Da Venzone a Villa Manin, due serate per il Friuli della memoria: debutta l’oratorio firmato da Venier

Il progetto musicale legato ai 50 anni dal sisma arriva in prima assoluta il 28 maggio nel Duomo di Venzone e il 30 maggio a Passariano.

A cura di Web Team Web Team
27 maggio 2026 18:22
Da Venzone a Villa Manin, due serate per il Friuli della memoria: debutta l’oratorio firmato da Venier -
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Il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli trova anche nella musica uno dei suoi momenti più significativi. Tra Venzone e Passariano prenderà forma in prima assoluta “Psalms – Friuli 1976_2026”, lavoro costruito a partire da pagine di Kenny Wheeler e riletto da Glauco Venier per un organico ampio, tra voci, ensemble strumentale e coro.

Per il territorio udinese l’appuntamento ha un valore che va oltre il cartellone concertistico: i due luoghi scelti, il Duomo di Venzone e Villa Manin, richiamano infatti due simboli fortemente intrecciati con la memoria collettiva friulana, tra ferite del 1976 e percorsi di rinascita.

Le date fissate sono giovedì 28 maggio alle 20.30 a Venzone e sabato 30 maggio alle 19 a Villa Manin, a Passariano di Codroipo. In entrambi i casi l’ingresso sarà libero.

Un progetto che unisce memoria e ricerca musicale

Al centro dell’iniziativa c’è un oratorio per voci, coro ed ensemble che nasce da composizioni dedicate ai Salmi biblici. Quelle musiche erano state scritte dal trombettista e compositore canadese Kenny Wheeler durante una masterclass tenuta a Gorizia e poi affidate a Venier, pianista friulano da tempo legato al musicista da un rapporto artistico e umano profondo.

A dodici anni dalla scomparsa di Wheeler, quel materiale torna ora in scena in una nuova veste. La revisione porta la firma dello stesso Venier, che cura anche la direzione artistica del progetto, mentre la direzione musicale è affidata a Valter Sivilotti.

Il cast tra ospiti internazionali e musicisti friulani

La voce solista sarà quella di Norma Winstone, nome storico del jazz europeo e interprete che ha condiviso con Wheeler un lungo tratto di percorso artistico. Accanto a lei ci sarà Nick Smart, trombettista e musicologo, tra i maggiori studiosi dell’opera del compositore canadese e responsabile del suo archivio alla Royal Academy of Music di Londra.

Nella tappa del 30 maggio a Villa Manin si unirà anche Paolo Fresu, al flicorno, altro musicista che nel tempo ha incrociato più volte il lavoro di Wheeler. La presenza di questi artisti rafforza il profilo internazionale di un’iniziativa che però resta profondamente radicata in Friuli.

In scena ci sarà anche l’Insìum Ensemble, laboratorio musicale nato proprio in regione da un’idea di Venier. Per questa produzione la formazione riunisce Cristina Renzetti, Daniele Richiedei, Alfonso Deidda, Marcello Allulli, Giovanni Hoffer, Glauco Benedetti, Riccardo Chiarion, Giulio Scaramella, Alessio Zoratto, Alessandro Paternesi e lo stesso Venier al pianoforte.

A completare l’organico è previsto Odhecaton, ensemble vocale diretto da Paolo Da Col e conosciuto a livello europeo. Le letture sceniche dei Salmi saranno affidate all’attore Fabiano Fantini.

I luoghi scelti e la rete che sostiene l’iniziativa

La scelta di Venzone non è casuale. Il Duomo rappresenta uno dei luoghi più immediatamente riconoscibili della ricostruzione friulana e rende il debutto del 28 maggio particolarmente carico di significato per l’area udinese. La seconda esecuzione si sposterà invece a Villa Manin, altro spazio centrale nel calendario delle iniziative dedicate a questo anniversario.

Il progetto è promosso da Euritmica Associazione Culturale e coinvolge una rete ampia di istituzioni. Tra i sostegni figurano la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura, la Fondazione Friuli e l’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli.

Tra le collaborazioni compaiono anche il Conservatorio J. Tomadini di Udine e la Royal Academy of Music di Londra per la partnership artistica, insieme a ERPAC FVG, Museo “Tiere Motus” e Pieve di Sant’Andrea Apostolo di Venzone. Un intreccio di soggetti che accompagna un appuntamento destinato a parlare al pubblico friulano non solo come evento culturale, ma come occasione di memoria condivisa.

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