Villalta apre la cucina del “Bestiario”: da Pagnacco a Gorizia oltre 500 alunni nel laboratorio di Damatrà
Alla Casa delle Culture Bambine di Villalta di Fagagna prende forma la 13ª edizione del progetto: il tema scelto per quest’anno è il banchetto.
La Casa delle Culture Bambine di Villalta di Fagagna torna a riempirsi di grembiuli, quaderni e fantasia. In queste settimane autunnali sono 522 tra bambini e bambine del Friuli Venezia Giulia a prendere parte alla nuova edizione di “Bestiario Immaginato”, il percorso ideato da Damatrà che quest’anno ruota attorno al cibo e al significato del banchetto.
Per il territorio udinese l’appuntamento ha un peso particolare, perché è proprio a Villalta che il progetto trova il suo centro operativo: qui arrivano classi dell’infanzia e della primaria da diversi comuni, chiamate a lavorare su ricette immaginate, animali fantastici e scelte alimentari consapevoli.
Martedì 3 novembre sarà la volta delle scuole di Plaino e Pagnacco, insieme alla classe prima della primaria di Pagnacco. Nei giorni successivi il calendario porterà a Villalta anche i bambini di Colloredo di Monte Albano, Nogaredo di Prato-Martiagnacco e Gorizia, in un programma che proseguirà fino al 10 novembre.
Il progetto coinvolge complessivamente 20 scuole e una sessantina di insegnanti provenienti da 9 municipalità della regione. Tra i centri presenti figurano anche Tavagnacco, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, Moruzzo e Fagagna, a conferma di una rete educativa ampia che si ritrova attorno a un’esperienza comune.
Un laboratorio che unisce cucina, teatro e educazione
L’iniziativa, sostenuta dal Bando Cultura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, mette al centro l’esperienza diretta dei più piccoli. Nella cucina allestita a Villalta, i partecipanti non si limitano a osservare: costruiscono idee, immaginano menù e danno forma al ricettario del proprio bestiario.
Le postazioni della Casa delle Culture Bambine sono pensate come uno spazio dove il gioco incontra la riflessione. Ingredienti, libri illustrati, storie e materiali diventano strumenti per ragionare su stagionalità, spreco alimentare, abitudini sane e rapporto con l’ambiente.
Secondo la presidente di Damatrà onlus Mara Fabro, il cibo può diventare una chiave per leggere le conseguenze delle nostre scelte e il valore culturale delle tradizioni, specialmente in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia. L’immaginazione dei bambini, in questo percorso, è il motore che permette di allargare lo sguardo.
Il “banchetto” come esperienza condivisa
Il tema scelto per l’annualità 2026-2027 è “Il banchetto”, inteso non soltanto come momento conviviale ma come occasione per capire come si costruisce una relazione con il cibo e con gli altri. Ogni gruppo è chiamato a pensare al nutrimento ideale dell’animale individuato nel proprio bestiario, trasformando l’invenzione in una ricetta.
Quelle ricette saranno poi affidate ai giovani partecipanti, che dovranno tradurle in preparazioni concrete destinate a comporre il banchetto finale. È qui che il laboratorio assume una dimensione collettiva: il pasto immaginato diventa gesto condiviso, attenzione all’altro e consapevolezza delle risorse.
Intorno a Villalta si costruisce così un progetto che tiene insieme cultura, scuola e territorio. Per molte classi dell’Udinese l’esperienza rappresenta anche un’occasione per uscire dall’aula e confrontarsi con un ambiente educativo diverso, dove teatro partecipato e cucina si intrecciano in modo originale.
Le tappe dei prossimi incontri a Villalta
Dopo l’appuntamento del 3 novembre con Plaino e Pagnacco, mercoledì 4 novembre toccherà alle scuole dell’infanzia di Colloredo di Monte Albano. Venerdì 6 novembre sono attese le scuole dell’infanzia di Nogaredo di Prato-Martiagnacco, mentre martedì 10 novembre arriveranno i gruppi da Gorizia, con le sedi di S. Ilario, via Romagna e via San Rocco.
La tredicesima edizione del “Bestiario Immaginato” conferma così Villalta di Fagagna come punto di riferimento regionale per un’attività che parla ai più piccoli attraverso linguaggi concreti e creativi. Dal cibo alla relazione con l’ambiente, il progetto prova a trasformare un laboratorio in una piccola palestra di comunità.