Majano, memoria e futuro: «il libro di Floramo racconta i terremoti del Friuli»

All'Hospitale presentato il volume di Angelo Floramo: la memoria del sisma del 1976 come cicatrice, risorsa collettiva e impegno per il futuro del Friuli.

13 aprile 2026 21:28
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Majano, 13 aprile — All'Hospitale di San Giovanni di San Tomaso a Majano è stato presentato il volume 'Di scjas in scjas: i taramots inte storie furlane' di Angelo Floramo, un appuntamento in cui l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha definito la memoria dei terremoti «non solo il racconto del dolore, ma il fondamento della nostra identità e della nostra capacità di costruire futuro». L'incontro ha collegato anniversari significativi: gli 80 anni de La Patrie dal Friûl e i 50 anni dal sisma del 1976.

All'evento, moderato dal direttore Walter Tomada, sono intervenuti anche il presidente dell'associazione editrice Andrea Valcic e il curatore del volume Andrea Venier, contribuendo a inquadrare il libro come documento collettivo sulla memoria del territorio e sulle strategie di resilienza.

Zilli ha sottolineato come il sisma debba essere letto come una componente strutturale della storia locale, non come episodio isolato: per l'assessore, la memoria ha forgiato il carattere e la tenacia del popolo friulano. 'Il lavoro di Floramo ci ricorda che il sisma non è un evento isolato, ma una componente della nostra storia', ha affermato, ponendo il focus sulla relazione tra passato e identità.

Sul tema della ricostruzione Zilli ha osservato che, oltre a rimettere pietre su pietre, si è ricostituito un senso profondo di appartenenza: 'Non abbiamo ricostruito solo case, ma un senso profondo di appartenenza', ha detto, valorizzando il ruolo delle comunità nella ridefinizione del tessuto sociale e culturale post-sisma.

Un passaggio centrale dell'intervento ha riguardato il significato del ricordo del terremoto del 1976: per chi lo ha vissuto o ne ha ereditato la memoria il sisma è «una ferita che si è fatta cicatrice». Zilli ha richiamato l'attenzione sulla capacità delle cicatrici di testimoniare non solo il dolore, ma anche la capacità di guarire e di tornare più forti.

L'assessore ha poi insistito sull'urgenza che la memoria sia orientata al futuro: il volume, nato dalle pagine de La Patrie dal Friûl, è stato descritto come una memoria collettiva strutturata che deve entrare nel Dna regionale dell'ingegno. 'Non per fermarsi al passato, ma per continuare a costruire il Friuli di domani con consapevolezza e responsabilità', ha detto, richiamando l'attenzione su impegno civile e politica culturale.

Nel corso dell'incontro Zilli ha infine reso omaggio a Roberto Ongaro, recentemente scomparso, definendolo 'custode appassionato della nostra identità' e ricordando il valore di chi, con dedizione, preserva e trasmette la memoria collettiva.

La presentazione del volume a Majano è stata pensata nel contesto dell'Hospitale, luogo che da secoli accoglie pellegrini e storie: il luogo ha offerto un'ambientazione simbolica per riflettere su come la memoria del sisma si intrecci con la vita quotidiana, la cultura e le politiche di prevenzione e ricostruzione del territorio.

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