Bici sui regionali per Tarvisio, da Gemona torna il nodo dei posti: nuova protesta sulla linea
Nel weekend un gruppo diretto verso Ugovizza-Tarvisio non è riuscito a salire a Gemona. La vicenda riapre il tema del servizio per chi percorre l’Alpe Adria.
Per chi raggiunge in treno l'Alto Friuli con la bicicletta al seguito, il problema resta sempre lo stesso: trovare spazio. L'ultimo episodio segnalato riguarda la stazione di Gemona del Friuli, dove nel fine settimana un gruppo di cicloturisti diretto verso Ugovizza-Tarvisio non avrebbe potuto proseguire sul regionale proprio per l'assenza di posti dedicati alle bici.
La vicenda riporta l'attenzione su un collegamento molto utilizzato durante la bella stagione da chi sceglie la Ciclovia Alpe Adria, asse importante anche per il territorio udinese. A rilanciare il caso è stata la consigliera regionale Manuela Celotti, che riferisce di una segnalazione arrivata dopo altre proteste già emerse nei mesi scorsi.
Sui social sarebbero comparsi anche video girati dagli stessi viaggiatori, immagini che hanno contribuito a far circolare di nuovo il malcontento attorno alla tratta ferroviaria tra Udine e Tarvisio. Il timore espresso è che disagi di questo tipo finiscano per pesare sull'attrattività di uno dei percorsi cicloturistici più frequentati del Friuli Venezia Giulia.
Gemona torna al centro delle segnalazioni
Secondo quanto riferito dalla consigliera del Pd, l'episodio sarebbe avvenuto proprio in un momento in cui il flusso di utenti aumenta sensibilmente. La fermata di Gemona, punto di passaggio per chi sale verso la Val Canale, diventa così uno dei luoghi in cui si misura in modo più evidente la tenuta del servizio.
Celotti spiega di aver già portato la questione in Consiglio regionale con un'interrogazione discussa nell'ultima seduta dell'Aula. L'ultima denuncia, osserva, non sarebbe quindi un fatto isolato, ma l'ennesimo segnale di una criticità che si ripresenta quando la domanda cresce.
Una tratta decisiva per il cicloturismo dell'Udinese
Il collegamento ferroviario verso Tarvisio è strategico per un'area che nei mesi estivi intercetta migliaia di viaggiatori su due ruote. Chi parte da Udine o attraversa il territorio per imboccare l'Alpe Adria si affida spesso al treno per coprire una parte del percorso, soprattutto nelle tratte più lunghe o per il rientro.
Le contestazioni, nella ricostruzione della consigliera, riguardano più aspetti insieme: convogli in ritardo, problemi tecnici, capienza limitata per le biciclette e difficoltà quando entra in gioco il trasporto sostitutivo su gomma. A pesare sarebbe anche un'offerta giudicata insufficiente, con appena due corse nei feriali indicate come disponibili per questo tipo di utenza.
Il risultato, sempre secondo la denuncia politica, è un servizio che non riesce a rispondere in modo adeguato al traffico cicloturistico lungo una direttrice che collega l'Udinese ai flussi del turismo lento internazionale.
La richiesta di un confronto con tutti i soggetti coinvolti
Per affrontare la situazione, Celotti ha annunciato la richiesta di un'audizione in Regione. L'obiettivo è mettere attorno allo stesso tavolo l'assessora Cristina Amirante e i rappresentanti di Fuc, Trenitalia, Rfi, Arriva Udine, PromoturismoFvg, insieme ai Comuni interessati dal collegamento.
Nell'elenco indicato figurano Gemona del Friuli, Pontebba, Resiutta, Tarvisio e Udine, oltre alla Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale e al Comitato pendolari Alto Friuli. Il confronto richiesto punta a chiarire come migliorare il trasporto ferroviario e la gestione delle bici in un periodo in cui la linea diventa particolarmente sensibile per il movimento turistico.
Per il territorio udinese la questione non riguarda soltanto il disagio dei singoli viaggiatori, ma anche la credibilità di un'offerta che lega mobilità, accoglienza e promozione della montagna friulana. Se i collegamenti non reggono nei fine settimana di maggiore affluenza, il rischio è che a rimetterci sia l'intera filiera del cicloturismo locale.