Al Giovanni da Udine arriva il Gaber di Neri Marcorè: in scena con quattro pianoforti
Mercoledì 28 ottobre alle 20.30 il teatro udinese ospita lo spettacolo diretto da Giorgio Gallione, inserito nella rassegna Tempi Unici.
Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della rassegna Tempi Unici. Mercoledì 28 ottobre, alle 20.30, Neri Marcorè porterà sul palco cittadino “Gaber - Mi fa male il mondo”, lavoro teatrale e musicale costruito intorno all’eredità artistica di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
Per il pubblico udinese si tratta del ritorno di Marcorè in una sala che lo aveva già visto protagonista con grande riscontro nelle stagioni passate. Questa volta l’artista marchigiano si presenta con un progetto che intreccia parole, canzoni e riflessione civile, dentro una forma scenica essenziale ma allo stesso tempo molto riconoscibile.
Un omaggio che passa dal teatro canzone
Lo spettacolo, scritto e diretto da Giorgio Gallione, riprende il patrimonio creativo nato dalla lunga collaborazione tra Gaber e Luporini. Al centro ci sono i temi che hanno reso unico quel percorso: libertà, partecipazione, etica pubblica, contraddizioni della società contemporanea e rapporto fra individuo e collettività.
L’impianto del lavoro non punta a una semplice celebrazione. L’idea è piuttosto quella di tornare al cuore di una scrittura che continua a parlare al presente, recuperando testi e canzoni capaci ancora oggi di interrogare lo spettatore con ironia, lucidità e profondità.
La scelta musicale: quattro pianisti accanto a Marcorè
Uno degli elementi più particolari della serata al Giovanni da Udine sarà la presenza di quattro pianisti in scena insieme a Marcorè: Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri. Gli arrangiamenti originali e la direzione musicale sono firmati da Paolo Silvestri.
La partitura sonora accompagna brani molto noti e altri meno frequentati del repertorio gaberiano, dando allo spettacolo una dimensione quasi cameristica. Tra i titoli inseriti figurano “Mi fa male il mondo”, “Il sosia”, “L’uomo che sto seguendo”, “La nave”, “L’odore”, “La festa”, “La peste”, “Si può”, “Io se fossi Dio” e “C’è solo la strada”.
Silvestri ha spiegato di avere immaginato il pianoforte come strumento centrale per restituire la forza compositiva di Gaber, fino a moltiplicarne la presenza sul palco in una sorta di orchestra di pianoforti. È una scelta che dà allo spettacolo un’identità sonora precisa e diversa da altri omaggi dedicati all’artista milanese.
Il progetto artistico e le collaborazioni
La produzione nasce dal lavoro del Teatro Stabile di Bolzano e della Fondazione Teatro della Toscana, con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber e del Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Il disegno luci è di Marco Filibeck, mentre scene e costumi portano la firma di Guido Fiorato.
Gallione e Marcorè, nel corso degli anni, hanno già incrociato più volte l’universo di Gaber. Anche questo nuovo allestimento si inserisce in un percorso consolidato, ma prova a rileggere quel materiale con una sensibilità attuale, cercando nelle canzoni e nei monologhi non solo memoria, ma anche strumenti per leggere il presente.
Le informazioni per chi vuole assistere a Udine
L’appuntamento è fissato per mercoledì 28 ottobre 2026 alle 20.30 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, all’interno del cartellone di Prosa 2026/27 curato dal direttore artistico Roberto Valerio e realizzato anche con il sostegno di Fondazione Friuli.
La biglietteria del teatro è aperta da martedì a sabato dalle 16 alle 19. Nei giorni di spettacolo effettua la vendita dei biglietti per l’evento in programma a partire da 90 minuti prima dell’inizio. È attivo anche l’infopoint teatro & cultura di via Rialto 2/b, aperto da martedì a sabato dalle 15.30 alle 18.30 con pagamento elettronico.
Per Udine sarà una serata che unisce teatro di parola e musica d’autore, riportando sul palcoscenico cittadino un repertorio che continua a conservare forza critica e sorprendente attualità.