Basiliano al centro della rete dei castellieri: 17 Comuni lavorano al nuovo museo archeologico

Presentato a Udine il piano tecnico-economico di Terre dei Castellieri: coinvolti enti locali, Regione, Università e Soprintendenza.

29 settembre 2026 20:48
Basiliano al centro della rete dei castellieri: 17 Comuni lavorano al nuovo museo archeologico -
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Il progetto guarda a Basiliano come possibile porta d’ingresso a uno dei patrimoni archeologici più estesi e meno conosciuti del Friuli. Nella sede della Regione a Udine è stato illustrato lo studio di fattibilità tecnico-economico di Terre dei Castellieri, iniziativa che mette insieme 17 Comuni con l’obiettivo di costruire un sistema unitario di valorizzazione della protostoria regionale.

Per il territorio udinese il passaggio ha un peso particolare: oltre alla prospettiva del museo archeologico, prende forma un percorso che collega siti, reperti e attività di ricerca, con un disegno che punta a rendere più leggibile al pubblico la rete dei tumuli e dei castellieri disseminati in Friuli Venezia Giulia.

Un museo pensato come chiave di lettura del territorio

Il cuore dell’operazione è la futura struttura museale prevista a Basiliano. Durante l’incontro è stata presentata dallo studio di architettura a-fact la proposta concettuale dell’edificio e del suo allestimento, immaginato non come semplice contenitore di reperti ma come luogo capace di spiegare relazioni, contesti e sviluppo dei siti protostorici.

L’impostazione annunciata guarda anche a strumenti di ricostruzione digitale, così da tradurre per visitatori e scuole il lavoro scientifico svolto negli anni. L’idea è affiancare alla conservazione dei materiali un racconto contemporaneo, accessibile e adatto a restituire la natura diffusa di questo patrimonio.

La cabina di regia presentata a Udine

Alla riunione hanno preso parte il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, la sindaca di Sedegliano Debora Donati, che ha presieduto l’incontro, e i rappresentanti dei soggetti coinvolti. Il progetto nasce infatti da una collaborazione ampia, che tiene insieme amministrazioni comunali, istituzioni culturali e mondo della ricerca.

Il protocollo di intenti è stato sottoscritto da Basiliano, Campoformido, Castions di Strada, Codroipo, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Lestizza, Meduno, Mereto di Tomba, Montereale Valcellina, Pozzuolo del Friuli, Rive d'Arcano, Sedegliano, Spilimbergo e Udine.

Accanto ai Comuni figurano anche Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e Banca 360 Credito Cooperativo FVG.

Terre dei Castellieri, verso il museo archeologico di Basiliano con 17 Comuni

Il legame con la candidatura Unesco

Terre dei Castellieri si inserisce inoltre nel percorso che richiama la proposta di candidatura Unesco con baricentro nel colle di Udine. In questo quadro, il progetto non si limita alla tutela archeologica, ma prova a costruire un racconto territoriale condiviso, in cui il capoluogo e i comuni della pianura e della pedemontana si muovono dentro una stessa strategia culturale.

La Regione vede in questa rete una possibilità che tocca più piani: ricerca, divulgazione, didattica e attrattività turistica. Basiliano verrebbe così individuato come punto di riferimento per comprendere l’insieme dei siti protostorici, offrendo una lettura coordinata di luoghi che oggi spesso vengono percepiti in modo separato.

I prossimi passaggi fino al 2026

Tra le tappe operative indicate c’è la nascita di una Fondazione di partecipazione, già prevista da una norma regionale. Una bozza di statuto è stata predisposta dagli uffici della direzione Cultura e dovrà ora essere discussa con tutti i partner del progetto.

L’obiettivo fissato è arrivare all’approvazione del testo nei Consigli comunali dei 17 enti aderenti entro la fine del 2026, in un confronto che dovrà coinvolgere anche il Ministero della Cultura.

Lo studio di fattibilità è stato costruito dal Comitato tecnico-scientifico, composto da rappresentanti della Soprintendenza, della Regione, dell’Università di Udine, da un referente dei Comuni aderenti e da Banca 360. Il gruppo di lavoro si è riunito nove volte, segnale di un percorso che ora prova a passare dalla progettazione alla fase più concreta delle scelte istituzionali e organizzative.

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