelo Montanari ha consegnato a Paola Deffendi e Claudio Regeni il simbolo dell’Ateneo, un gesto pensato come segno di appartenenza ideale alla comunità universitaria udinese. Un passaggio che ha dato un tono preciso all’appuntamento: non soltanto commemorazione, ma anche presa di posizione civile sul tema della verità e della giustizia.

Il messaggio dell’Ateneo alla famiglia Regeni

Rivolgendosi ai genitori del ricercatore friulano, Montanari ha sottolineato la forza e la dignità con cui continuano a portare avanti la loro richiesta di verità e giustizia per il figlio. Nelle parole del rettore, l’omaggio dell’Università di Udine ha voluto esprimere una vicinanza concreta e duratura, nel segno di una battaglia che riguarda l’intera comunità accademica.

Prima della consegna sono intervenuti, oltre allo stesso Montanari, la direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche Silvia Bolognini. A portare il saluto del Comune è stato il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi. Presente anche il direttore generale dell’Università, Gabriele Rizzetto.

Il documentario e la riflessione sui diritti

La proiezione del film dedicato a Giulio Regeni è stata il centro della serata, inserita in un percorso di riflessione più ampio sul ruolo dell’università, sulla memoria pubblica e sulla difesa dei diritti umani. La presenza dei genitori in Ateneo ha dato ulteriore intensità a un appuntamento che ha unito il piano personale a quello collettivo.

Dopo il documentario è intervenuto Gabriele Nissim, scrittore e presidente della Fondazione Gariwo, con una lectio magistralis intitolata “Oltre la memoria: insegnare l’etica attraverso il racconto dei giusti”. Un contributo che ha spostato l’attenzione dal ricordo alla responsabilità educativa, tema particolarmente sentito in un contesto universitario.

Un programma dedicato alla verità e alla tutela dei ricercatori

Nel corso dell’incontro ha preso la parola anche Luca Quartuccio, delegato dell’ateneo per la Carta europea dei ricercatori, proponendo un bilancio a dieci anni dal riconoscimento “HR Excellence in Research” ottenuto dall’Università di Udine. Un passaggio coerente con il significato della serata, che ha richiamato anche il valore della tutela di chi fa ricerca.

A chiudere il programma è stato il confronto su “Diritti umani e diritto alla verità” tra Silvia Bolognini e Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Regeni, collegata da remoto. Il dialogo ha riportato al centro il nodo che da anni accompagna la vicenda: la necessità di continuare a tenere alta l’attenzione pubblica.

L’iniziativa udinese rientrava nel progetto nazionale “Le università per Giulio Regeni”, sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo insieme a Fandango e Ganesh produzioni. Per la città e per l’Ateneo friulano è stata una serata di forte valore simbolico, capace di unire partecipazione, memoria e impegno civile.

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