Assestamento sanità Fvg, a Udine 120 mila euro per la formazione specialistica in acquacoltura
La Commissione regionale approva il pacchetto su salute e sociale: fondi anche per terzo settore, progetti sociosanitari e interventi su servizi e Asp.
Per il territorio udinese, dentro il nuovo pacchetto regionale su sanità e politiche sociali, c’è anche un capitolo che riguarda direttamente l’Università di Udine. La I Commissione integrata del Consiglio regionale ha infatti espresso parere favorevole a maggioranza sulle misure inserite nell’Assestamento di bilancio, comprendendo uno stanziamento da 120 mila euro destinato all’ateneo friulano.
La somma servirà ad attivare un percorso di formazione specialistica legato all’allevamento delle specie acquatiche, ai profili igienico-sanitari, alle patologie e ai controlli sui prodotti derivati. Un intervento mirato che, per Udine, rappresenta uno dei tasselli più concreti del provvedimento approdato in Commissione.
Il via libera della Commissione e il peso maggiore delle risorse
La seduta è stata presieduta da Markus Maurmair ed è servita a esaminare gli emendamenti illustrati dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Il blocco economicamente più consistente resta quello destinato all’ospedale di Cattinara, con 70 milioni di euro per proseguire e chiudere gli interventi in corso.
Accanto al capitolo più rilevante sul piano finanziario, il testo mette insieme misure di carattere sanitario, sociale e formativo, con ricadute distribuite in diverse aree del Friuli Venezia Giulia.
Sostegno sociale, ricerca e programmazione dei servizi
Tra gli stanziamenti compare anche un contributo di 200 mila euro previsto per il 2026 a favore degli enti del terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione di beni alimentari e non alimentari per le persone in difficoltà.
Nel provvedimento trovano spazio anche due finanziamenti destinati all’Università di Trieste, da 60 mila euro ciascuno. Uno è rivolto a uno studio sui giovani caregiver e sulle conseguenze dell’attività di cura nella loro vita quotidiana e nel futuro; l’altro punta a un’analisi sulla povertà e sulla grave marginalità, utile alla pianificazione regionale dei servizi sociali.
È stata inoltre inserita una modifica che riguarda le aziende pubbliche di servizi alla persona: nei casi in cui esistano prospettive concrete di recupero, sarà possibile lavorare su piani di risanamento economico-finanziario e di continuità, evitando di arrivare subito alla liquidazione.
Codroipo tra gli interventi di efficientamento energetico
C’è poi un passaggio che interessa da vicino anche il Medio Friuli. Le risorse riallocate nel 2026 nell’ambito della programmazione europea, per un totale di 1,115 milioni di euro, serviranno anche alla prosecuzione di tre progetti sanitari e sociosanitari.
Una parte di queste somme sarà impiegata per completare gli interventi di efficientamento energetico dell’Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi di Trieste, dell’Asp Daniele Moro di Codroipo e dell’Asp di Pordenone. Per l’area udinese, il riferimento a Codroipo è uno dei punti territorialmente più significativi contenuti nel pacchetto approvato in Commissione.
Nel triennio 2026-2028 sono inoltre previste risorse per coprire le indennità di frequenza dei corsi di formazione professionale rivolti alle persone detenute, con attenzione anche a chi si trova in esecuzione penale esterna.
Proposte ritirate e questioni rinviate all’esame dell’Aula
Il confronto in Commissione ha fatto emergere anche una serie di temi che torneranno nel dibattito successivo. Serena Pellegrino, di Avs, aveva presentato emendamenti su odontoiatria, esenzione dal ticket per gli over 65, voucher per donne vittime di violenza e orfani di femminicidio, oltre al rafforzamento dei consultori.
Nicola Conficoni, del Pd, aveva invece posto l’attenzione sulla carenza di personale nella Dermatologia dell’ospedale di Pordenone e sul sostegno ai caregiver familiari. Le proposte sono state ritirate dopo la richiesta dell’assessore di svolgere ulteriori approfondimenti prima del passaggio in Aula.
Furio Honsell, di Open Sinistra Fvg, ha espresso un giudizio favorevole sull’emendamento relativo ai corsi di formazione per persone in condizioni di forte marginalità, ricordando che si tratta di uno strumento già utilizzato in passato.
Laura Fasiolo, del Pd, ha richiamato la necessità di costruire una rete capace di raggiungere tutti gli istituti penitenziari regionali e di rafforzare il supporto psicologico per affrontare il disagio nelle carceri. Manuela Celotti ha invece sollecitato un investimento per alloggi destinati a chi potrebbe accedere a misure alternative alla detenzione ma non dispone di una sistemazione abitativa.
Resta aperto il confronto sul Fondo per l’autonomia possibile
Tra i nodi politici rimasti sul tavolo c’è anche quello del Fondo per l’autonomia possibile. Celotti ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento in Aula per incrementarne la dotazione, sostenendo che i tempi di attesa per cittadini aventi diritto non siano più sostenibili quando le risorse non bastano.
La stessa consigliera ha chiesto anche di rivedere alcuni aspetti del nuovo regolamento, segnalando l’esclusione dalla rendicontazione di spese ritenute essenziali dalle famiglie. Sul punto è intervenuta anche Pellegrino, che ha invitato la Giunta a verificare gli effetti delle risorse aggiuntive e delle modifiche introdotte con la legge di Bilancio.
Secondo Pellegrino, sarà necessario capire se il rafforzamento degli interventi destinati alle situazioni più gravi abbia prodotto rallentamenti per altri beneficiari del fondo. La consigliera ha inoltre annunciato ulteriori proposte da portare in Aula, tra cui misure per favorire la presenza dei medici di medicina generale in Carnia e nell’Alto Friuli e per affrontare la carenza di psicologi ed educatori nei servizi sanitari.